Klin, la vigna sospesa tra mare e cielo

22.08.2021 – 10.20 – Che la viticoltura nella nostra zona affondi nella storia è noto.
Che il costone carsico ne sia stata la culla già duemila anni fa lo testimonia Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.
I nostri vini dovevano essere talmente famosi che il Pucino, coltivato sul terreno roccioso attorno all’ omonimo castello (distrutto) nei pressi delle bocche del Timavo, aveva assunto doti sovrannaturali.

Attribuisce in effetti Plinio proprio al consumo regolare di questo vino la longevità della seconda moglie di Augusto, Livia, passata a miglior vita ad 86 anni.
Che i pastini del costone siano oggi un ribollire di idee e di passione, e che una nuova generazione di vignaioli li stia recuperando dall’ incuria e l’abbandono, è cronaca di questi tempi; il lettore accorto si ricorderà di Bole, Bukavec, Skabar.

In questa renaissance si inserisce a pieno titolo l’ azienda vitivincola Klin.
Ho provato i vini che fra poco vi racconterò nel corso di una “Wine Experience” organizzata dalla titolare in una meravigliosa serata di Agosto.
L’allegra brigata di enoappassionati provenienti da tutta Europa è stata guidata fra le strette viuzze di Contovello, proprio dove sorgeva l’ antico castello di Moncolano, fino ad arrivare alla cantina. Totalmente immersa fra le vigne, con l’azzurro del cielo alle spalle e quello del golfo di fronte. Un panorama mozzafiato, una location unica che la sorridente Katrin Stoka vorrebbe far crescere anche come luogo di relax e meditazione oltre che degustazione.
Coraggiosa e determinata, questa bella ragazza cura e vinifica quasi da sola un ettaro e mezzo di vigne lasciatole dal nonno sui terrazzamenti sopra il Castello di Miramare tutto attorno alla cantina.
Chapeau!
Ed ecco i vini di Katrin.

MIRA(el)MAR 2019
Metodo classico, 12 mesi sui lieviti, sboccatura di qualche giorno, dosaggio zero.
Un vino transiente, ancora in divenire, già molto buono ma che una maggior permanenza sui lieviti e quindi in bottiglia potra’ rendere ancora più espressivo, fine e compiuto. Uve tradizionali del costone: malvasia, glera e vitovska.
Naso piacevolmente minerale; soffio intenso di pierre a fusil con un contorno di gelsomino, mandorla tostata e cannella. Originale.
Bocca secca e sapida, carboniosa fine e piena, piacevole e molto persistente.
Con le frittole con l’anima. ( frittelle con l’ acciuga dentro)
89/100

VIKTOR 2019 da malvasia, vitovska e chardonnay
Macerazione di 8 giorni e lunga permanenza sui lieviti. Tutto acciao.
Naso intenso sulla mela golden matura e sulla frutta gialla, la cola, la ginestra, i fiori di tiglio. Bocca scorrevole, minerale sopratutto, corpo medio, non lunghissima ma piacevole e golosa.
Bigoli con i sardoni barcolani
89/100

VIOLA 2019 alle uve refosco del costone si aggiungono quelle carsiche di alcuni amici
Solo acciaio. Mora, prugna, mirtillo, ribes nero, violetta, eucalipto, grafite per un naso complesso ed intenso. Bocca rispondente e coerente col naso, sferzante freschezza, mineralità pure, corpo discreto, succosa. Da bere anche più fresco del solito in queste sere d’ estate.
Stinco di maiale al forno
91/100

Per visita e degustazione contattate Katrin allo 347993378. Non rimarrete delusi.

PROSIT!