Gianni Leone:”Il Balletto di Bronzo? All’epoca la follia ci autodistrusse” [Gallery]

Reunion storica al Castello di San Giusto tra Lino Vairetti (Osanna) e Gianni Leone (Balletto di Bronzo)

08.08.21-17.00-Alla terza serata del Trieste Rock Summer Festival si sono riuniti altri due nomi di punta del prog italiano: Lino Vairetti, cantante e chitarrista storico degli Osanna con la partecipazione di Gianni Leone del Balletto di Bronzo. Durante l’esibizione è stato trasmesso, solo in versione video d’accompagnamento, il docu-film “Osannaples”, che ripercorre il viaggio della band tra testimonianze storiche ed attuali. Ad aprire il concerto, l’Altare Thotemico. Abbiamo fatto alcune domande ai musicisti.

[Altare Thotemico]Quando è nato l’Altare Thotemico e come considerate la vostra musica?

Gianni Venturi (cantante): Suoniamo dalla fine degli anni Novanta e abbiamo fatto tre dischi, uno diverso dall’altro. Avevamo già suonato al Trieste Rock Summer Festival sette/otto anni fa. Io sono un ricercatore vocale quindi cerchiamo di fare una specie di prog di ricerca; nella nostra musica si sentono le svariate influenze che abbiamo. Nel mio caso, continuo un po’ il percorso di Demetrios Stratos con canti armonici ecc. Il nostro disco è uscito il 30 settembre scorso ma non abbiamo potuto presentarlo adeguatamente causa la situazione sanitaria, quindi ora stiamo recuperando il tour. A novembre saremo infatti a Bologna.

-[Osanna]Siete un gruppo prog napoletano storico. Quanto è importante per voi la commistione tra musica, pittura e teatro?

Lino Vairetti: Noi siamo nati in un periodo storico -fine anni Sessanta- in cui c’era una rivoluzione culturale dalla quale è nata un’avanguardia che abbracciava tutte le arti. Tutti i mondi e linguaggi si contaminavano e noi ci siamo appropriati di quel ‘mood’ e lo portiamo avanti ancora adesso. Io, poi, ho fatto l’Accademia delle Belle Arti ed in qualche modo vogliamo che la musica sia rappresentata anche in modo scenico. Il nostro linguaggio è verbale ma anche poetico, quindi è importante entrare in un personaggio per poter esprimere al meglio le parole che vengono scritte.

– Voi avevate dato vita ad un festival, Be-Inn, dove avete potuto raggruppare molti musicisti. Ci sarebbe ancora la possibilità di creare un evento così importante?

Lino Vairetti: Non credo, perché quello spirito di collettività era molto molto lontano da tutti i mass media che ora accomunano tutti i giovani. In parte possono esserne privilegiati perché le tecnologie aiutano a navigare a livello internazionale ma ne sono purtroppo anche schiavi perché in altri modi dividono.

[Gianni Leone, Balletto di Bronzo] Come si trova a tornare a collaborare con Lino Vairetti dopo tanto tempo?

Gianni Leone: Benissimo! Prima degli Osanna e del Balletto di Bronzo, difatti, io suonavo già con Lino in un gruppo chiamato Città Frontale e suonavamo i brani che poi apparvero nel loro primo album “L’uomo”. Ero un ragazzino e suonavo l’organo farfisa. Io ero piccolino ma già abbastanza ‘egocentrico’ quindi pensai di creare un trio -organo, basso e batteria- perché ebbi in regalo un organo Hammond e perché scoprii un trio che fece un solo album, i Quatermass, che però mi piacquero molto. Quindi lasciai il gruppo. Al mio posto entrò il sassofonista/flautista Elio D’Anna e cambiarono il nome da Città Frontale ad Osanna.

-Come entrò a far parte del gruppo ormai di culto del Balletto di Bronzo?

Gianni Leone: Ricevetti una proposta da questo gruppo che era già famoso con un primo disco: loro facevano rock-beat. Anche all’interno del gruppo c’erano alcuni musicisti che volevano fare cose pazzesche come me, quindi per un po’ mi unì a loro cinque poi arrivò il bassista e mi diedero carta bianca. Creai le musiche dell’album “YS” anche se non firmai i brani: innanzitutto perché non ero iscritto alla SIAE in quanto minorenne e poi perché volevo andare contro le regole borghesi. Poi ci sciogliemmo per problemi di ‘follia‘: vivevamo tutto all’eccesso e questo ci autodistrusse. Ho continuato quindi da cantante solista e sono andato in America per vent’anni ecc. Negli anni Novanta ho riascoltato il disco “YS” e mi sono riapprezzato come musicista ma non come cantante quindi ho detto ‘voglio riprovare a rimettermi in gioco!” e, ad oggi, mi sento più cantante che tastierista. Se non fossi in grado di sentirmi addirittura superiore al passato sarei a casa a fare la maglia. Telefonai, quindi, alla signora che da vent’anni aveva fatto da prestanome per i miei diritti d’autore. “Se li tenga tutti non mi interessa, ma d’ora in poi deve dichiarare alla SIAE che il vero autore sono io” così d’ora in poi sui bollettini c’è il mio nome (non sulle vecchie ristampe originali in cui appare ancora questa dicitura).

-Circola voce di un nuovo album del Balletto di Bronzo..

Gianni Leone: Certamente. Dal ’95 ad oggi ho cambiato tantissimi musicisti e la formazione attuale per me è la migliore quindi ho trovato la voglia di comporre brani nuovi che stiamo registrando. Noi non presentiamo solo i brani storici ma anche brani del mio periodo solista e brani nuovi non storici di questi ultimi anni. Poi ci sono quattro brani totalmente nuovi che non ho ancora depositato in SIAE. Il fatto è che ho bisogno di musicisti giovani, che hanno ancora grinta, bell’aspetto, freschezza e voglia di sperimentare e creare. Non tollero gente delusa, matta o drogata perché quello che avevo da fare l’ho già fatto. Ora sono salutista: non fumo, non bevo e non mi drogo. Pazzia buona sì, però: da usare nel lavoro e nelle creazioni. Mi piace pensare anche di essere immune al Covid. Come vedo il Covid? Un film fanta-horror ambientato nel 2020/2021 ma creato negli anni Settanta-Ottanta. Non voglio continuare a vivere in un mondo così, quindi do per scontato che ne usciremo.

Michela Porta

Foto: Michela Porta

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