Il genio di Nikola Tesla si svela a Trieste: una mostra “elettrizzante”

18.09.2021 – 07.00 – Un trasformatore di Tesla in miniatura, un sistema wireless con telecomando ante litteram, un motore elettromagnetico, l’enigma dell’uovo di colombo risolto per vie meccaniche.
Ma non solo: modellini di progetti avveniristici, un quadro del genio serbo scoperto nel 2009 in Germania, l’edizione originale del “Time” intitolata a Tesla.
E ancora: diplomi e documenti austro-ungarici, fumetti e film, opere d’arte e pannelli illustrativi. Senza dimenticare uno dei pezzi forti: la possibilità, tramite un’invenzione di Tesla, di sperimentare sulla propria pelle la corrente (alternata) a 100mila volt.
Innocua, ma solo perchè a bassa frequenza.
Si caratterizza per mescolare liberamente medium e tecniche espositive con un caleidoscopio di pezzi e invenzioni la nuova mostra “Nikola Tesla: un uomo dal futuro” inaugurata ieri dall’Associazione Culturale Giovanile Serba di Trieste (ACGS), con la co-organizzazione del Comune di Trieste, negli spazi già pregni di archeologia industriale del Porto Vecchio. A partire da oggi, la mostra è ufficialmente aperta al pubblico, con ingresso gratuito.

È stato il Presidente dell’ACGS Ilija Jankovic a inaugurare la cerimonia di apertura, sottolineando come l’eredità di Tesla risuoni oggigiorno più attuale che mai nel contesto dell’elettrificazione sostenibile, a carattere “green”. Il genio di Tesla non si è esplicitato solo nelle invenzioni, ma nell’aver perseguito un processo di democratizzazione dell’energia.
L’assessore alla Cultura, Eventi e Turismo Giorgio Rossi ha invece sottolineato il legame tra la comunità serba e Trieste, ricordando come cinquant’anni fa, quando la città era in trasformazione, erano stati i muratori serbi immigrati a costruire le nuove infrastrutture.
Da quest’iniziale nucleo – che si ricollegava poi ai serbo-ortodossi della Trieste settecentesca – la comunità serba è cresciuta nel tempo, divenendo la più numerosa di Trieste dopo quella slovena. “Una comunità così positiva, così seria è difficile da incontrare” ha concluso l’assessore, invitando a visitare la mostra.
Il Presidente della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste Zlatimir Selakovic si è complimentato per il coraggio dell’iniziativa, ricordando commosso che “quando questi ragazzi mi si sono presentati davanti, con tutto il loro entusiasmo, è stato veramente difficile rifiutare”.
Il Presidente Massimiliano Fedriga ha sottolineato il valore dell’aver inserito una simile mostra nel contesto del Porto Vecchio, il quale ha grandi potenzialità di sviluppo se si scommetterà su innovazione e formazione; e in tale senso quale luogo migliore per Tesla se non qui, in questa futura cittadella della scienza? Il Porto Vecchio, secondo Fedriga, non è un patrimonio solo di Trieste o del FVG, ma dell’intera area geografica centro europea; se sfruttata adeguatamente può divenire “un punto che guarda a un quadro europeo che ha grandi potenzialità di sviluppo”.
In questo contesto la comunità serba “non è una comunità ospite”, ma “è una parte integrante della comunità del FVG e di Trieste”. Ci si auspica pertanto che questa piccola mostra permetta di “aumentare la collaborazione tra la Regione e la Serbia”.

Foto di Insiel

La direttrice del Museo Nikola Tesla di Belgrado Ivona Jevtic ha sottolineato la frequenza di simili mostre itineranti, dove i reperti “viaggiano” di paese in paese, diffondendo tanto le scoperte di Tesla quanto la cultura serba della quale era figlio. La precedente mostra si era infatti svolta a Milano, mentre quella a Trieste si caratterizza per una filiazione tecnico-scientifica che la rende unica a livello nazionale.
La direttrice Maja Kremic per la Fondazione Novak Djokovic che si occupa dello sviluppo pre scolastico, ha sottolineato che “quando la scienza e la formazione si mettono insieme, il bambino cresce come dovrebbe”. In tal senso la mostra è un ottimo insegnamento per i più giovani: “Cerchiamo di lasciare come il genio Nikola Tesla un mondo migliore” ha concluso.
Roberto Antonione, segretario generale dell’InCE (Central European Initiative/Iniziativa Centro Europea) che ha la sua sede proprio a Trieste, ha sottolineato come anche la “Youth Agenda” dei popoli centro-europei e balcanici sia tra i compiti dell’organizzazione. Pertanto una mostra nata da una base di volontariato giovanile assolve bene a questo compito; tanto più considerando che oggigiorno Tesla è riconosciuto come un antesignano della “science diplomacy”.
La Vicepremier e Ministra alla cultura e all’informazione della Repubblica di Serbia Maja Gojkovic, involata da Belgrado per “tagliare il nastro” della mostra, ha sottolineato che se “il ricordo di tanti grandi della storia è caduto nell’oblio”, al contrario “Tesla è riuscito a entrare nell’universo dell’eternità”. Il museo a lui dedicato a Belgrado infatti rimane “l’istituzione serba con il maggior numero di visite” e il suo archivio è stato “tutelato dall’UNESCO” con alle spalle mille invenzioni confermate.
Bene dunque la mostra, specie considerando che Trieste è “una città importante in maniera molteplice per la Serbia”.

Accanto ai filmati, i brevetti, i modelli interattivi o semoventi, i pannelli illustrativi e i modellini delle diverse, misteriose, costruzioni di Tesla, occorre anche ricordare che la mostra include una bella collezione di dipinti e opere d’arte dedicate espressamente a Nikola Tesla, tra cui una lunga storia a fumetti di Zivorad “Ziko” Misic, noto artista attivo da otto anni all’Accademia di Fumetto di Trieste.

Per info e prenotazioni connesse alla mostra si rimanda all’articolo dedicato e al sito del museo di Belgrado, “Nikola Tesla: un uomo dal futuro“.

[z.s.]