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lunedì, 4 Luglio 2022

È Portogruarissimo a Terralba: riaperta la lotta salvezza

16.05.2021 – 19.32 – Come il naufrago di “Onda su onda”, al Portogruaro è servito andare su un’isola per ritrovare la felicità. A Torralba, per le ragazze granata non c’erano palme e bambù come nella canzone, ma molto di più: la fiducia, i gol del proprio attacco e soprattutto i tre punti che le rimettono in corsa per la salvezza. L’Isera ha infatti perso in casa contro il Padova ed è tornata a un solo punto di distanza, a cinque giornate dal termine. Tra una settimana il Portogruaro affronterà il Le Torri, ultimo, mentre le trentine andranno in casa del Cortefranca, primissimo. Con una vittoria al “Mecchia” potrebbe essere sorpasso. Nella domenica in cui tornano padrone del loro destino (l’Isera riposerà in una delle prossime cinque gare), le ragazze di mister Morettin regalano la loro miglior partita dell’anno. Prima di volare in Sardegna avevano segnato quattro gol in otto partite, oggi ne hanno fatti altrettanti in 90’, vendicando il 2-5 dell’andata. L’Oristano, in dieci per quasi tutto il secondo tempo, ha avuto le occasioni migliori sullo 0-2 per le ospiti, ma la mancanza di Mattana, miglior marcatrice (oggi out per squalifica) si è fatta sentire e scorie del nervosismo di due settimane fa contro l’U. Damen sono riemerse.

29 i gradi reali aTerralba, più di trenta quelli percepiti, ma il Porto non si è squagliato in volata come contro Triestina e Isera, anzi: i gol di Furlanis e di una scatenata Finotto sono arrivati al tramonto del secondo tempo, mettendo in ghiaccio lo spumante. A fare la differenza però per le ospiti è stata la ritrovata incisività. Il vantaggio firmato Finotto dopo solo un giro di orologio dall’inizio dell’incontro è stato un pieno di fiducia, ciò di cui c’era bisogno. La partita da lì in poi si è mantenuta, con occasioni equamente spartite, su un equilibrio incrinatosi nel secondo tempo, prima con l’espulsione di Lai e poi con il raddoppio di Gallo, che si è sbloccata in campionato. Le locali, perse nel primo tempo Filippo e Meloni nel primo tempo, hanno spinto: Senes ha preso una traversa, Scalas ha mancato la deviazione da sottoporta. Le granata non hanno restituito la cortesia e una grande Furlanis ha chiuso la gara su rigore. Nel finale, ancora una scatenata Finotto ha dato il colpo di grazia.

Il gol del vantaggio è un’invenzione di Furlanis, che raggiunge un lancio lungo all’apparenza lungo e dalla estrema fascia destra crossa per Finotto che arriva sul secondo palo e spinge in rete. Tra le granata Piovesan e Gashi tornano dal primo minuto e un lungo lancio della seconda mette in movimento Gallo al 7’, ma dopo un buon controllo la punta ospite calcia su Piga. La prima occasione sassarese è bruciante: contropiede di Scalas che a tu per tu con Comacchio alza troppo la mira. Al 19’ l’estrema ospite salva la porta parando una pericolosa punizione dal limite di Quidacciolu ed è l’ultimo momento rilevante del primo tempo, da lì in poi fatto di accortezza difensiva e di tiro alla fune a centrocampo.

Il secondo giallo a Lai (entrata nel primo tempo al posto di Meloni) mette ulteriormente la gara sui binari ospiti, che impensieriscono Piga con le conclusioni di Gashi e Spollero. Sono le premesse del raddoppio: recupera altissimo Finotto che attira difesa e portiere, cioccolatino al centro per Gallo e 0-2. Un minuto dopo la miglior occasione per l’Oristano: servita in profondità, Senes supera Comacchio ma la traversa respinge il tiro. Altri due minuti e Scalas non finalizza un cross da calcio d’angolo. Sul ribaltamento di fronte Furlanis dopo un assolo guadagna un rigore che lei stessa trasforma. L’ingresso di Spinelli è ulteriore benzina sul fuoco offensivo portogruarese: al 45’, servita da una sponda di Furlanis, strappa a destra e mette in mezzo rasoterra per Finotto che chiude l’azione sul palo opposto. Poker servito.
Per le ragazze di mister Avellino, al sicuro dopo la vittoria della scorsa settimana a Ferrara, però la certezza aritmetica della salvezza è solo rimandata. Per le granata ora non resta che spezzare l’incantesimo del “Mecchia”.

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