Semplificazione legislativa, in Commissione si discute su Comunicazione Commissione Europea

10.06.2021 – 16.00 | “Una buona legge dovrebbe rendere la vita più semplice alle famiglie e alle imprese, evitando rimandi ad altre norme che ne rendano difficile l’interpretazione e recuperando la chiarezza e semplicità abituali nelle prime legislature del Dopoguerra”. E per arrivare a questo obiettivo la Commissione europea ha emanato una “comunicazione” illustrata oggi in aula da Piero Mauro Zanin ai consiglieri della V Commissione, presieduta dal leghista Diego Bernardis.

È stato il presidente del Consiglio regionale a ricordare i princìpi che dovrebbero sempre ispirare i legislatori, su cui ora arriva dall’Europa un ulteriore stimolo.

Sono cinque gli spunti della “comunicazione” riassunti da Zanin. Il primo è che “la legge ha sempre la necessità di un feedback, di una valutazione su costi e benefici per la comunità chiamata ad applicarla. Gli organismi europei – ha spiegato il presidente – pensano a consulenze e piattaforme con un approccio scientifico, ma si stanno attrezzando soprattutto con strumenti di democrazia diretta per andare a sentire l’opinione del singolo cittadino attraverso uno specifico portale web”.

Un approccio che Zanin guarda con diffidenza in quanto fautore di una “democrazia rappresentativa mediata dai livelli istituzionali” e nella convinzione che difficilmente il classico uomo della strada si collegherà al portale della Commissione per segnalare i problemi che una direttiva europea provoca a lui o alla sua comunità.

La seconda ricetta suggerita dall’Europa è il cosiddetto “mettere e togliere”: se una legge impone un nuovo onere o un peso per imprese, cittadini, comunità, deve contemporaneamente toglierne un altro. La terza chiave suggerita è il digitale, un approccio da seguire in ogni contesto possibile, facendo tesoro di quanto abbiamo appreso durante la lunga pandemia. Il quarto spunto è la qualità dell’analisi che conduce alla norma, mentre la parte finale del processo è il controllo di idoneità, la verifica delle ricadute.

“Di questa comunicazione – ha aggiunto Zanin – dovremmo tenere conto nella risoluzione sulla sessione europea che andremo ad approvare in Consiglio, in particolare per quanto riguarda la misurazione delle ricadute delle norme. Rendere migliore la qualità legislativa al termine dei cinque anni di mandato è davvero una bella sfida”.

I contenuti della relazione del presidente sono stati apprezzati trasversalmente dai consiglieri. Franco Iacop (Pd) ha ricordato che “il tema della semplificazione legislativa è stato ampiamente discusso anche durante lo scorso mandato, quando la Regione aderì a strumenti innovativi. Il problema – ha aggiunto l’ex presidente dell’Aula – è che a livello europeo le Assemblee con potere legislativo sono poche e questo fa sì che la Comunità guardi di più al dialogo diretto con il cittadino”. Iacop ha invitato a utilizzare appieno il Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione e ha osservato – in riferimento alla vita quotidiana del Consiglio – che “leggi Omnibus ed emendamenti che arrivano all’ultimo momento sono la negazione dei princìpi di cui abbiamo parlato”.

Una considerazione condivisa da Furio Honsell (Open), che più in generale ritiene vada inserita nella Risoluzione europea “la necessità di aprire nuove strade ai portatori di interesse, per mostrare che il sistema politico è aperto e non chiuso in se stesso”. Quanto al digitale, Honsell ha insistito sul tema a lui caro del software aperto: “Si potrebbe pensare anche a un cloud regionale”.

“Omnibus ed emendamenti vengono sempre fatti da chi è in maggioranza perché siamo spesso in ritardo, in rincorsa – è l’opinione di Mauro Di Bert, capogruppo di Progetto Fvg/Ar – . Sono comunque d’accordo sulla valorizzazione del Clcv, chiamato a capire se la legge raccoglie i risultati sperati, e sulla  valorizzazione del lavoro nelle commissioni, aspetto richiamato da Honsell”.

“Noi del M5S abbiamo nelle corde da anni il tema della democrazia diretta attraverso le piattaforme”, ha ricordato Andrea Ussai, che auspica rigorose “valutazioni prima e dopo l’emanazione della norma”. Il pentastellato ha infine sottolineato il problema delle
leggi monche: “Spesso la norma è valida e condivisa, ma poi mancano i regolamenti attuativi” e tutto resta sulla carta. Senza quei benefici per famiglie e imprese che dovrebbero costituire il vero obiettivo.
C.S. V Commissione Consiglio Regionale FVG.