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giovedì, 26 Maggio 2022

Il Ministero della Cultura tutela la Casa del Fascio, oggi Questura di Trieste

23.07.2021 – 07.00 – Prima della pausa dei lavori estiva, la Commissione Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia si è riunita il 21 luglio per deliberare la tutela di un edificio ormai parte integrante del tessuto urbano di Trieste: l’ex Casa del Fascio, oggi noto come il Palazzo della Questura di Trieste. Quasi una formalità, verrebbe da scrivere; eppure l’ampio fabbricato non era ancora stato sottoposto a vincolo.
Hanno partecipato all’incontro tutti i componenti della Commissione, ovvero Roberto Cassanelli, Direttore del Segretariato regionale in qualità di Presidente della Commissione, Simonetta Bonomi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Andreina Contessa, Direttore della Direzione regionale musei e Luca Caburlotto, Soprintendente Archivistico.

L’edificio, sotto il profilo urbanistico, rientra nel piano di ristrutturazione urbana inaugurato dal regime fascista con il ridisegno che interessò dal 1934 la zona del colle di San Giusto e la Città Vecchia, stravolgendo a colpi di “piccone risanatore” l’eredità della Tergeste medievale. Dopo aver disseppellito il Teatro Romano e aver demolito parte dell’antico ghetto ebraico nella zona retrostante Piazza dell’Unità, la collocazione della Casa del Fascio era dunque simbolica di unarinascita” sulle macerie del passato. La prima pietra venne posta dallo stesso Benito Mussolini durante la visita nel settembre 1938 durante cui proclamò le leggi razziali; successivamente i lavori veri e propri iniziarono nel 1940, concludendosi nel 1942. Il concorso per la progettazione vide vincitori gli architetti Raffaello Battigelli e Ferruccio Spangaro, mentre rimasero esclusi Umberto Nordio e Giuseppe Pagano, i quali conseguentemente contestarono la politica dei concorsi del regime fascista.

Il Palazzo venne concepito in armonia con il teatro romano, con un fronte architettonico curvo, un imponente portico e una terrazza; la pianta trapezoidale si evolve nei grandi torrioni agli angoli, vagamente simili ai quadriburgium, gli avamposti fortificati che i romani costruivano nelle zone ai confini dell’impero. Le finestre incassate in profondità, l’uso della pietra calcare bianca, i blocchi monumentali conferiscono nell’insieme un aspetto particolarmente austero; non è un caso perchè sotto il fascismo l’edificio era la sede delle attività del partito, mentre sotto gli Alleati divenne il Comando del Governo Militare. La trasformazione nella sede della Questura è in realtà essa stessa “storica”, in quanto risalente al 1955, ormai mezzo secolo addietro.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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