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lunedì, 4 Luglio 2022

Al Vittorio Veneto bastano 3′ per fermare la corsa del Portogruaro

30.05.2021 – 18.40 – Tre minuti possono valere una stagione? Quelli che intercorrono tra i due gol, decisivi per il Vittorio Veneto, di Bigaran e Cimarosti tra il 40’ e il 43’ del primo tempo, hanno fatto perdere un’occasione d’oro al Porto: l’Isera è stata sconfitta dalla Triestina, una vittoria delle granata avrebbe significato virtuale salvezza. Tutto invariato quindi in classifica, ma il 2-0 del “Barison” complica il percorso delle granata, attese da Venezia e Trento e, all’ultima curva, dalle rocciose Unterland Damen. Giocarsi la salvezza in zona Cesarini (o zona Bocalon, in onore della promozione in A dei Leoni), potrebbe sulla carta favorire le ragazze di mister Slomic, che invece affronteranno in casa il morbido Atletico Oristano.

Il Permac doveva fare a meno di Mantoani e Tomasi, ma ha ritrovato il sorriso dopo quattro sconfitte consecutive grazie a una gara senza sbavature e a una Cimarosti effervescente e protagonista. Anche le granata avevano assenze importanti: oltre alle lungodegenti non erano della partita nemmeno Novellino, Volpatti e Finotto, rispettivamente capitano, vicecapitano e capocannoniere. Con Durigon titolare da terzino destro e Patriarca che scala al centro della difesa, nel Porto rientrano Matiz in difesa e Spollero a centrocampo. Il primo tempo ha avuto poche occasioni ma una prevalenza nella qualità di gioco vittoriese. Merito di un 4-4-2 ordinato, con Tomasella a dirigere in mezzo e Trevisiol riferimento avanzato. Le ospiti si sono mostrate più disorientate in costruzione nei primi 45’, soprattutto a centrocampo dove Furlanis ha speso le energie migliori correndo sull’out e Spollero e Gashi hanno faticato a trovare le giuste distanze. Spinelli ha confermato la propria affidabilità ma aveva di fronte il martello Furlan, mentre Gallo e Piemonte sono finite spesso nella morsa dei centrali e mediani locali. L’uno-due delle ragazze di mister Zoni a fine primo tempo ha deciso la gara: nel secondo tempo il Porto, che ha dato spazio nel finale anche alle adolescenti Vignandel e Fiorin (classe 2006), ha giocato alla pari, anche grazie all’innesto positivo di Battaiotto, ma Da Ronch è stata attenta, così come Comacchio sui diversi contropiedi rossoblù.

Furlanis da sinistra spesso si accentra partendo da lontano, come fa al 4’ ma la sua conclusione è centrale. Sul fronte opposto Cimarosti fa lo stesso movimento dall’esterno al centro creando pericolo: 15’ gran tiro dal limite che termina di poco fuori. A centrocampo ci sono piantate le tende del Permac, così al 22’ Patriarca lo scavalca lanciando lungo, Furlanis è in fiducia e al volo chiama l’opposizione decisiva di Da Ronch. Al 31’ Trevisiol appoggia per Cimarosti che mette alto, 5’ dopo la stessa numero 7 sfiora il palo dopo uno slalom. La punizione di Gashi che sfiora la traversa è un episodio, non lo è il vantaggio del Vittorio che arriva al temine di un’azione insistita, risolta in mischia da Bigaran dopo la traversa colpita da Cimarosti. Il Porto accusa il colpo e le padrone non perdonano: Tomasella batte veloce una punizione da centrocampo, il lancio è raccolto al limite dell’area da Cimarosti che si inserisce alle spalle di Durigon e infila Comacchio.

La ripresa si apre con l’ingresso di Battaiotto per Spollero, Furlanis si accentra a centrocampo e la manovra ospite riacquista definizione: al 10’ Battaiotto scappa a sinistra ma Da Ronch blocca il suo diagonale, sul ribaltamento dell’azione Govetto mette alto da buona posizione. Furlanis al 16’ sfiora l’incrocio su punizione e da qui in poi sentirà la stanchezza. Al 26’ Mella cerca la deviazione su cross di Zilli ma Comacchio chiude lo specchio. La linea verde del Porto alza il baricentro: al 36’ Sovran non trova la porta per poco con un destro a rientrare e sul seguente angolo, l’esordiente Fiorin impegna Da Ronch di testa. Sono gli ultimi squilli per le granata, che da lì in poi subiscono in contropiede con la solita Cimarosti al 43’ e in pieno recupero da Mella, che salta una stanchissima Patriarca ma trova l’intervento di piede di Comacchio.

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