Near Working, una soluzione ibrida per il lavoro post Covid. L’appello a Fedriga

15.09.2021- 11.10 – Smart Working o lavoro “in ufficio”? Perché non entrambi: è il Near Working, una nuova tecnica che si sta andando a promuovere in Friuli Venezia Giulia. Una soluzione per conciliare lavoro e famiglia, la professionalità dell’ufficio con la familiarità della casa. Un lavoro dal volto “umano”. La pandemia ha infatti introdotto la novità dello smart working che ha permesso, specie negli ambiti dell’amministrazione pubblica, di concentrarsi sul “fare”, sul conseguire gli obiettivi, invece sullo semplice “stare” in ufficio. Tuttavia in molti casi il solo smart working si è presto trasformato in telelavoro, senza avere quel tempo necessario per trovare pieno sviluppo.
Proprio il Presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno D’Agostino, durante il convegno di CIDA FVG “Come prepararsi alle nuove professioni del futuro – Agenda 2030“, aveva proposto la formula del near working. Lavorare sì, in ufficio, ma a stretta distanza da casa, dentro spazi urbani ecosostenibili su modello degli spazi lavorativi condivisi. “Decentralizzare” la struttura lavorativa, abbandonando l’idea di concentrare in un unico edificio tutti i dipendenti, a favore invece di una vicinanza che consenta di abbassare drasticamente i costi ambientali, favorendo l’utilizzo di biciclette e trasporti pubblici.
Attraverso questa soluzione il dipendente potrebbe alternare lavoro in ufficio e smart working, recandosi a lavorare in presenza secondo le necessità reali dell’azienda o dell’ente pubblico.
La proposta del near working ha trovato seguito con una lettera del CIDA FVG, a firma del Segretario Daniele Damele, dove ci si appella al governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.
Il CIDA chiede di non cadere nel tranello di soluzioni propagandistiche, ricordando che lo smart working, pur coi suoi difetti, “Si è trattato di una sfida che è stata colta e vinta”. Occorre pertanto controbattere quando “qualcuno a livello nazionale, oggi, pensa, forse e invece, più a soluzioni propagandistiche: “si tomi presto in presenza a lavorare”.
Citando la lezione di D’Agostino, il CIDA chiede che sia la Regione ad avere il coraggio di sperimentare lo smart working, proponendo luoghi urbani adatti in linea con quanto affermato dal Green New Deal.
“Questi luoghi dovrebbero essere costruiti dal pubblico con un forte ruolo del privato. In tale direzione la RAFVG potrebbe attuare un ragionamento importante su detta prospettiva favorendo anche un nuovo modello di imprenditoria privata che investa in proposito”.
Sarebbe l’opportunità, per la Regione FVG, “di creare una regione diversa, un tenitorio più sostenibile e gestibile dal punto di vista sanitario e ambientale”.

CIDA è la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sumai Assoprof (Sindacato Medici ambulatoriali), Sindirettivo Banca Centrale (dirigenza Banca d’Italia), FIDIA (assicurazioni), FENDA (agricoltura e ambiente), Federazione 3° Settore (Sanità non profit), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob (dirigenza Consob), ANP (dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola)

[z.s.]