Viabilità, IV Commissione approva gestione da Enti decentramento

20.07.2021 – 17.30 | La maggioranza di Centrodestra ne è convinta: sulla viabilità locale bisogna tornare al passato, assegnando agli Edr la gestione che era in capo alle Province “perché il trasferimento a Fvg Strade non ha funzionato”, come ha spiegato in aula l‘assessore Pierpaolo Roberti.

Ma il Centrosinistra continua a pensarla in modo opposto e a difendere la sua riforma del 2017, rammaricandosi – parole del capogruppo del Pd, Diego Moretti – “per i giudizi semplicistici espressi da qualche collega di maggioranza. La legge 32 aveva una logica e nel passaggio tra Province e Fvg Strade qualche difficoltà c’è stata, ma solo nel periodo iniziale”.

Si è giocata su questa contrapposizione di fondo la seduta della IV Commissione presieduta dalla forzista Mara Piccin e dedicata all’esame delle parti di competenza del ddl 142, gli articoli 2, 5 e 6. La compattezza dei due schieramenti ha reso scontato l’esito del voto: il disegno di legge d’iniziativa della Giunta ha ricevuto infatti il via libera a maggioranza.

I contestatori della nuova norma sono stati i primi a prendere la parola. “A maggio di quest’anno l’assessore Barbara Zilli lodò pubblicamente l’efficacia di Fvg Strade – ha ricordato Mariagrazia Santoro (Pd), citando una dichiarazione dell’esponente di Giunta – mentre stamattina abbiamo sentito parlare di inefficienze. E va letta meglio anche la presunta epopea delle Province nelle altre regioni: Belluno ad esempio ha delegato a Veneto Strade la propria viabilità perché è in difficoltà con le manutenzioni”.

Santoro ha poi posto sul tavolo i temi dei centri di manutenzione (“Destinati a raddoppiare tra Edr e Fvg Strade?”), delle autorizzazioni ai trasporti eccezionali, della “posizione organizzativa” supplementare che spetterebbe a Trieste e del pagamento dell’Iva, “che ora Fvg Strade non deve accollarsi, e dovrà invece essere versata dall’ente locale”. Problema sollevato anche da Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’autonomia. Moretti era invece tornato a chiedere lumi sul futuro dei 12 dipendenti assunti in un bando che prevedeva un contratto Anas, poi spiazzati da una modifica di legge: “Potrebbe essere l’occasione per sistemare la loro situazione”.

Ha invece difeso la riforma Giuseppe Nicoli, capogruppo di Forza Italia: “Finalmente i cittadini potranno godere di un servizio importante sulle strade”. Nicoli ha poi auspicato che gli Edr diventino ente di riferimento per quella parte di pianificazione che va al di là delle esigenze dei singoli Comuni, citando come esempio i frequenti casi di piste ciclabili che interessano più territori: “Servirebbe un soggetto in grado di mettere assieme le strategie e risolvere le possibili controversie tra Comuni. Potrà avere questi compiti l’Edr? Penso e spero di sì”.

Emanuele Zanon (Regione Futura) si è chiesto a che punto sia la ricognizione delle piste ciclopedonali in regione e ha posto il tema del catasto delle strade, auspicando che gli Edr accompagnino i Comuni nella realizzazione di quel documento.

Le risposte sono arrivate dall’assessore alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, con l’ausilio dei suoi uffici. In sintesi: i centri di manutenzione non verranno moltiplicati, la “Po” resta la stessa che già opera a Trieste e quindi non si moltiplica il personale, i dipendenti di cui parlava Moretti restano sotto Fvg Strade e non entreranno nei nuovi Edr. Quanto ai trasporti eccezionali, non ci sarà bisogno di ulteriori pareri in quanto l’autorizzazione che oggi fornisce Fvg Strade già raccoglie le osservazioni dei funzionari competenti per territorio. È stato poi spiegato a Nicoli e Zanon che le ciclabili sono già state mappate e a breve verranno fatti i passaggi di proprietà alla Regione, nel caso di piste di interesse territoriale vasto, o ai Comuni.

Quanto all’Iva, non si tratta di un costo per Fvg Strade mentre gli Edr dovranno pagarla, ma in parte questi soldi rientreranno in regione tramite i meccanismi di compartecipazione. “Che però riguardano – ha osservato Moretuzzo – solo 5,91 decimi”. “Ma attenzione a fare questo ragionamento – ha replicato l’assessore Roberti – perché Fvg Strade in questi tre anni non ha prodotto nuovi quadri economici, ha semplicemente ereditato quelli delle ex Province, che sulle opere già pagavano l’Iva. Ulteriore esempio di come quel sistema costruito dopo la soppressione delle Province non stesse funzionando”.
C.S. Consiglio regionale FVG