Coppetta mestruale: la novità economica ed ecologica rivolta alle donne

16.09.2021 – 12.50 – L’acquisto di assorbenti, è risaputo, è una delle spese che le donne sono tenute ad affrontare alla ricerca del prodotto migliore e, se possibile, più conveniente nel rapporto qualità-prezzo.
Come riportato dall’Istat, infatti, le donne aventi le mestruazioni (tra i 12-55 anni) sono 14.127.929. Perciò se tutte usassero assorbenti non sostenibili con la tassa al 22% gli introiti sarebbero di circa 323 milioni di euro.
In soccorso alla popolazione femminile arrivano le coppette mestruali, presidi sanitari con il fine di raccogliere il sangue mestruale durante i giorni del flusso: dunque, una valida alternativa agli assorbenti ed ai tamponi usa e getta.

Essendo un “raccoglitore mestruale”, la coppetta richiede una manutenzione particolare.
Prima del primo utilizzo, la coppetta mestruale va sterilizzata. Per farlo basterà bollirla in un pentolino d’acqua per 3-5 minuti, o nel forno a microonde, lavarla con acqua corrente e sapone neutro delicato, o detergente intimo, e asciugarla con ovatta pulita o della carta.
Va svuotata regolarmente e sciacquata, prima di essere di nuovo inserita.
Nel periodo tra un flusso e l’altro sarà necessario sterilizzare la coppetta mestruale e tenerla conservata in un sacchetto, spesso già fornito dalle case produttrici.
È possibile tenerla inserita fino ai 12 ore nei giorni di minor flusso, anche tutta la notte, dato che non comporta rischi di tipo igienico-sanitario e, soprattutto, si può e si deve riutilizzare.

Il fattore sostenibilità ambientale aumenta la convenienza, infatti è composta da materiale biocompatibile, silicone, gomma termoplastica o lattice morbido e flessibile ideale per essere introdotto nella vagina senza deformarsi.

Per essere inserita va piegata, e una volta in sede si “apre” come una corolla producendo un effetto “sottovuoto” che la mantiene perfettamente salda nella sua posizione, impedendo così che si verifichino perdite di sangue.
Le tecniche più usate sono le seguenti:
A forma di C, piegando la coppetta formando la lettera C;
A forma di tulipano, arrotolando la coppetta a spirale e premendo in un suo punto, chiudendo poi a spirale;
A forma di sette, manipolando la coppetta mestruale fino a formare un sette.

Naturalmente, in commercio esistono due tipologie di coppetta studiate per le esigenze di ogni donna: questi sono la coppetta mestruale vaginale, reputata la più semplice da utilizzare per l’inserimento più basso rispetto a quello di un tampone interno, e la cervicale, di dimensioni più allungate, che va inserita più in profondità.
Questa scelta viene effettuata dopo aver considerato lunghezza della vagina e la larghezza.

In seguito a ciò bisogna valutare anche l’indice di morbidezza che rappresenta un importante criterio di selezione: una coppetta mestruale un pochino più rigida è consigliata alle donne che hanno un pavimento pelvico e una muscolatura del perineo molto tonica, che tende a “spingere” contro la coppetta che quindi, se troppo cedevole, potrebbe piegarsi o deformarsi.

Parlando di costi, il prezzo oscilla tra i 30 e i 50 euro l’una, in base ai vari brand, un investimento nel lungo periodo che risulta assai vantaggioso per tutte le donne.