Green pass palestre scolastiche: Giacomelli, Basso, Barberio (FdI), “Ennesimo pasticcio incomprensibile del Governo”

14.09.2021 – 09.45 – Così si sono espressi i consiglieri del gruppo regionale di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio in merito all’utilizzo del Green pass per inizio dell’anno scolastico e delle attività sportive dei giovani.
“La norma prevista dal Governo in merito l’accesso agli istituti scolastici, spiega Alessandro Basso, non prevede il Green pass per gli studenti. Essi possono, pertanto, accedere liberamente alle strutture scolastiche comprese evidentemente anche le palestre dove si svolgono le ore di educazione fisica”.
“Le scuole, continua Alessandro Basso, il pomeriggio ospitano nelle loro palestre le attività delle diverse società sportive. Ci sono sport – dalla pallavolo alla ginnastica al basket – che nella loro attività di base si praticano nelle palestre scolastiche.”

“In questo caso però, spiegano Basso, Giacomelli e Barberio, le cervellotiche e contraddittorie normative del Governo, richiedono il Green pass o il tampone a quegli stessi studenti, che, fino a poche ore prima, potevano accedere liberamente a quelle palestre. Come se il Covid si prendesse solo il pomeriggio e non la mattina.”
“In realtà c’è molto poco da scherzare”, puntualizzano i tre consiglieri di Fratelli d’Italia. “La posizione del nostro partito sul tema è molto chiara: essere contrari a queste modalità di utilizzo del Green pass, non vuol dire essere no vax! Vuol solo dire essere contrari a una forma subdola di introduzione dell’obbligo vaccinale. Infatti, ricordano Giacomelli, Basso e Barberio, solo da noi e in Francia esiste l’obbligo del Green pass per le normali attività di vita quotidiana. In nessun altro paese d’Europa si sono sognati una cosa del genere.

“Per questo, ricordano i tre consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, abbiamo fatto mettere nell’ultimo assestamento oltre 2,5 milioni di euro per i tamponi gratuiti – o, almeno, fortemente scontati – per quelle famiglie che altrimenti non potrebbero permettersi nemmeno di mandare i loro figli a fare sport il pomeriggio per il costo troppo elevato dei tamponi.

c.s