EURO2020: che spavento, ma per fortuna si può parlare di calcio

13.06.2021 – Grazie al cielo, si può parlare di calcio. Ieri (sabato 12 giugno), per un intervallo lunghissimo, il tempo sembrava essersi fermato a Copenhagen, dove – nonostante la partita degli Europei in corso – le sorti del pallone non contavano più nulla. Tutti siamo rimasti con il fiato sospeso per il danese Eriksen, accasciatosi improvvisamente al suolo durante Danimarca-Finlandia e solo grazie all’intervento dei medici in campo, adesso, possiamo raccontare con serenità dello svolgimento delle partite, visto che il centrocampista ha ripreso conoscenza e non è in pericolo di vita. I medici e Kjaer: il capitano danese, infatti, accortosi immediatamente del malore occorso al compagno, ha messo in pratica le nozioni di primo soccorso, impedendo che l’intervento dei sanitari fosse vano.

Solo per questo, dunque, oggi si può tornare a parlare di calcio, di risultati e di gol. E poco importa se la Danimarca, rientrata in campo alle 20,30 (su richiesta dello stesso Eriksen, nel frattempo trasportato in ospedale) per portare a termine la partita, è uscita dal campo sconfitta da una stoica Finlandia, portata alla vittoria all’esordio europeo da un gol di Pohjanpalo dopo aver resistito agli assalti dei “cugini” in maglia rossa; i danesi hanno già dimostrato di essere squadra quando lo sfortunato Eriksen veniva soccorso dai sanitari sul terreno di gioco, disponendosi intorno a lui a mo’di barriera per impedire che fotografie indiscrete potessero cogliere e spettacolarizzare la sofferenza di Eriksen e tanto basta per essere già vincenti per forza, umanità e spirito di gruppo, al di là di ogni retorica. A Eriksen va anche il pensiero di Lukaku, impegnato con il suo Belgio nella trasferta russa in cui mette a segno una doppietta e la dedica al compagno di squadra all’Inter, urlando alle telecamere “Riprenditi, Chris! Ti voglio bene!”. Nel pomeriggio ci sarebbe anche il pareggio tra Galles e Svizzera, impegnate nello stesso girone dell’Italia.

Ma i risultati del campo, con rispetto delle squadre impegnate, contano poco, anche se è già un fattore positivo parlarne e poterne parlare. Perché questo significa che Eriksen si è ripreso, che la paura può lasciare spazio al sollievo per una tragedia soltanto sfiorata ma evitata, grazie alla prontezza di un grande Kjaer e di uno staff medico all’altezza della situazione. E questa è la cosa più importante, per tutto il mondo del calcio.