Trieste dedica una piazza a Manlio Cecovini, ultimo liberale triestino

28.05.2021 – 12.04 – Scrittore, saggista, narratore, sportivo, avvocato, giudice, massone, filosofo… Ma soprattutto “politico” nel senso più alto del termine: il lascito di Manlio Cecovini appare connesso alla sua militanza civica, dapprima quale “ultimo liberale” triestino e successivamente come primo esponente di un nuovo modo di fare politica, con quella “Lista per Trieste” che nel 1978 spezzò l’ultratrentennale dominio della Democrazia Cristiana. Una ventata d’aria fresca che permise a Cecovini di diventare sindaco del capoluogo giuliano dal 1978 fino al 1983.
È proprio questa poliedrica eredità culturale-politica-sociale accomunata sempre da una forte “triestinità” che ha animato gli sforzi dei cittadini, in atto dal 2013, di intitolare una via o una piazza a Manlio Cecovini. Uno sforzo oggi ripagato, perchè questo spazio è stato concesso: si tratta della piazzetta al di sopra del locale ‘Cemut’, tra via delle Mura e via Capitelli. Uno spazio piccolo, ma nel cuore della città: in quella Tergeste medievale-romana che riflette bene l’eredità classica di Cecovini.

L’assessore Michele Lobianco ha sottolineato come non si tratti di un’intitolazione sull’onda dell’emotività, ma di una animata da uno “spirito ideale”, volta a ricordare un uomo cardine dell’evoluzione di Trieste nel secondo dopoguerra.
Lobianco ha ricordato il “pragmatismo laico” con cui Cecovini affrontava le sfide dell’amministrazione comunale, così come la raffinata cultura plurilinguista che sapeva esprimere bene l’eredità mitteleuropea triestina. Paradigmatico in tal senso l’aneddoto di quando Cecovini si scusò, durante una conferenza sul pittore triestino Cesare dell’Acqua in Francia, per il “francese con lieve accento vallone, con rispetto dei fiamminghi presenti”.
Una raffinatezza che si può bene definire “d’altri tempi”.

Pino Di Lorenzo, grande amico di Cecovini e infaticabile protagonista della raccolta firme che ha permesso l’intitolazione, ha ricordato, in un lungo excursus che mescolava elementi accademici a nostalgie del tempo che fu, la statura del personaggio.
Ricordando come l’intitolazione sia avvenuta “controcorrente”, Di Lorenzo ha ringraziato nell’occasione il senatore Giulio Camber e il segretario Giorgio Marchesich, presente alla cerimonia con un gran numero di bandiere rosso alabardate; si tratta, ha sottolineato Di Lorenzo, del “sentimento dell’alabarda che rappresenta la nostra città”.
Manlio Cecovini, ha riassunto Di Lorenzo, “ha dimostrato al mondo qual è il cittadino di Trieste, il cittadino giuliano, con la sua volontà di volere il rispetto della libertà che gli compete”.
Tra i punti della carriera di Cecovini menzionati nel discorso di Lorenzo occorre quantomeno ricordare il “Progetto Trieste o della Via Adriatica” che mirava all’inserimento dello scalo giuliano e monfalconese “nel processo di integrazione europea”.

L’avvocato Sergio Cecovini ha ricordato la molteplicità di interessi e talenti del padre, efficacemente simboleggiata a suo avviso dalla parola “creatività” nella sua accezione inglese, riassunta dall’aforisma di Einstein: “Creativity is intelligence having fun“.
Cecovini, secondo il figlio, non si definiva un “animale politico”, ma con oltre 200 pubblicazioni alle sue spalle preferiva ritenersi uno “scrittore”. L’auspicio è ora che la sua eredità si diffonda in un luogo “vivo” quale la piazzetta; dopotutto “Trieste sopravvive a tutti noi, salvaguardando la traccia dei suoi cittadini migliori”.

Il sindaco Roberto Dipiazza ha ricordato come l’avvocato Manlio Cecovini sia stato “tra i sindaci più autorevoli, intelligenti e amati della nostra Trieste”; pertanto l’intitolazione della piazzetta rappresenta “un atto di giustizia e di verità”. Si tratta di “un semplice, ma significativo gesto di riconoscenza verso una delle menti migliori, che ha contribuito a scrivere la storia politica e amministrativa di Trieste. Una capacità di prospettiva e di sguardo al futuro che sono ancora attuali e preziose per tutti noi”.
All’interno dell’excursus biografico del sindaco che ha concluso la breve, ma significativa cerimonia, con lo svelamento della targa, occorre quantomeno menzionare un altro aspetto importante di Cecovini; ovvero l’attività di sportivo, specie di schermidore, che aveva trasfigurato in un romanzo e che aveva guidato la scrittura di una delle opere tuttora tra più magniloquenti e poderose sulla storica Società Ginnastica Triestina ASD – 1863, della quale ripercorse gli anni turbinosi, vissuti come protagonista, dal 1920 al 1960.

[z.s.]