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sabato, 25 Giugno 2022

Fatture false ed evasione dell’IVA, l’inchiesta sui carburanti tra Trieste e Napoli

25.06.2021 – 09.35 – Le indagini nei confronti della Petrolifera Italiana srl avevano già portato ad un sequestro preventivo ora, gli inquirenti delle Fiamme Gialle di Trieste e Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un secondo sequestro preventivo di beni del valore di oltre 59 milioni di euro “per equivalente”, nei confronti di cinque soggetti ritenuti responsabili di una frode fiscale nel settore della commercializzazione di carburanti per autotrazione.
La misura ablatoria, sulla scorta di ulteriori attività eseguite dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Trieste, si è ampliata estendendo le contestazioni dei reati fiscali anche nei confronti dei gestori della società e disponendo il sequestro di beni in relazione ad ulteriori ipotesi di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, tanto ai rappresentanti legali quanto ai gestori di fatto della società.
Secondo la ricostruzione operata dalle Fiamme Gialle, ed in ragione dell’istruttoria svolta dalla Procura della Repubblica di Napoli, la Petrolifera Italiana si sarebbe collocata al centro di un complesso gruppo di imprese dislocate sull’intero territorio nazionale.
I titolari dell’azienda, in concorso con i gestori legali della società, hanno venduto milioni di litri di prodotti energetici a società cartiere fittiziamente dichiaratesi “esportatori abituali” che proprio in virtù di tale falsa qualifica potevano acquistare i prodotti senza applicazione dell’IVA.
Successivamente, le società acquirenti rivendevano gli stessi prodotti applicando l’IVA al cliente finale che però poi non versavano all’Erario (meccanismo fraudolento tipico della cosiddetta “frode carosello”).
Le originarie contestazioni attenevano alla presentazione di dichiarazione fraudolenta di imposta per l’anno 2017 dalla Petrolifera Italiana srl e all’omessa dichiarazione per lo steso anno; si aggiungono ora le ipotesi di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti sempre per l’anno 2017 e l’emissione di fatturazioni fasulle per l’anno 2018, per oltre 30 milioni di euro di acquisti fittizi e cessioni di carburante da parte della Petrolifera Italiana con diverse società fantasma, tra cui Italyan Petroli srl, Giuliana Petroli srl e le ditte individuali Auletta Group e Vincent Group; ciò ha comportato l’evasione dell’Imposta sul Valore Aggiunto per circa 7 milioni di euro.
Per effetto delle condotte contestate, oltre al milionario danno all’Erario, la Petrolifera Italiana srl avrebbe negli anni assunto una posizione dominante sul mercato stravolgendo di fatto anche le regole della concorrenza.

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