Trieste e spreco alimentare, volontari: “Chiediamo al comune uno spazio per costruire una nuova realtà”

19.04.2021 – 11.02 – Sempre di più, nel mondo, si sta sviluppando un’economia sostenibile basata sul riciclo, materiali rinnovabili e limitazioni degli sprechi; tra questi, proprio lo spreco di cibo fatica però ancora oggi ad assumere sufficiente rilevanza nei comuni italiani meno popolati, nonostante siano vari i rimedi ed i progetti possibili e dei quali gioverebbero in primo luogo le amministrazioni comunali stesse.
Ma quando e come si verifica esattamente lo spreco alimentare? Esso comincia a generarsi già dalle prime fasi della filiera alimentare (agricoltore/azienda produttrice), dove vengono scartati i prodotti considerati esteticamente imperfetti o con lievi ammaccature; spreco di cibo, quindi, ma anche danno economico. La selezione di cibo ancora commestibile passa poi anche dai mercati e dai supermercati: i prodotti in scadenza o invenduti (come nel caso della gastronomia), infatti, vengono cestinati con l’avvicinarsi dell’orario di chiusura e spesso senza che venga prima applicata una scontistica di fine giornata. Tuttavia, in entrambe le fasi, è possibile dare una seconda chance ai prodotti scartati, (ne sono un esempio il progetto “Bella Dentro” a Milano e l’associazione Recup).

Ma a livello locale, cosa si sta facendo in merito al tema dello spreco alimentare? L’area triestina non è estranea a progetti di questo tipo; è il caso ad esempio di Brunella Carlini, che da anni a Trieste cerca di attivare dei progetti anti-spreco, nonostante stia però ancora aspettando un sostegno concreto da parte del Comune, racconta: “Nel 2013 feci un progetto che mandai all’azienda per cui lavoravo e al Comune di Trieste, sapendo che aveva già firmato un accordo nel 2012 con la Last Minute Market (iniziativa sociale applicata ultimamente anche nei supermercati, simile al Banco Alimentare), ma non ebbi risultati da entrambe le parti. Quindi nel 2014 costituii un comitato contro lo spreco. Iniziai a raccogliere con un amico le derrate in due supermercati locali per poi distribuire a 20 famiglie ma, anche in quel caso, zero appoggi” continua. “Ho poi conosciuto l’associazione Trentino Solidale e l’onlus Trieste Recupera, scoprendo le potenzialità delle partnership e mi è stata data la bozza della legge “antispreco” GADDA 166/16. Nel 2015 ho iniziato una collaborazione con il mercato ortofrutticolo di Trieste e l’anno dopo ho costituito una mia associazione, L.A.U.R.A. -le azioni utili recuperano amore- in aiuto di famiglie della zona.” Il desiderio, ora, è quello di essere finalmente riconosciuti e aiutati dal comune, passando da una situazione di precarietà ad una vera e propria svolta: “Manca un luogo attrezzato per le derrate alimentari, avevamo anche individuato un magazzino chiuso che potrebbe essere donato o dato a prezzo simbolico per avere almeno uno spazio dove distribuire ma abbiamo bisogno di un segnale di supporto.”

Panificio Pasticceria Toninato

I progetti anti-spreco, inoltre, possono essere sostenuti anche tramite tecnologia digitale, evitando in questo modo eccedenze generate da ristoranti, bar e pasticcerie tramite “app” telefoniche: è il caso di “Too good to go” accolta positivamente da una trentina di attività a Trieste ma ancora praticamente sconosciuta nell’area di Monfalcone. Come mai? Varie le motivazioni: c’è chi parla di un momento sfavorevole a causa del Covid; altri non sanno usare le app e hanno timore di “invischiarsi” in progetti che sembrano loro far perdere tempo o denaro; altri ancora non ne conoscono proprio l’esistenza.
C’è chi però ha deciso di mettersi alla prova, come il panificio pasticceria Toninato di Monfalcone, che tramite l’utilizzo di questa app ha ottenuto risultati particolarmente positivi. Sebbene infatti si trovi in una via periferica -Via Romana 161- e non sia una realtà estesa, questa graziosa pasticceria si ritrova ogni giorno ‘sold out’ grazie alle magic box. 

Esempio di Magic Box, Panificio Pasticceria Toninato

Ma come funziona di preciso l’applicazione? E cosa ha spinto la pasticceria Toninato al suo utilizzo? La proprietaria racconta aver deciso di aderire lo scorso giugno 2020. Il procedimento non è complesso: ciò che avanza di metà e/o fine giornata viene venduto a prezzi bassissimi (una grande quantità viene data anche ad 1/3 del prezzo reale) dentro alle cosiddette “magic box” (scatole a sorpresa). La prenotazione può essere fatta dai clienti non appena si nota la disponibilità sulla app; a quel punto al negozio arriva l’avviso dell’avvenuto pagamento (1/3 resterà alla app) ed il cliente può passare a ritirare attraverso il codice. “Non mi sono pentita di aver aderito” afferma soddisfatta la proprietaria “oltre ad evitare lo spreco, ho aumentato la clientela. Molta gente che non si sarebbe mai fermata qui ora ci conosce e con la scusa, osservando le vetrine, è invogliata a comprare anche altre cose. D’estate c’è gente ad esempio, diretta a Grado che arriva da Trieste; molti sono genitori di ragazzi che abitano in città più grandi, dove la app ha preso più piede e suggeriscono loro di provarla.”
Inoltre, sempre a Monfalcone oltre al panificio in questione, da pochi giorni è anche attivo il servizio per il negozio di vendita alimenti a intolleranza zero “MangiAmo” in Via Galilei 46: in questo caso il servizio si concentra su prodotti confezionati in scadenza.

Panificio Pasticceria Toninato

Guardando infine agli esempi offerti da altri paesi, sono molte le realtà che come buona pratica decidono di dedicare un ripiano gratuito per poveri o senzatetto; una soluzione che andrebbe presa in considerazione, considerando che spesso la domenica, in località più ristrette – come ad esempio Monfalcone stessa – molte persone si trovano con la Caritas chiusa nella giornata domenicale. Insomma, se da un lato lo spreco di cibo fatica ancora oggi ad assumere rilevanza rispetto ad altri temi legati alla sostenibilità, dall’altro, progetti solidali e applicazioni, possono risultare un’occasione di non poco conto per poter, oltre che fare del bene, anche conoscere e, al contempo, farsi conoscere.

m.p [Foto: Michela Porta]