“Cristòtem” Il mito della guerra di Troia rivive sul palco di Trieste

18.06.2021 – 11.00 – Il 29 giugno presso la Sala Beethoven a Trieste e 30 giugno presso il teatro San Giorgio a Udine andrà in scena lo spettacolo “Cristòtem” con Noemi Grasso e Alessandro Pizzuto e il testo e regia di Elvira Scorza, coprodotto da Golden Show Srl Impresa Sociale, Associazione Tinaos Festival Estivo del Litorale Trieste ed Effimero Meraviglioso Sinnai (Ca). Lo spettacolo verrà ripreso il 31 luglio presso il Museo Civico di Sinnai nell’ambito del Festival “Il colore rosa” e l’1 agosto al Nuraghe di Orroli (Sardegna).
Vi alleghiamo di seguito l’intensa trama, come descritta dagli ideatori dello spettacolo: “Argo. Sul monte più alto della città, dopo anni di razzie e disinteresse, la reggia degli Atridi è diventata un cumulo di macerie ormai insignificanti. Il l regno è decaduto e la famiglia reale è stata destituita dal popolo; chi doveva morire è morto, consumandosi nell’attesa di Oreste e della giustizia di cui doveva farsi tramite.
Unica depositaria della storia della famiglia è Crisotemi, la quale prima di morire deve assolvere l’ultimo compito rimastole: annunciare al fratello che tutto si è compiuto, anche senza di lui. Una mattina, Crisotemi vede arrivare un visitatore in cui riconosce suo fratello Oreste. Lo accoglie, senza sapere che in realtà l’uomo non è suo fratello ma Astianatte, unico sopravvissuto della famiglia reale troiana. È arrivato ad Argo con una verità da mettere alla prova: Crisotemi in realtà è il nome con cui nasconde al mondo la sua codardia Ifigenia, primogenita destinata al sacrificio da cui dipendeva il destino della guerra contro Troia. La storia fu raccontata ad Astianatte dal vecchio Ulisse, il quale lasciò in vita il piccolo destinato alla morte perché commosso dalla sua paura, così familiare nel suo ricordo a quella che salvò la vita a Ifigenia, condannandola però a un futuro nascosto dal peso della vergogna. Svelati nella loro identità, i due si troveranno accomunati da un destino del tutto antieroico: devono la vita alla codardia, loro o di chi aveva in mano il loro destino. E troveranno in questa paura terreno fertile perché nascano nuovi valori per cui resistere.”

La scenografia è di Rosita Vallefuoco, i suoni di Filippo Conti e le luci di Umberto Camponeschi. La compagnia è under 35.

[i.v.]