Sul ring con tatuaggi nazisti, la condanna di Serracchiani (PD) verso il pugile triestino

19.09.2021 – 17.00 | Ha destato tanto scalpore la vicenda del pugile triestino dei pesi superpiuma, Michele Broili, presentatosi sul ring per sfidare l’astigiano Nourdine per il titolo italiano con diversi tatuaggi di stampo nazista. A vincere l’incontro, il piemontese di origine marocchina, che ha battuto Broili ai punti. Ma l’episodio non si è chiuso con la sconfitta sul ring: la Federpugilato ha infatti stigmatizzato il pugile giuliano con un duro comunicato sulla vicenda.

Solidale con la Federpugilato la presidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, Debora Serracchiani, che ha così espresso il proprio parere sulla vicenda: “Opportuna e tempestiva la condanna della Federazione italiana pugilato per il boxeur che si è presentato a un incontro col torso coperto di simboli nazisti – si legge nella nota di Serracchiani – Il pugilato è uno sport dalle origini antichissime ed ha caratteristiche tali da essersi meritato la definizione di ‘noble art’: non solo supremazia fisica e tecnica ma anche il rispetto delle regole e per l’avversario.”.

Sport che ha sempre fatto del rispetto e della lealtà i propri valori fondanti, il pugilato è come altri sport sempre a rischio di contaminazioni ideologiche: “È bene che la boxe non sia inquinata dalla politica, tanto meno da un’ideologia violenta e intollerante come quella nazifascista – spiega Serracchiani – Purtroppo questo pugile aveva già creato un caso in passato, quando lo abbiamo visto con i suoi tatuaggi sulle locandine di promozione di un evento a Trieste – conclude la deputata PD – ma non è servito a far capire cosa si può fare e cosa no”.
C.S. Debora Serracchiani