FVG-UE, Zanin e Tzitzikostas a colloquio con i giovani amministratori pubblici FVG

22.09.2021 – Una sorta di Stato generale della gioventù responsabile, un coordinamento in grado di raccogliere le istanze e i suggerimenti messi a disposizione dagli amministratori pubblici under 40 del Friuli Venezia Giulia per poi, dimostrando la capacità di fare rete, portare i risultati fino al Comitato delle Regioni (CdR) dell’Unione europea e da qui, attraverso il suo presidente, fino ai vertici dell’Ue.

Parte dal Consiglio regionale Fvg, attraverso il suo presidente, una nuova visione per costruire concretamente la nuova Europa che potrà avere un futuro solo se in grado di interpretare esigenze e desideri dei cittadini.

Un punto di partenza, dunque, che prende spunto anche dalla consapevolezza che “la risposta ai numerosi problemi e alle molteplici sfide attuali – ha sottolineato più volte Apostolos Tzitzikostas, presidente del CdR – non è certamente meno Europa ma, bensì, ‘più Europa’. Sia per fermare gli euroscettici, sia per dare le corrette risposte a chi si oggi sente escluso”.

Sono questi, condensando i contenuti di un appuntamento che ha saputo unire solennità e qualità, gli elementi più significativi scaturiti nel corso del convegnoDare forma alla casa della democrazia europea“, ospitato nell’aula consiliare di piazza Oberdan a Trieste ed espressamente dedicato ai giovani amministratori pubblici dei Comuni Fvg. Il dialogo prevedeva infatti il coinvolgimento dei rappresentanti eletti a livello locale nella costruzione della casa comune europea e il contributo di una rete stabile per colmare il gap tra le istituzioni dell’Ue e i cittadini europei.

Reduce dall’incontro con l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa Fvg e del press opportunity con gli esponenti dell’informazione, il presidente Tzitzikostas, quale massimo esponente dell’organo consultivo Ue che rappresenta i territori, ha assicurato il suo impegno per costruire una nuova Europa “che sia l’Europa delle città e delle regioni. Va sviluppato il concetto di Casa della democrazia europea con fondamenta solide e mura forti (gli Stati membri) e un tetto protettivo (l’Ue). Tuttavia, bisogna consolidarla ulteriormente aumentando la fiducia dei cittadini e andando verso di loro. C’è stato un ritardo – ha spiegato – ma ora abbiamo un’occasione unica per rinforzarne funzionamento e legittimità con l’aiuto di sindaci, assessori e consiglieri, migliorando la comunicazione”.

“Dopo pandemie e altre sfide come quella emigratoria – questo l’auspicio espresso da quello che è anche governatore della Regione della Macedonia Centrale – abbiamo bisogno di più e non meno Europa che possa sostenere la cooperazione transfrontaliera (e il Fvg sa bene come farlo) per una risposta ai problemi comuni. Devono prevalere la solidarietà e il rispetto dei valori e dei diritti attraverso le specificità regionali. È necessario basarsi sul principio di sussidiarietà, rispettando le specificità regionali con una regolamentazione migliore. La Conferenza per il futuro dell’Europa potrà avere successo solo se capace di andare oltre Bruxelles e le 27 capitali, ma penetrando tra i cittadini e quanti percepiscono L’Europa sul territorio”.

In precedenza, era stato il presidente del Cr Fvg a introdurre il concetto della sussidiarietà e ad auspicare un’Europa come casa comune che sappia riconoscere l’importanza delle realtà regionali e locali, prendendo spunto dalle esperienze storicamente positive già messe in atto in regione. Assi portanti dell’evoluzione per il bene comune vanno ricercati nella riattivazione del cosiddetto ascensore sociale, nel rilancio della manifattura locale e in un’alleanza comune. Gli amministratori locali, in tal senso, hanno il compito di operare per prevedere e governare il cambiamento con un nuovo modello di sviluppo territoriale come già avvenuto dopo il terremoto del 1976.

L’assessore regionale alle Finanze con delega anche alla Programmazione europea, dal canto suo, ha puntato il dito sulla necessità di premiare merito e competenza, evidenziando le peculiarità di un territorio posto nel cuore dell’Europa, anche se ai margini della penisola, e di una popolazione conosciuta in tutto il mondo per capacità lavorativa. Una posizione strategica favorita da direttrici viarie e un’area portuale molto importante, ma forte anche da una pluralità di minoranze linguistiche. Una tradizione di autonomia legislativa, anche a carattere fiscale e tributario, da confermare assolutamente attraverso misure chiare e adottate di concerto con i territori.

Il presidente del Cr del Veneto, capo delegazione italiana presso il Cdr e coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, ha invece evidenziato la sua stretta collaborazione con il collega del Fvg, aggiungendo che se si vuole dare un futuro all’Europa, bisogna farlo ora cambiando passo e riprendendo i principi fondanti che vedevano le autonomie locali quale pilastro. È necessaria, perciò, la voce di chi sente i problemi dei cittadini e cerca di risolverli.

Particolarmente nutrita la schiera degli ospiti che hanno dato il via agli interventi. Il presidente dell’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – Federazione del Fvg (Aiccre Fvg) ha ricordato come la pandemia stia obbligando istituzioni e cittadini a modificare il modo di rapportarsi con un’Europa che sembra aver ritrovato il senso della solidarietà. Un’occasione che va colta per rilanciare l’idea di un’Europa più possibile legata i principi ispiratori, dove ognuno deve fare la propria parte (a partire dai cittadini) valorizzando le diversità culturali. Senza dimenticare il ruolo fondamentale dei giovani e della scuola che, come dimostrato nelle cinque edizioni della Summer School per amministratori U40, devono acquisire conoscenze e strumenti operativi per rinnovarsi.

Anche il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani – sezione del Fvg (Anci Fvg), rappresentando 215 sindaci, ha rimarcato la lunga storia locale di condivisione dei valori europei. Il Fvg è diventato quasi il cuore dell’Europa e i Comuni stessi, enti più vicini alla cittadinanza, hanno saputo scrivere pagine importanti di collaborazione e integrazione con le realtà vicine delle quali Go! 2025 costituisce un chiaro esempio. È necessario investire sui giovani, affinché possano portare sempre più in alto i valori dell’Ue traducendoli in progresso, sviluppo e crescita nelle comunità.

La presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna del Fvg (Crpo Fvg) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di pervenire a una piena parità di genere, giacché rimangono ancora profonde disuguaglianze tra uomini e donne. È perciò necessario intervenire in modo massiccio con un grande investimento culturale, giacché le donne sono poco rappresentante nelle posizioni direttive e anche a livello elettorale.

In sede di discussione sono intervenuti alcuni rappresentanti degli enti locali (sindaci, assessori e consiglieri locali) che hanno auspicato che la Conferenza per il futuro dell’Europa non diventi un mero libro dei sogni. Tra le domande rivolte a Tzitzikostas quelle sulla modalità per evitare il senso di sfiducia e garantire un maggior ruolo alle autonomie locali, riducendo la distanza tra istituzioni e cittadini. Prezioso anche il ruolo delle minoranze linguistiche e quello di una preparazione specifica quanto approfondita per i giovani amministratori che chiedono di essere protagonisti, magari anche attraverso una quota di seggi riservata.
C.S. Consiglio regionale FVG