Covid-19, stato di emergenza nel 2022? “Sarà probabilmente rinnovato”

18.09.2021 – 12.06 – Contro il Green pass con fermezza, ma con altrettanta chiarezza distanti dai No-Vax; a favore della prevenzione fatta attraverso lo screening con tamponi gratuiti per tutti e della libera scelta vaccinale, preoccupati per quanto accadrà in ottobre nel momento in cui si verificherà una situazione di saturazione che renderà di fatto impossibile ai cittadini assolvere agli obblighi previsti in materia sanitaria e lavorare – situazione della quale si vedono, in coincidenza con la riapertura dell’anno scolastico, già i primi segnali. E lo stato di emergenza sanitaria nel 2022? “Sarà probabilmente rinnovato”. È stata la decisione del Governo che istituisce l’obbligo della certificazione Covid-19 nei posti di lavoro, il famigerato “Green pass 2.0” di prossimo varo, a costituire il perno della discussione fra le rappresentanze dei lavoratori metalmeccanici e ferroviari che hanno incontrato questa mattina in Largo Bonifacio a Trieste Fabio Rampelli, attuale vicepresidente della Camera dei deputati, deputato di Fratelli d’Italia, assieme a Walter Rizzetto e Claudio Giacomelli.

“Anche al decadere dell’attuale stato d’emergenza sanitaria al 31 dicembre di quest’anno”, hanno spiegato Fabio Rampelli e Claudio Giacomelli ai lavoratori intervenuti, “nulla impedirebbe al Governo, trascorso un giorno, di dichiararne uno nuovo per altri due anni sulla base delle valutazioni che farà”, ed è probabile, secondo i parlamentari di Fratelli d’Italia, che questo avvenga. “Non possiamo ancora sapere che cosa accadrà nei prossimi mesi”, ma i parametri sui cui potrebbe appoggiarsi la decisione del governo di Mario Draghi sono fino a questo momento gli stessi dell’anno scorso: numero dei contagiati anziché dei malati – decisione già al centro di polemiche da diverso tempo – situazione delle terapie intensive, numero dei decessi. Lo stato di emergenza, varato in un momento in cui c’era effettiva necessità di rapidità d’azione, anche legislativa, per il contrasto alla pandemia e l’amministrazione dello Stato, è tecnicamente passato da tempo, eppure è andato a costituire il tratto d’unione fra i due governi Conte e Draghi ed è diventato lo strumento che permette di evitare la consultazione popolare. Lo stato di emergenza sanitaria in Italia autorizza, ora attraverso l’obbligo di certificazione sul posto di lavoro (primo caso in Europa di trasformazione in strumento di verifica e controllo di un documento concepito per agevolare il movimento e la ripresa della normalità), sia la limitazione delle libertà del cittadino, su cui si stanno esprimendo i costituzionalisti, che l’obbligo indiretto alla vaccinazione senza che il vaccino venga dichiarato un obbligo per tutti gli italiani, in aperto contrasto con le direttive UE che, seppur non vincolanti, sono chiare. La strada del voto contrario in Parlamento sembra ad oggi poco praticabile, con un centrodestra disunito su questo tema e con una posizione della sinistra di chiaro sostegno al Green pass.
“Non abbiamo votato il decreto legge, e la posizione di Fratelli d’Italia è chiara ed è sempre stata chiara”, ha sottolineato Walter Rizzetto: “Ancora una volta, no al Green pass, e a fianco delle famiglie e dei lavoratori per i quali la spesa per i continui tamponi è insostenibile. Ritengo inoltre insostenibile anche la posizione di chi pensa che il Green pass possa costituire un pretesto per metter mano ai contratti di lavoro, e sui rigetti dei ricorsi da parte del Tar, finora due, si dovrà andare avanti”. Alla discussione hanno fatto poi seguito l’incontro informale con rappresentanti delle Forze dell’ordine che hanno manifestato a Fabio Rampelli, inquadrate nel contesto della loro attività, le stesse perplessità e forti preoccupazioni degli altri lavoratori, e quello con la stampa a sostegno della lista Dipiazza nelle prossime elezioni amministrative.

[r.s.]