Università, Trieste sale nel ranking mondiale

10.06.2021 – 12.45 – La classifica mondiale “QS World University Rankings 2022” redatta dalla società britannica di analisi “Quacquarelli Symonds”, che annualmente analizza le università di tutto il mondo, vede un balzo in avanti dell’Università di Trieste, che rispetto all’anno scorso passa dalla fascia 701-750 a quella compresa tra la 651esima e la 700esima posizione.
Per il decimo anno consecutivo la graduatoria vede al primo posto il Massachussetts Institute of Technology (MIT) di Boston, seguito a ruota dall’Università di Oxford e a pari merito in terza posizione dall’ateneo inglese di Cambridge e da quello californiano di Stanford.
La classifica comprende 1300 università situate in 97 paesi, mentre per quanto riguarda i criteri utilizzati, questi tengono conto delle performance di oltre 14 milioni di pubblicazioni accademiche, delle menzioni ricevute da questi articoli e dalle opinioni di docenti e datori di lavoro.
Dalla 500° posto in poi comunque, la classifica fornisce soltanto una fascia di appartenenza e non più la posizione esatta.

A livello nazionale, per il settimo anno consecutivo il Politecnico di Milano si conferma la migliore università italiana in classifica, al 142° posto. Il podio italiano è completato dall’Alma Mater Studiorum di Bologna, mentre il terzo gradino vede l’Università La Sapienza di Roma, rispettivamente al 166° e al 171° posto.
Questa edizione vede in classifica 41 atenei italiani, cinque in più rispetto alla classifica dello scorso anno. L’Università di Trieste si posiziona al ventesimo posto nella graduatoria nazionale, e fa parte dei 10 atenei italiani che hanno migliorato la loro posizione.
Per quanto riguarda i risultati negli specifici settori, Trieste ha ottenuto un miglioramento in chimica, è rimasta stabile in medicina e scienze biologiche, mentre ha visto un calo nei dipartimenti di fisica e scienze naturali.

Come ha commentato il Direttore del Dipartimento di Ricerca di QS, Ben Sowter, “le università italiane sono state penalizzate in classifica a livello globale – nonostante la loro indiscussa eccellenza – dallo scarso grado di internazionalizzazione del corpo docente. Nonostante ciò, il risultato complessivo raggiunto dagli atenei italiani in classifica è da ritenersi soddisfacente”.

[c.d.]