Per un pugno di voti (e di Briciole)

27.09.2021 – 12.30 – Si avvicina a grandi passi la tornata elettorale, mica bruscolini! Si eleggono i sindaci di numerose grandi città e altri di piccoli luoghi sperduti.
I candidati dei secondi, che si fanno il mazzo ogni giorno, sono spesso migliori dei primi con qualche santo misterioso in paradiso.
Un po’ come succede con gli scrittori e i loro libri, senza allusioni subliminali ovviamente.
Da quanti messaggi elettorali siete stati bombardati nelle ultime settimane?
Le cassette della posta strabordano, internet e i social la fanno da padroni, giornali e TV fanno quel che possono nelle rare pause concesse loro dalla discussione sul virus e dai suoi bollettini. Quante parole al vento, quanta retorica rimasticata, quante frasi più o meno fatte dovremo ancora subire fino al fatidico giorno? I candidati più illuminati si lanciano in promesse da libro “Cuore”.

Parlano sempre di bene del paese e si tratta probabilmente di qualche sperduto paesino di montagna dove sono nati e dove vogliono far arrivare uno svincolo della A1 e far costruire uno stadio da 80.000 posti.
I più onesti parlerebbero volentieri di bene proprio, se solo i loro leader glielo lasciassero fare. I più ottimisti dicono che faranno tutto e di più, i più realisti: “bon…mi se rivo fazo…se no niente…ah!”, i più pessimisti brontolano perché sono decimi in lista in una circoscrizione abitata solo da cinghiali e in tipografia hanno pure sbagliato a stampare i loro “santini” elettorali, e quindi sarà dura farsi votare pure dalla propria madre.
Tutti loro sarebbero però pronti a sacrificare un po’ del loro prezioso tempo per un’interrogazione sulla tauromachia da insegnare a scuola o sull’usura tergicristalli sui bus!
“Io non so chi sei? Che problemi hai? In che posto abiti? Se sei uomo o donna? Quanto pesi? Non ti ho mai visto e conosciuto, non risponderei nemmeno a un tuo buongiorno su Facebook, ma volevo dirti che mi sono candidato e lotto insieme a te!”…questo potrebbe essere il messaggio standard di ogni elezione che si rispetti.

In realtà, nonostante una perenne disillusione per la politica, io sono un elettore modello.
Ho sempre fatto il mio dovere, almeno quando trovavo la cartella elettorale e non avevo il brasato a cottura lenta sul fuoco.
Quest’anno sarei pure tentato di rispolverare il voto di scambio… “vi voto se comprate il mio libro!”. So che non avrebbero accettato in molti però, avendo speso ormai tutto per la campagna elettorale, e poi i politici riservano la loro generosità alle cose importanti, come cene eleganti e meeting fondamentali per la sopravvivenza del pianeta, mica a miseri tomi polverosi.

In fondo sarebbe stato arduo anche per me. Avrei dovuto votare in troppe circoscrizioni, usando troppi nomi inventati. Non è così facile, non è mica come fare un profilo falso su Instagram! L’ultima volta che ho provato a fare un giochetto del genere è stato per votare il vincitore di “Amici” sulla piattaforma Rousseau e per provare a far eleggere Salvini alle Primarie del PD, ma non ho avuto successo in nessuna delle due occasioni.
È fin troppo facile prevedere che poco o nulla cambierà!
Certi nuovi candidati di tutti gli schieramenti in campo sono da brividi, di paura o di febbre, non certo per l’emozione! Non parlo ovviamente di Trieste, per certi versi qui siamo messi meno peggio che in altre metropoli, dove gli elettori sono incerti tra il ridere e il piangere.

Non sarà facile nemmeno accedere ai seggi in modo sereno.
Ci saranno quelli che non vorranno indossare la mascherina, quelli che non vorranno mettersi le mutande, quelli che insisteranno per portarsi la matita da casa per evitare contagi, quelli che bagneranno la scheda per aver usato troppo gel disinfettante.
Vabbè…io nel mio piccolo ho già deciso! Andrò a votare alle 14.55 del lunedì, sperando che qualche monopattino lento in mezzo alla strada, qualche corteo di protesta o l’impalcatura di qualche nuovo cantiere rallentino la mia marcia verso il seggio! Di solito sono un tipo puntuale, ma c’è sempre una prima volta per tutto!

[M.L]