Probiotici e malattie neurodegenerative: quali i possibili effetti? Ce lo spiega Barbara Isidoro

12.05.2021 – 10.00 – Nel corso degli ultimi decenni enormi passi avanti sono stati compiuti nell’ambito degli studi sulla salute e sul benessere fisico e numerose sono state le novità introdotte in quest’ambito. Alcune delle scoperte più stupefacenti riguardano in particolare gli studi sui probioticii quali hanno permesso di aprire le porte allo sviluppo di una sfera di conoscenze e competenze fino a poco tempo fa ignorate o sconosciute ai più e, oggi, sempre più richieste e in uso anche tra gli stessi professionisti della sanità. Un ruolo, quello dello studio sui probiotici, che trova applicazione in molteplici ambiti relativi alla salute ed il benessere fisico. Un esempio tra tutti è quello riguardante le interazioni primarie e vitali tra il sistema nervoso autonomo ed i batteried i possibili risvolti che l’integrazione sul lungo periodo con probiotici potrebbe portare in termini di effetti benefici in chi soffre di malattie neurodegenerative.L’asse intestino-cervello, infatti, non regola solo il comportamento dell’individuo ma anche il controllo della neurodegenerazione, ed è quindi di primaria importanza mantenere, per il benessere fisico e mentale, una buona eubiosi intestinale, ovvero un equilibrio tra batteri buoni e cattivi. Ne parliamo con la dottoressa Barbara Isidoro, responsabile del Centro Studi Probiotica e Nutrizione, promotore del primo ed unico corso in presenza, dal titolo I Probiotici ed il Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico“, guidato da uno dei padri fondatori della disciplina probiotica: il Dott. Luciano Lozio. Un’esperienza unica da non perdere. (Link)

“Nell’ultimo decennio, evidenze emergenti hanno rivelato la presenza di un intenso dialogo tra il cervello e il sistema gastrointestinale, il cosiddetto asse intestino – cervello. Il crosstalk tra questi due organi avviene in modo bidirezionale: mediante influenza dell’intestino sulle attività del sistema nervoso centrale (SNC) (ad esempio mediante il rilascio di ormoni intestinali), o mediante influenza del sistema nervoso centrale sulle attività intestinali (ad esempio, disfunzione gastrointestinale indotta da stress)”, spiega la dottoressa Isidoro. “L’asse intestino – cervello va considerato quindi come un flusso di informazioni, mediato da neurormoni e fattori infiammatori, che viaggia tra il sistema nervoso centrale, ed i sistemi autonomo ed enterico (con la partecipazione simultanea dei sistemi neuroendocrino e neuroimmune”.

È stato dimostrato che l’interruzione di questa complessa relazione è associata alla patogenesi di diversi disturbi, che vanno dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), fino a patologie neurologiche degenerative. Tra queste, una delle più comuni è la malattia di Parkinson (PD). Dal punto di vista patologico essa è caratterizzata dalla progressiva degenerazione delle cellule dopaminergiche nella substantia nigra pars compacta(SNpc), che porta a disfunzioni motorie extrapiramidali, come disturbi dell’andatura, tremore a riposo, rigidità, bradicinesia e instabilità posturale. Oltre alle disfunzioni motorie sono spesso presenti disfunzioni non motorie a carico del tratto gastrointestinale come stipsi, nausea, vomito, gastroparesi, ipersalivazione, disfagia, svuotamento gastrico ritardato, anomalie defecatorie e anomalie motorie faringoesofagee. È stato ipotizzato che tali disfunzioni gastrointestinali possano riflettere un’interruzione dell’asse intestino – cervello, con conseguente infiammazione neurale, neurodegenerazione, disturbi cognitivi e/o psiconeurologici (depressione, ansia, autismo, demenza) e progressione della malattia di Parkinson”.

In che modo e perché, dunque, l’integrazione a lungo termine con probiotici può avere degli effetti positivi su malattie di questo tipo? “Il microbiota intestinale è una parte cruciale dell’asse intestino-cervello in quanto influenza vari processi di normalizzazione e fenomeni mentali ed è coinvolto nella fisiopatologia di numerose malattie mentali e neurologiche”, spiega l’esperta. “Pertanto, l’interruzione dell’asse intestino – cervello potrebbe essere legata alla presenza di disbiosi in pazienti affetti da malattia di Parkinson e pertanto, al fine di migliorare la funzione gastrointestinale e l’equilibrio del microbiota, i probiotici potrebbero essere uno dei potenti strumenti da utilizzare per alterare la composizione del microbiota associato alla malattia e mitigare il relativo processo infiammatorio grazie all’azione inibitoria sui batteri intestinali patogeni e alla diminuzione di traslocazione batterica, dispersione intestinale e infiammazione neurale associata nel sistema nervoso enterico. È stato dimostrato che i probiotici hanno un potenziale nella malattia di Parkinson, compreso il miglioramento della consistenza delle feci e delle abitudini intestinali”.

Un risultato, continua Isidoro, derivante da uno studio compiuto su modelli animali di PD (modello murino MitoPark PD genetico), in cui si è indagato il potenziale terapeutico della somministrazione a lungo termine (16 settimane) di probiotici. I risultati hanno mostrato che la somministrazione orale quotidiana di probiotici per 16 settimane ha effetti neuroprotettivi e allevia il progressivo deterioramento dei neuroni motori nei topi MitoPark PD. Gli effetti benefici del trattamento probiotico sono stati valutati in modo quantitativo analizzando alcuni parametri come la funzione dell’andatura e la coordinazione. I risultati hanno mostrato che la somministrazione quotidiana dei probiotici per 16 settimane migliora in modo significativo l’equilibrio, la coordinazione e i disturbi dell’andatura. Inoltre, rispetto al trattamento con placebo, si è visto che il trattamento a lungo termine con i probiotici ha rallentato la progressione della malattia nei topi PD, attraverso un effetto neuroprotettivo. Questi risultati” spiega la dottoressa, “sono coerenti con quelli ottenuti in studi su esseri umani che mostrano gli effetti positivi del trattamento di 12 settimane con probiotici in soggetti con Parkinson. Tra i miglioramenti osservati vi erano relativi all’attenuazione di sintomi quali dolore addominale, gonfiore e costipazione e miglioramenti nella consistenza delle feci e nelle abitudini di defecazione”.

Sebbene servano ulteriori studi anche su soggetti umani, conclude Isidoro, “possiamo azzardare l’ipotesi che un trattamento a lungo termine con una miscela di probiotici sia efficace nel ridurre e/o migliorare la sintomatologia di soggetti affetti da Parkinson, presumibilmente grazie al ripristino dell’eubiosi intestinale e al ripristino della corretta comunicazione tra intestino e cervello”.

Per scoprire questa disciplina emergente, in forte espansione, acquisire nuove conoscenze tecnico-scientifiche ed ampliare le proprie competenze professionali, sia a livello teorico che pratico, è possibile iscriversi al corso promosso dal Centro Studi Probiotica e Nutrizione, in presenza sabato 5 giugno.

Un weekend esclusivo, riservato a poche persone che vogliono approfondire la probiotica attraverso un confronto diretto con il Dr. Luciano Lozio trascorrendo un fine settimana di ricarica energetica immersi in una super location a Peschiera del Garda. Una vera e propria full immersion nella materia, che grazie al ritorno della modalità in presenza, permetterà di offrire un’esperienza formativa a 360°, arricchita dal contatto e dal confronto continuo con altri professionisti e docenti del settore.

[QUI maggiori informazioni sulle modalità d’iscrizione]

In particolare, il corso permetterà di conoscere ed apprendere le nuove frontiere della farmacologia probiotica ed i sistemi del glutammato e del gaba, nonché di scoprire le funzioni dei sistemi nervosi simpatico e parasimpatico, il ruolo fondamentale dei neurotrasmettitori, la gestione funzionale e l’interazione batterica probiotica. Il corso permetterà infine di conoscere l’importanza della nutrizione nella gestione delle malattie neurodegenerative e riconoscere i diversi disordini intestinali e le possibili patologie correlate.
Il corso è rivolto ad un ristretto gruppo di Nutrizionisti, Dietisti, Consulenti Nutrizionali, Fisioterapisti, Chinesiologi, Osteopati, Operatori Shiatsu, Naturopati, Operatori sanitari e del benessere, Psicologi, psichiatri, Studenti di discipline sanitarie e del benessere.

[Barbara Isidoro, ha svolto un percorso formativo e professionale completo nell’ambito della nutrizione, con un’esperienza ultraventennale nell’ambito delle terapie naturali. Si occupa di probiotica dal 2011 e dal 2016 è fondatrice e responsabile del Centro Studi Probioticae Nutrizione di Trieste ed organizza e promuove programmi di alta formazione professionale per trasmettere una nuova visione diagnostico terapeutica attraverso l’uso della probiotica]

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