Ambiente, IV commissione si esprime su torrente Arzino

15.06.2021 – 16.00 | La Regione e i consiglieri della IV Commissione presieduta da Mara Piccin (FI) si son espressi a favore della petizione con cui quasi 8mila cittadini del Friuli Venezia Giulia, capitanati dai tecnici Dario Tosoni e Simone Zavagno, chiedono l’integrità ambientale del torrente Arzino e dunque dicono no alla derivazione a scopo idroelettrico che andrebbe a interessare le sue cascate, tra le località Pert e Casiacco, in Comune di Vito d’Asio.

La preoccupazione espressa dai due primi firmatari, ma anche da alcuni dei consiglieri intervenuti in sede di dibattito sulla petizione, è che vi siano altri progetti di centraline
idroelettriche che attendono di essere proposti e che in futuro potrebbero raccogliere il favore dell’amministrazione regionale.

Sarebbe inaccettabile – hanno spiegato – che si andasse a intaccare quello che è uno dei pochissimi torrenti del Friuli Venezia Giulia integro dalla sorgente alla confluenza con il
fiume Tagliamento, e dall’alta biodiversità. Si tratta di un corso d’acqua fruibile anche dal punto di vista turistico, con balneazioni, attività sportive, aree camper e piste ciclabili, grazie alla facilità d’accesso agevolato da percorsi pedonali ad hoc. Insomma, un danno ambientale e paesaggistico perenne a fronte di una produzione elettrica insignificante per altrettanto insignificanti introiti da corrispondere ai Comuni coinvolti che, tra l’altro, non possono superare il 3% dei proventi derivanti dall’energia elettrica prodotta annualmente dall’impianto. Se tutto questo non bastasse, ci sono ragioni di presenza di geositi, naturalità delle sponde, variabilità geomorfologica dell’alveo.

Ciò che i firmatari chiedono alla Regione è negare l’autorizzazione alla costruzione di centratine idroelettriche lungo tutto l’Arzino e inserire quest’ultimo nell’elenco dei siti di riferimento regionali per la sua particolare valenza ambientale, chiedendo ai Comuni interessati di individuare le modalità che possano portare alla salvaguardia completa e duratura del torrente.

A questo fine, suggeriscono di istituire un parco intercomunale, oppure un parco regionale piuttosto che fluviale, e individuare un elenco di tutti i corsi d’acqua che, per il contesto naturale e paesaggistico in cui si collocano, vanno esclusi da qualsiasi ipotesi di sfruttamento idroelettrico. A questo proposito fanno l’esempio dei torrenti Viellia (Prealpi Carniche) e Resia (Alpi Giulie), ma anche di Chiarsò di Paularo tra località ponte Fuse e
Situa Ramaz (Alpi Carniche), Cornappo a monte di Torlano (Colli orientali), il tratto montano del Palar (Gemonese), e l’Isonzo tra località Piuma e il confine di Stato.

A puntare a un elenco regionale dei siti dove non si può concedere la costruzione di impianti idroelettrici è stato Cristian Sergo (M5S), uno dei sostenitori della petizione, che ha ricordato come ne siano state presentate di similari anche per il torrente Resia da Luca Boschetti (Lega) e per il torrente Avarone da Massimo Moretuzzo (Patto). All’importanza di ragionare globalmente sulle aree non idonee, il pentastellato ha aggiunto la necessità di valutare i piccoli impianti idroelettrici e la loro utilità pubblica per capire quali sovvenzionare e quali, invece, potrebbero portare più danno che beneficio al territorio.

Di produzione elettrica insignificante ha parlato anche Furio Honsell (Open Fvg), per il quale comunque non è questa la strada giusta per le fonti energetiche rinnovabili, piuttosto vanno efficientati gli impianti esistenti e limitate le dispersioni.

Nicola Conficoni (Pd) ha chiesto che anche altre richieste di centraline non siano accolte in futuro, rafforzando i dispositivi di tutela. Un controllo di salvaguardia a cui ha messo la firma Leonardo Barberio (FdI), mentre la consigliera Mariagrazia Santoro ha reso noto che il Gruppo del Pd presenterà in sede di legge di Stabilità una richiesta di fondi per aiutare i Comuni ad adeguare i propri Piani regolatori alle disposizioni del Piano paesaggistico regionale in attesa che si crei il Parco naturale del Fvg. A farle eco, Lorenzo Tosolini (Lega) che ha ricordato come la Regione sia già intervenuta per la tutela dei prati stabili e del biotopo, al pari deve porre dei vincoli tali che portino all’istituzione di un Parco naturale regionale.

“Sono contrario da sempre a nuove centraline idroelettriche che, oltretutto, andrebbero a unico vantaggio di chi le propone e comunque il Piano regionale di tutela delle acque (Prta) non le consente. Proprio per tutelare i luoghi di pregio ambientale, nel Prta è stato introdotto un comma che vieta nuove derivazioni, ad eccezione di quelle ad uso idropotabile”, ha affermato esplicitamente l’assessore regionale ad Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, che ha però dovuto ricordare che le disposizioni in materia sono nazionali.

L’assessore ha poi fatto presente che Arpa sta monitorando l’Arzino in due punti: il primo, a monte, lungo quasi 11 chilometri, va dalla sorgente fino alla località San Francesco; un secondo, più a valle, lungo circa 17 chilometri, riguarda la borgata di Pert. Entrambi dimostrano che il torrente Arzino presenta una buona funzionalità dovuta alla naturalità del
territorio e alla sua morfologia.
C.S. Consiglio Regionale FVG.