Triestina, sconfitta onorevole contro la Roma nella prima uscita stagionale

21.07.2021 – Termina con una sconfitta, sì, ma onorevole, la prima uscita stagionale della nuova Triestina targata Bucchi, che in uno stadio “Nereo Rocco” finalmente aperto ai tifosi si trova davanti la Roma di Mourinho. Sconfitta onorevole, si diceva, perché a dispetto di quanto reciti il risultato, la Triestina non sfigura affatto al cospetto di una delle grandi del calcio italiano, anzi, mette in mostra un’ottima prestazione, soprattutto per quel che riguarda la tenuta difensiva. A maggior ragione se si considera che gli alabardati erano arrivati all’incontro dopo pochi giorni di preparazione.

Per affrontare la Roma, Bucchi dispone i suoi in un 4-3-3 con Gatto mezzala, Sarno e Di Massimo esterni d’attacco e Gomez di punta, mentre in difesa è Volta ad affiancare Ligi. Nella ripresa trovano invece spazio i vari Natalucci, Dubaz, Catania (oltre ai “big” Maracchi, Capela, Calvano, Procaccio) mentre nel finale Bucchi getta nella mischia anche Rossi e Giannò. La Roma, invece, a parte un paio di giovanotti di belle speranze come Fuzato, Tripi e Bove, schiera più o meno i migliori, compreso il rientrante Zaniolo.

La Roma, che all’uscita dall’hotel in cui la squadra alloggiava era stata accolta da una grande folla, vince 0-1, con la rete di Zalewski al 49’ a ribadire in rete una conclusione di El Shaarawy che Offredi aveva respinto. Ma più che il gol, che si potrebbe anche definire sfortunato (almeno dal punto di vista dell’Unione) è lo svolgimento della partita e la sua interpretazione da parte dei ragazzi in alabardato a contare, come del resto si richiede a una qualsiasi amichevole prestagionale.

Come prevedibile, sin dall’inizio sono i giallorossi ad avere il pallino del gioco, con la Triestina che si preoccupa per lo più di tenere la sfera lontana dall’area. E lo fa bene: i giallorossi, che tirano verso la porta di Offredi un numero improbonibile di volte, sono spesso costretti a farlo da lontano o in situazioni non favorevoli. Dal canto suo, anche la Triestina prova in un paio di occasioni (nel primo tempo) a farsi vedere da Fuzato, ma senza particolare precisione. Si tratta però di episodi sporadici, perché gran parte della partita si gioca nella metà campo dei padroni di casa.

Per il tecnico alabardato, un’amichevole che fornisce indicazioni importanti sullo stato di forma della sua squadra (apparso buono, in relazione al momento della preparazione) e sull’aspetto caratteriale: la Triestina ha mostrato contro i giallorossi di non avere timori reverenziali, nonostante la differenza di qualità e di status, e ha interpretato tutto sommato bene lo spartito che le era stato fornito. Dice meno, la partita contro i giallorossi, sull’apprendimento da parte dei giocatori di Bucchi dei dettami tattici che il tecnico intende trasmettere alla squadra, ma – vista la difficoltà oggettiva nell’affrontare dopo pochi giorni di preparazione un’avversaria che gioca due serie più in alto e le innegabili differenze tecniche tra le due formazioni – questo aspetto non desta particolare preoccupazione.

Adesso toccherà dimostrare quanto visto contro la Roma dal punto di vista delle gambe e della testa anche nelle prossime amichevoli, a partire da quella contro la Lazio; e poi, servirà portare lo stesso atteggiamento nelle partite ufficiali: è questa la vera sfida per il tecnico alabardato.
E.R.