Un delfino nel golfo di Trieste: il Tursiops Truncatus

21.09.2021 – 09.25 – Risale al 16 settembre 2021 un altro avvistamento di delfino nel golfo di Trieste. I ricercatori, impegnati nei consueti monitoraggi marini, si sono imbattuti nell’animale nei pressi delle mitilicolture davanti a Duino.
L’esemplare era un tursiope (Tursiops Truncatus), un cetaceo odontoceto, il più studiato e il più comune della famiglia dei delfinidi, reso celebre dalla famosa serie televisiva Flipper. Diffuso in tutti i mari del mondo, tranne nelle zone artiche e antartiche, ne esistono due popolazioni distinte, una costiera e una di mare aperto. Per cacciare, questo splendido animale utilizza la tecnica dell’ecolocalizzazione: chiamata anche biosonar, si tratta di un sonar biologico usato da alcuni mammiferi anche per l’orientamento; Donald Griffin, nel 1944, fu il primo a dimostrarne l’esistenza nei pipistrelli. Questi, come i delfini, emettono suoni nell’ambiente e ascoltano gli echi che rimbalzano da diversi oggetti. 

Il tursiope presenta un corpo fusiforme, simile a quello dei pesci, che gli assicura una grande idrodinamicità, riducendo l’attrito con l’acqua. Il suo colore è grigio, con varie sfumature sul dorso, e presenta un ventre bianco; sui fianchi il grigio diventa più chiaro. Questo fa sì che sia difficilmente visibile se osservato dal basso verso l’alto e viceversa. Può arrivare fino a 380 centimetri di lunghezza, con un peso di 650 chilogrammi.
Il suo rostro, corto e tozzo, ha all’interno circa 100-120 denti tutti uguali, di forma conica, che vengono utilizzati solo per afferrare la preda; questa viene fatta scivolare sulla lingua e ingoiata intera. L’aggettivo “truncatus”, “troncato” in latino, si riferisce proprio alla conformazione di questo rostro. 

La pinna dorsale, di forma triangolare e ricurva, è alta circa 23 centimetri, mentre le pinne pettorali possono arrivare fino a 50 centimetri di lunghezza. La pinna caudale, suddivisa in due lobi, è larga circa 60 centimetri.
I tursiopi vivono generalmente in branchi, formati dalle femmine con i loro piccoli. I maschi possono formare delle associazioni chiamate “alleanze”.
Questi formidabili animali sembrano apprezzare particolarmente le acque del nostro golfo. Infatti, non sono rari gli avvistamenti di diversi esemplari lungo la nostra costa. Sono incontri magici, che lasciano gli spettatori sbalorditi. Il tursiope è molto curioso, di natura docile, e non fatica a familiarizzare con gli esseri umani. 

di Davide Stocovaz