Habemus Assestamento: approvato a maggioranza il ddl141 su manovra finanziaria

31.07.2021 – 7.00 | È stata una settimana di fuoco, intensissima, quella che hanno vissuto i Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia insieme alla Giunta regionale: cinque giorni di lavori intensi, con sedute mattutine e pomeridiane per poter approvare il ddl141, contenente le misure relative all’Assestamento di bilancio degli anni 2021-2023 entro il limite del 31 luglio. In particolare, i giorni dedicati ai lavori sull’Assestamento, sono stati quattro: da martedì 27 luglio a ieri, venerdì 30 luglio, giornate in cui, partendo dalla discussione del disegno di legge – con la sua presentazione da parte dei relatori di maggioranza e opposizione – si è arrivati alla sua approvazione, articolo per articolo, corredati naturalmente dagli emendamenti proposti dalle diverse parti in causa.

Si è trattato, come sottolineato da tutti i gruppi politici presenti in Aula, di una delle più corpose manovre finanziarie degli ultimi anni: ben 362 i milioni messi sul piatto dalla Giunta e destinati a un rilancio a 360 gradi della Regione e di tutte le sue eccellenze, con stanziamenti per attività produttive, turismo, attività del settore primario, ambiente, enti locali, infrastrutture, cultura, sport, famiglia, lavoro, scuola e sanità. Insomma, una manovra ampia, sia in termini di quantità di risorse impiegate che per quanto riguarda l’ampiezza dello spettro dei provvedimenti presi, che giustifica il “conclave” necessario alla sua approvazione, arrivata infine nella tarda serata di ieri (l’approvazione definitiva, con la contrarietà delle opposizioni e con il voto compatto della maggioranza, è arrivata intorno alle 23).

Il primo articolo a passare attraverso la votazione dell’Aula è stato, nella giornata di mercoledì 28 luglio, l’articolo 2 che – come riassunto dall’Assessore regionale alle attività produttive, Sergio Emidio Bini – prevede fondi per 44 milioni di euro per le attività produttive. Il Consiglio ha quindi approvato sei emendamenti, che introducono nel disegno di legge le seguenti misure: finanziamenti per i Consorzi economici locali; contributi per gestori di parchi, aree sportive e parchi per rendere più facilmente accessibili le strutture anche a persone con mobilità ridotta; contributi alle associazioni che promuovono pratiche sportive ed escursionistiche; una serie di interventi sulla zona dell’Aussa Corno. L’unico emendamento proposto dall’opposizione approvato dall’Aula è quello relativo all’ampliamento della platea dei beneficiari di incentivi all’insediamento. Respinti tutti gli altri emendamenti proposti dall’opposizione: dalla moratoria sull’apertura di nuovi centri commerciali fino alle infrastrutture covid free nelle aree che ospitano eventi. L’articolo è stato approvato a maggioranza, con i soli voti contrari di Honsell, di Open Sinistra, e di Marsilio del PD, mentre il resto dei consiglieri di opposizione ha scelto l’astensione.

Identico l’esito della votazione per l’articolo 3, nel quale sono presenti disposizioni su risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna che prevedono, nello specifico, risorse per circa 25 milioni stanziate in favore del settore, con interventi – esposti in sede di presentazione dall’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier – a supporto del comparto lattiero, quello agricolo, finanziamenti ai consorzi delle DOC e del Montasio e sostegni a supporto delle attività danneggiate da eventi calamitosi (come il Covid19). Tantissimi gli emendamenti presentati (oltre una trentina), dei quali una decina approvati. Gli emendamenti approvati riguardano soprattutto: strutture da fondale aperte alla pesca professionale per il ripopolamento della fauna; contributi alla Camera di Commercio del Friuli Venezia Giulia; misure di aiuto e supporto alla certificazione dei prodotti agricoli; contributi per le spese di segreteria ai distretti venatori, oltre a una serie di altre misure. Non hanno superato lo scoglio della votazione i numerosi emendamenti presentati dalle opposizioni.

Ben 33 i milioni stanziati con l’articolo 4, relativo alla tutela ambientale, energia e territorio che, dopo essere stato l’argomento su cui si erano chiusi i lavori mercoledì 28 luglio, è stato approvato la mattinata successiva, nella seduta mattutina del 29 luglio. Come spiegato dall’Assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro i fondi stanziati coprono la proroga dello sconto carburanti, i bonus per l’acquisto di veicoli ecologici e una serie di altre misure green. Nonostante alcuni dubbi sollevati perfino da consiglieri di maggioranza e il voto contrario delle opposizioni, l’articolo è infine stato approvato, con alcuni emendamenti che sono stati stralciati e trasformati in ordini del giorno per future sedute.

Inerente agli Enti di Decentramento Regionale e alle infrastrutture l’articolo 5, i cui principali contenuti sono stati presentati dall’Assessore regionale alle infrastrutture, Graziano Pizzimenti. In particolare, l’articolo – approvato a maggioranza, con voto contrario di tutta l’opposizione – destina alle infrastrutture degli enti locali ingenti risorse, necessarie per la realizzazione di opere pubbliche da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma anche per l’adeguamento antisismico degli edifici scolastici, al settore dei trasporti e all’intermodalità, per un totale di oltre 140 milioni di euro. Nell’articolo, dopo gli emendamenti, sono presenti risorse per l’interporto di Pordenone e per i comuni colpiti dalla tempesta di Vaia, mentre sono stati respinti gli emendamenti che prevedevano: la gratuità del trasporto pubblico per gli ultra sessantacinquenni; misure di contrasto al consumo del suolo; la trasformazione in contributo a fondo perduto del prestito al Comune di Trieste per le opere di urbanizzazione del Porto Vecchio.

Registra la contrarietà del solo Furio Honsell, con le astensioni di tutto il resto dell’opposizione e l’approvazione della maggioranza l’articolo 6, che definisce misure in materia di cultura e sport. L’assessore regionale Gibelli ha spiegato come le risorse stanziate siano funzionali a dare a Gorizia tutto il necessario in vista del 2025 quando, insieme a Nova Gorica, sarà capitale europea della cultura. Gli emendamenti approvati forniscono risorse per contributi straordinari ai sodalizi dilettantistici riconosciuti da CONI o CIP, ma anche per il Festival Olimpico della Gioventù Europea Eyoc FVG 2023, per la salvaguardia di beni religiosi e per il finanziamento dell’acquisto di strumenti tecnici per il comitato regionale di atletica leggera. Respinte invece le istanze delle opposizioni sul supporto alle società sportive centenarie e sul recupero dei siti della Prima Guerra Mondiale.

Risorse anche per la scuola, la famiglia e per il lavoro, come da testo dell’articolo 7, presentato in chiusura della seduta pomeridiana del giovedì 29 luglio dall’assessore Rosolen. A partire dal denaro investito per il protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per sopperire a eventuali carenze di organico e altre criticità che potrebbero sovvenire a causa della pandemia in corso. Nei 9 milioni stanziati dalla Regione, ci sono anche fondi pensati per il sostegno all’occupazione, per l’attivazione dei programmi previsti dal POR e dal FESR e per iniziative legate alla ricerca e allo studio, tra cui la digitalizzazione della scuola e misure legate al sostegno allo studio tramite l’Ardiss. Attraverso un emendamento sono inoltre state introdotte iniziative a favore del ricordo del dramma delle foibe.

L’articolo 8, approvato a maggioranza (con le sole contrarietà di Honsell e di de Giau), introduce un fondo per abbattere il costo dei tamponi per i minorenni e per chi, per questioni cliniche, non può sottoporsi alla vaccinazione. Approvati inoltre emendamenti che stanziano fondi per la Fondazione bambini e autismo onlus e per le lauree in professioni sanitarie. Contestato l’emendamento che concede una proroga agli esercizi pubblici per adeguarsi alle norme vigenti in tema di gioco d’azzardo, mentre sono stati respinti gli emendamenti che avevano come fine la riorganizzazione del sistema sanitario attraverso le centrali di area vasta e la realizzazione a Trieste delle Case della salute.

Approvati a maggioranza l’articolo 9, contenente interventi in materia di Autonomie locali e coordinamento finanza locale, sicurezza, politiche dell’immigrazione, corregionali all’estero, lingue minoritarie e funzione pubblica, e l’articolo 9bis, che definisce invece interventi in 22 diversi comuni della Regione, per un totale di 162 milioni di euro stanziati, come annunciato dall’assessore Roberti. Da parte dell’opposizione sono arrivate critiche in materia di concertazione e di ripartizione delle risorse. Degli emendamenti approvati, vengono dall’opposizione quelli relativi al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, mentre trasversali sono quelli che riguardano le norme di funzionamento dei gruppi consiliari. Approvati inoltre interventi per la valorizzazione delle minoranze linguistiche.

Se quasi tutti gli articoli hanno impegnato il Consiglio per diverse ore con la discussione dei diversi emendamenti, altrettanto non si può dire dell’articolo 10, relativo a Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informativi, approvato a maggioranza e le cui proposte di emendamento sono state ritirate per essere trasformate in ordine del giorno per future sedute. Le misure introdotte, come descritto dall’assessore Callari, riguardano la semplificazione nei rapporti tra Regione e Comuni in materia di acquisto, cessione e concessione dei beni immobiliari e altre misure volte a semplificare la gestione dei beni demaniali da parte dei comuni. In chiusura, è stato approvato all’unanimità il ristoro ai soci creditori di Cooperative Operaie di Trieste e di Coopca, ai quali spetteranno rispettivamente il 10% e il 25% del credito.

Dopo un rapido esame degli articoli di natura strettamente tecnico-finanziaria, il ddl141 è stato definitivamente approvato, con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e quelli fermamente contrari dei partiti dell’opposizione.
E.R.