Il nuovo Punto Franco di Russo: presentato il progetto per il Porto Vecchio

08.09.2021 – 14.22 – Un waterfront vivibile, a misura di cittadino, che sia frutto di un processo di rigenerazione urbana e che colleghi porto Vecchio alla città in continuità con il resto del lungomare: il progetto di Francesco Russo, frutto della collaborazione con il londinese Ashley Munday, comprende la ristrutturazione dei vecchi magazzini destinandoli ad usi diversi e delle infrastrutture smart, creando una nuova città sul mare. “Oggi delineamo progetto e processo – ha dichiarato il candidato di centrosinistra Francesco Russo – il tema è stato banalizzato ma si tratta della maggiore chance di sviluppo per Trieste. Quello che è stato fatto sino a ora dal primo cittadino è frutto di scelte “spezzatino”, che non hanno dato garanzie agli investitori”.

Il ministro della cultura Dario Franceschini, presente all’incontro in video-collegamento, ha sottolineato la straordinarietà di questo cambio di passo: “Ci sono città che hanno potenzialità straordinarie ma che devono recuperare lo spirito di visione. Porto vecchio ne è il simbolo: sono rimasto affascinato e stupito, è una porta sul Mediterraneo. Ci vuole una visione che va al di là della riqualificazione di qualche magazzino, investendo risorse pubbliche e private. Il comune non si può tirare indietro ma neanche lo Stato. Questa operazione va gestita in modo straordinario”.

È necessaria “un’analisi di fattibilità mirata a mettere tutto il progetto a sistema: strategie, costi, ritorni – ha spiegato Giovanni Gregoratti, esperto di finanza e investimenti – un approccio “spezzatino” con la regia di un sindaco invece che di professionisti è sinonimo di un progetto che non funziona”. Il circolo virtuoso di cui parla Gregoretti porterà “capitale umano e crescita demografica se pubblico e privato lavoreranno assieme all’interno di un processo sequenziale”.

La collaborazione tra pubblico e privato è uno dei temi di cui ha parlato anche Beppe Sala, sindaco di Milano: “Non può essere collaborazione di forma, bisogna accettare che le cose in mancanza di poteri di deroga in ambito pubblico hanno tempi lunghi. Ma senza si può fare lo stesso, Milano ne è prova. Non spaventiamoci del cambiamento, la sfida del cambiamento permette alle città di dare il meglio di sè”.

mb.r

 

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