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lunedì, 8 Agosto 2022

Michi Dei Rossi de Le Orme: “Ora ci manca un tour con la PFM”. Sul palco di San Giusto anche il triestino Sparagna. [Gallery]

07.08.21-14.00-Serata nostalgica, quella di ieri al Castello di San Giusto, ma non solo: sul palco per il XVIII Trieste Summer Rock Festival (gallery della serata a fine articolo ndr.), difatti, si sono presentati i gruppi prog “Sezione Frenante” e “Le Orme”. Abbiamo fatto un tuffo nel passato con Michi Dei Rossi, batterista storico de Le Orme, che con la nuova formazione ha portato una ventata d’aria fresca, anche grazie alla presenza del cantante ‘Made in Trieste’ Luca Sparagna. Prima dell’intervista al storico musicista, abbiamo chiesto a Luca Sparagna -che ieri ha suonato per la prima volta a Trieste con il gruppo a San Giusto- cosa si prova a fare parte di questa band storica: “Sono sempre stato un musicista trasversale ma il progressive è la musica che amo di più. Essere il cantante (e chitarrista/bassista ndr.) de Le Orme è una grossa responsabilità, cerco di fare del mio meglio mettendomi a disposizione di una band della quale sono sempre stato un vero fan. Per il futuro, speriamo di fare mille concerti fino alla fine dei tempi!”.

-Buongiorno Michi, intanto complimenti vivissimi per la sua grandissima carriera. Come si fa a mantenere negli anni l’ispirazione e come eventualmente è cambiata?

Per quanto mi riguarda, l’ispirazione è una cosa che hai dentro di te e non te la leva nessuno. “Felona e Sorona” è ancora entro i 100 album del prog mondiale..la nostra storia inizia nel lontano ’65, io subentro nel ’67. Questo per dire che, in tutto questo periodo, l’ispirazione c’è stata e continua ad esserci ma può arrivare anche dagli altri, ad esempio dalla gente che ci dà dei ‘feedback’. A fine concerto mi fermo spesso a parlare con il pubblico e mi fa piacere ascoltare le loro opinioni o consigli. L’ispirazione arriva anche dagli studi che fai: io, ad esempio, ho studiato musica classica e percussioni. I miei grandi ispiratori sono Bartòk e Stravinskij che hanno portato la ritmica a grandissimi livelli.

-Grande ispirazione è arrivata anche per la creazione delle copertine..

Esatto, a cominciare dalla copertina di “Collage”. Anche se a prima vista è ‘solo’ una foto di noi tre, cercavamo di crearla in maniera particolare in quanto era il primo disco veramente ‘prog’ che ha poi aperto la strada al genere in Italia (quest’anno, tra l’altro ne è stata fatta la ristampa che è arrivata subito al quinto posto ndr). La foto ha fatto un certo scalpore all’epoca perchè ci siamo dipinti tutti di bianco a torso nudo. Era l’inizio degli anni ’70 e voleva essere un’immagine di rottura: avevo una croce ed eravamo

Foto: Michela Porta

in un cimitero (sconsacrato), in più avevamo visto un film di zombie quindi volevamo rifare le loro pose..io, però, alla fine ho voluto creare un contrasto facendo il viso d’angelo. Per il disco successivo abbiamo continuato la ricerca: vicino al nostro studio c’era una mostra di un certo Walter Mac Mazzieri e così abbiamo chiesto al pittore di venire ad ascoltare il nostro album, “Uomo di Pezza”, e di farne dei dipinti ispirati alla musica. Ogni testo ha avuto quindi una sua figura. Per “Felona e Sorona” abbiamo chiamato invece Lanfranco che ha effettuato i due meravigliosi pianeti e così via. Oggi, purtroppo, con la musica digitale e le difficoltà di vendita, le copertine artistiche sono sempre più una rarità.

-Quali sono le canzoni del gruppo che le sono rimaste nel cuore?

“Era inverno” è la mia preferita, difatti la suoniamo sempre; poi c’è “Frutto acerbo” che ha un testo meraviglioso ma anche “Maggio”. Come dischi, invece, “Contrappunti” e “La via della seta” perché è l’ultimo album che abbiamo fatto di inediti. Dopo l’uscita di Tagliapietra molti credevano che non avremmo fatto più niente invece abbiamo fatto uscire un disco che ha venduto 50.000 copie; è stato un album che è piaciuto a tutti i fan del gruppo, vecchi e nuovi, e questa è stata una grande soddisfazione.

-Un’ultima curiosità: cosa ne pensa della polemica tra prog italiano e prog inglese?

Non c’è mai stata nessuna polemica o nessuna ‘gelosia’ da parte inglese. Stessa cosa tra noi e la PFM. Sono cose ‘create’ ai tempi un po’ dai media. Anzi, noi siamo in buoni rapporti con vari gruppi storici, a partire dal Banco dei Mutuo Soccorso e dai New Trolls con i quali abbiamo fatto un tour. Con la PFM ci sentiamo qualche volta e, anzi, spero che un domani si possa fare anche con loro un tour!

Michela Porta

Foto: Michela Porta

[Riproduzione riservata]

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