Demetrio Frussich, una vita tra la Serbia e Trieste. L’invenzione del Maggiore

18.09.2021 – 07.30 – Dimitrije Frušić/ Demetrio Frussich (1790-1838) nacque in Serbia a Divos, in provincia di Srem, vicino alla montagna della Fruska Gora. Come tanti abitanti dei Balcani guardò a Vienna per un’istruzione qualificata; e all’Università della capitale austriaca si appassionò a filosofia e medicina, suggestionato dal filologo e linguista Jernej Kopitar, a sua volta insegnante nella casa di Sigismondo Zois, il “patriarca” dell’illuminismo sloveno.
L’esempio di Dimitrije “Mita” Davidović che aveva vergato la prima costituzione serba, “infiammò” lo spirito patriottico di Frussich che decise di fondare il primo giornale in lingua serba, “Novine serbske”. Il numero inaugurale debuttò a Vienna il 17 agosto 1813, proseguendo ininterrotto fino al 1822. Demetrio portò avanti l’attività giornalistica fino al 1816, continuando nel frattempo gli studi di medicina; poi si spostò a operare la
professione medica dapprima a Zemun, in Serbia, e nel 1819 a Trieste.

Demetrio Frussich seppe inserirsi con notevole abilità nel clima culturale della Trieste asburgica, trasformando la propria casa in un luogo di ritrovo dell’élite politica e culturale del tempo. Frussich divenne così segretario della “mitica” Società di Minerva, il cenacolo fondato dal municipalista Domenico Rossetti; e al contempo fu presidente della comunità serbo-ortodossa (1831).
In questo contesto Frussich ebbe un intenso scambio epistolare con Vuk Stefanovic Karadžić (1787-1864); oggigiorno considerato con Obradović il principale riformatore della lingua serba in senso moderno. E fu proprio grazie all’amicizia con Frussich, se Karadžić ebbe modo di contattare il sovrano di Serbia Miloš Obrenović. Il monarca fu così convinto a finanziare la pubblicazione del primo dizionario di lingua serba (1818). Inoltre Demetrio si adoperò a Trieste per far conoscere l’opera del riformatore serbo, formando un vero e proprio fan club, che acquistava, leggeva e pubblicizzava le opere del famoso linguista. Il sostegno era tale che Karadžić scrisse nel 1833 che “Trieste è la più importante comunità rivierasca del nostro popolo (fors’anche la più piccola di numero, ma la più grande di ricchezza)”.
Le regole e la grammatica della moderna lingua serba derivano pertanto dall’operare di Obradović e Karadžić; entrambi, ciascuno a suo modo, legati a Trieste e ed entrambi in debito con l’azione disinteressata di Demetrio Frussich.

Nonostante il dilagare delle malattie e un sistema fognario largamente insufficiente, la Trieste d’inizio ottocento disponeva soltanto di un confuso coacervo di ospedali e ricoveri che ruotava attorno al Civico Ospitale di San Giusto: troppo poco per una città-porto che andava crescendo di anno in anno. In questo contesto si decise per la costruzione di quello che diverrà noto, a partire dal 1841, anno d’inaugurazione, come l’Ospedale Maggiore.
Ancora sotto l’imperatore Francesco I, nel 1833, si acquistò per 29mila fiorini l’ex campagna Cassis Hoffman nella contrada di Chiadino, all’epoca facente parte del Borgo Franceschino. Il progetto del nuovo Ospedale venne poi redatto da un funzionario della Direzione delle Fabbriche, l’ingegnere Antonio Juris, ma vi mise mano anche l’architetto Pietro Nobile, consigliere aulico delle Fabbriche di Vienna. La gara d’appalto fu vinta infine dall’impresario lombardo Domenico Corti che procedette a modificare leggermente il progetto.
Il nuovo Ospedale avrebbe avuto il compito tanto di centralizzare le funzioni dei precedenti istituti, quanto di reggere le (ripetute) ondate di epidemia, specie del colera asiatico; e in quest’ambito risultò importante la consulenza dei medici. Specificatamente si ritennero esperti della materia il medico Antonio Jenniker, Imperial Regio Consigliere di Governo e protomedico del Litorale, il fisico Magistratuale Piero de Garzarolli… e lo stesso Demetrio Frussich, quale medico primario anziano dell’Ospedale di San Giusto. In particolare Frussich aveva anche studiato architettura a Vienna; e non è forse un caso che nel sofferto iter di costruzione l’ospedale Maggiore ricalchi l’Allgemeines Krankenhaus della capitale, ponendosi così come il secondo miglior ospedale dell’impero asburgico.
Insomma, se tutt’oggi disponiamo dell’Ospedale Maggiore, parte del merito va anche all’attenta consulenza di Demetrio Frussich.

[L’articolo in questione è parte di un podcast in lavorazione sulla storia delle famiglie serbe triestine, in collaborazione con l’Associazione Culturale Giovanile Serba]

[z.s.]
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