Covid-19, il naso del cane lo riconosce meglio di un termo scanner

05.05.2021 – 18.19 – Se lo chiedi a un bambino ti risponderà che il cane ha i superpoteri. Scientificamente parlando il cane ha dei sensi particolarmente sviluppati che agli innocenti possono effettivamente sembrare “superpoteri”. Tra questi forse il più sorprendente e caratterizzante è l’olfatto.
Ovviamente, per natura fisica della canna nasale, i cani con il muso schiacciato sono tra quelli meno fenomenali, mentre quelli con il “muso allungato”, per una combinazione dell’organo nasale e un cervello particolarmente sviluppato, sono tra i migliori “segugi”. Va infatti ricordato che questa seconda tipologia di cane possiede fino a 300 milioni di cellule olfattive, contro le 6 mila dell’uomo, ma ha anche nel cervello un numero di cellule nervose olfattive 40 volte superiore all’essere umano. L’uomo con il tempo ha imparato a sfruttare le capacità innate o selezionate per perseguire i propri fini: dalla difesa del territorio ai cani da ricerca, passando per i cani delle Forze dell’ordine che per esempio sfruttano proprio l’olfatto per scovare sostanze illegali o di contrabbando.

Ma se il cane è in grado di trovare una persona sommersa sotto metri di neve o macerie, se è in grado di captare l’odore delle sostanze stupefacenti nascoste per esempio nelle scatole del caffè, potrebbe essere impiegato in medicina, magari anche individuare l’odore del Covid-19?
Vi sono studi scientifici che confermano questa possibilità. L’esempio che sale subito alla mente è quello dei cani da pet-therapy in medicina e nell’assistenza dei malati, ma nello specifico del naso esistono esempi di cani impiegati nel rilevamento di tumori nell’essere umano.
Quanto al Covid-19 questo incredibile organo farebbe addirittura meglio. Secondo la ricerca finlandese della Nose Academy Oy, la start-up specializzanda nel rilevamento delle malattie nell’uomo da parte dei cani e che ha per prima sviluppato l’idea in Europa, il nostro amico a quattro zampe potrebbe rilevare il virus anche cinque giorni prima dei test medici.
Come tutte le capacità innate ovviamente anche questa va allenata, e anche in questo caso va fatto prima di “schierare” questo tipo di difesa al proliferare del virus. La discriminazione olfattiva è un’abilità innata nel cane, ma che va anche educata, sviluppata e perfezionata al fine di rendere il lavoro più efficace ed efficiente: infatti l’olfatto è il senso che stanca il cane maggiormente in virtù di quanto abbiamo detto all’inizio, ossia la presenza di una gran parte di cellule nervose dedicate.
Non c’è un periodo stabilito di preparazione, ogni cane raggiunge all’obiettivo con i propri tempi. Ma una volta superati i test stabiliti dalle competenti autorità sanitarie nazionali, l’impiego dei cani-anti-Covid-19 potrebbe essere una valida risorsa aggiuntiva nella lotta a questo virus. In Italia, dopo Finlandia e Libano che hanno impiegato le unità cinofile su base volontaria negli aeroporti, sono partite delle sperimentazioni agli aeroporti di Cuneo prima e Fiumicino poi.

[e.e.]

[Emanuele Esposito è istruttore cinofilo ENCI e Istruttore Salvataggio SICS]