Droga, valigette e tramezzini. Diritto 4.0

15.10.2021 – 17.05 – Oggi parliamo di droga, diritto e tramezzini. Non necessariamente in quest’ordine. La vicenda ha inizio molto tempo prima e vede lo sfortunato protagonista cadere vittima della droga, ritrovandosi anche senza lavoro. Tossicodipendente e disoccupato, l’uomo entra in un supermercato e tenta di rubare un tramezzino. Sottrae anche la valigetta di un cliente e cerca di dileguarsi col bottino, ma viene sorpreso, fermato e, poi, condannato a 10 mesi di reclusione, oltre alla multa di 200 euro. L’imputato non ci sta e ricorre alla Corte di Cassazione (probabilmente potendo godere dell’assistenza legale “a spese dello Stato”, cioè, a carico dei contribuenti, una formula con cui l’avvocato viene pagato “al minimo” dalla collettività). La battaglia legale si svolge proprio attorno al tramezzino, del valore commerciale di 4 euro, prelevato dallo scaffale del supermercato.

Il difensore dell’imputato si lamenta che i giudici non hanno tenuto conto del fatto che era stato rubato un bene di poco valore, per soddisfare un grave e urgente bisogno. L’argomento è interessante, ma va approfondito. Infatti, perché il furto sia “lieve” sono necessari due elementi: che la cosa sottratta sia di tenue valore e che sia effettivamente destinata a soddisfare un grave e urgente bisogno. Pertanto, non è sufficiente un generico stato di bisogno o di miseria del colpevole, ma è necessaria una situazione di grave bisogno non rinviabile, cui sia possibile far fronte solo sottraendo la cosa. La Cassazione osserva che la sentenza di condanna, quella che è stata impugnata, non ha tenuto conto della situazione personale dall’imputato (tossicodipendente e disoccupato) e, pertanto, rimanda la sentenza in Corte d’Appello per gli approfondimenti del caso. Forse, il furto del “tramezzino” verrà così degradato da furto comune a furto lieve. Purtroppo, il ladro ha rubato anche la valigetta, peraltro in modo più burrascoso. Infatti, il cliente (che era stato distratto dalle offerte 3×2 del supermercato), accortosi del furto e raggiunto il ladro, era stato minacciato da quest’ultimo: se avesse chiamato aiuto, sarebbe stato pestato. L’avvocato del ladro ci prova di nuovo e ragiona così davanti ai giudici: poiché la valigetta conteneva dei documenti, cioè dei fogli di carta, anche questo furto sarebbe di “scarso valore”. Ma, in questo caso, la difesa viene respinta per vari motivi, tra cui il fatto che, non conoscendosi il contenuto della valigetta, non è possibile valutare il valore della cosa sottratta. In conclusione, la condanna per la valigetta resta mentre, per il tramezzino, i giudici dovranno valutare meglio la gravità del furto. (Cassazione n. 7546/19).

[g.c.a.]