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lunedì, 5 Dicembre 2022

Grande Guerra: sì unanime Aula a pdl che riabilita fucilati Cercivento

18.05.2021 – 18.49 – Fucilati per aver disobbedito a un ordine insensato e suicida, i quattro alpini di Cercivento hanno ricevuto oggi dal Consiglio regionale quelle parole di giustizia che erano state loro negate per più di cent’anni. Tutte le forze politiche rappresentate in Aula hanno infatti firmato e approvato la legge che restituisce l’onore a Silvio Gaetano Ortis, Giovanni Battista Coradazzi, Basilio Matiz e Angelo Primo Massaro. Una riabilitazione fortemente voluta dal presidente Piero Mauro Zanin, relatore della proposta di legge 138 che in soli cinque articoli pone fine, almeno simbolicamente, a una sofferenza lunga un secolo, una ferita ancora aperta in Carnia dove da tempo la gente chiedeva un atto riparatorio per i fatti del 1916. Grazie alla nuova legge ogni 1 luglio – anniversario della tragedia di 105 anni fa – verrà celebrata la Giornata regionale della restituzione dell’onore ai fucilati e sarà istituito un Albo dei caduti per l’esempio.

La norma incoraggia anche futuri studi da parte di una specifica Consulta sulle fucilazioni e decimazioni, incaricata di acquisire nuovi elementi conoscitivi e documentali. “Fu fatto un tragico errore e oggi siamo orgogliosi di essere la prima regione in Italia che cerca di porvi rimedio, seguendo l’esempio di Francia, Gran Bretagna e altri Paesi”, ha ricordato Zanin nell’illustrare la sua proposta di legge, presentata assieme a tutti i capigruppo, ai tre consiglieri della montagna e al presidente della V Commissione, Diego Bernardis. “E’ un atto innovativo ma anche maturo – ha aggiunto – perché arriva alla fine di una lunga riflessione. Quella fucilazione fu profondamente ingiusta e la gente del posto lo ha capito subito: ora il Consiglio accoglie quel sentire comune, ed è un momento politico alto”. Il presidente dell’Aula ha poi voluto ricordare gli altri 750 soldati uccisi dai plotoni di esecuzione, “morti dimenticati”, e ha promesso di far conoscere la legge del Fvg a tutt’Italia passando per la Conferenza delle assemblee legislative, anche per smuovere il Parlamento che finora sullo scomodo tema dei fucilati non è andato al di là di una risoluzione.

Franco Iacop e Sergio Bolzonello hanno sottolineato il ruolo svolto dal Pd e dalla precedente maggioranza nella scorsa legislatura, “quando vennero organizzate numerose iniziative come il documentario sui fusilaz, mettendo in luce la sofferenza delle popolazioni civili per la prima volta pesantemente coinvolte in un conflitto”. “Questo è il compimento di un percorso”, ha detto Iacop, mentre Bolzonello ha ricordato l’impegno dell’ex sottosegretario Franco Corleone, citato più volte nella discussione assieme a Franco Marini, l’ex presidente del Senato che salì a Cercivento per ricordare la tragedia del 1916. Toccanti le parole di Luca Boschetti, consigliere leghista e già sindaco di Cercivento: “Nei giorni scorsi ho portato la proposta di legge al pronipote di uno dei fucilati e ho visto che gli brillavano gli occhi. Questa – ha proseguito, ricordando l’impegno di Bolzonello – è la legge di tutto il Consiglio regionale e premia la tenacia di Cercivento e del suo gruppo Ana, che per primo onorò il cippo a ricordo dei 4 alpini”.

Boschetti ha anche ricordato che “i familiari di quei ragazzi non poterono mai riavere i corpi, e non si sa dove siano stati sepolti”. Mauro Di Bert, capogruppo di Progetto Fvg/Ar, è convinto che la legge sia “di grande attualità, nonostante si riferisca ad avvenimenti di cent’anni fa” e ha sottolineato “l’occasione persa a livello nazionale”. Concetto caro anche a Tiziano Centis, capogruppo dei Cittadini, mentre Mauro Capozzella (M5S) ha ricordato la risoluzione approvata dalla Camera su iniziativa del suo partito. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), nel ricordare che “la Costituzione ripudia la guerra” ha fatto anche un’incursione nell’attualità, auspicando una rapida tregua tra Israele e i palestinesi. Se la legge ha messo d’accordo tutti, il dibattito ha fatto comunque emergere – come ha notato Massimo Moretuzzo – le diverse sensibilità dei gruppi politici sul tema della Grande Guerra. “Io faccio fatica a parlare di una guerra vinta – ha spiegato il capogruppo del Patto per l’autonomia – quando molti friulani furono chiamati a combattere su fronti opposti”.

Sulla stessa linea Igor Gabrovec (Ssk), che ha parlato di “una guerra mitizzata dal ventennio fascista” esprimendosi in sloveno, “una delle lingue praticate dai soldati di ambedue le parti”. Risposte indirette a Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia, che aveva invitato a diffidare “dalla retorica dell’inutile strage: se noi oggi siamo qui è perché ci sono persone che hanno combattuto affinché Trieste fosse italiana, e non si può nemmeno lasciare il dubbio che si siano sacrificati inutilmente”. Proprio per questo Giacomelli ha presentato e si è visto accogliere dalla Giunta un ordine del giorno sulla necessità di approfondire nelle scuole le figure dei martiri della Prima guerra. Via libera dell’Esecutivo anche agli odg del Pd – che invoca iniziative rivolte agli studenti sulla vicenda dei fucilati – e della Lega, che con Alberto Budai ha proposto “di completare la rivisitazione sui fatti di quel tempo attraverso la toponomastica, valorizzando i nomi di chi venne ingiustamente fucilato al posto di certi altissimi ufficiali che non si distinsero certo per umanità”. Una proposta apertamente condivisa dal collega di gruppo Lorenzo Tosolini. Per la Lega si è espresso a favore del testo di legge anche Ivo Moras. Sempre a proposito di rilettura della storia, Francesco Russo (Pd) ha ricordato “l’assurdità di quanto successe” citando le parole di Papa Giovanni Paolo II: “La guerra è sempre l’ora delle tenebre”. Mentre il collega di partito Cristiano Shaurli ha sottolineato “che non stiamo ricordando dei caduti, ma chi disubbidì a un ordine assurdo”.

(c.s.) d.g.

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