Trieste, Bilancio di previsione 2021-2023: il centrosinistra spiega le motivazioni del voto contrario

01.04.2021 – 13.40 – All’indomani dell’approvazione del Bilancio di previsione 2021-2023 del Comune di Trieste, il centrosinistra del Consiglio comunale (Partito Democratico, Cittadini, Open Fvg, Italia Viva) motiva, nel corso di una conferenza stampa dedicata tenutasi oggi, 1 aprile, il voto contrario all’importante documento concernente i propositi e i passi che la città di Trieste è intenzionata a fare in un futuro prossimo.
Linee d’azione che non sono state condivise dall’opposizione: “Il motivo del nostro voto contrario è sostanzialmente il fatto che ci siamo trovati un bilancio di ordinaria amministrazione, di gestione del contingente, senza nessun tipo di progettazione per il futuro” esordisce Fabiana Martini, consigliera comunale del Partito Democratico, rimarcando come “noi pensiamo che la politica abbia il dovere non soltanto di tenere in ordine i conti”, ma anche “di trovare soluzioni durature e, di tutto questo, non abbiamo visto nulla nel bilancio presentato”.
Una situazione che vede dei problemi, già presenti in passato, esasperati dall’epidemia e che “non sono stati affrontati. Come” ad esempio “il problema ambientale, la cosiddetta svolta green, che se un tempo poteva essere considerata un’aspirazione, oggi è un impegno a cui tutti devono sottostare” conclude Martini.

Della stessa idea Sabrina Morena, consigliera comunale di Open Fvg, che ha messo in risalto la problematica relativa al fatto che “Nel bilancio non c’è una visione assoluta sui temi della mobilità. Il disegno è sempre il solito: tante opere pubbliche, con addirittura un inserimento all’ultimo di un emendamento che non è stato nemmeno discusso.
C’è un problema di trasparenza generale. Non c’è nessuna volontà di trasformare Trieste in una città per i pedoni anziché per le automobili”.
Carenze che vengono rilevate da Morena anche nel settore turistico, sottolineando come secondo lei nel Capoluogo “si punta a un turismo di massa, ma Trieste non si merita solo questo”.
A non soddisfare il centrosinistra è anche una ‘omissione’ dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti ripercussioni: “Leggendo questo bilancio, quello che emerge è proprio la totale assenza del termine pandemia. Non c’è alcun riferimento” si è davanti quindi a “un documento meramente tecnico, che sembra baipassare” la delicata situazione attuale, dichiara Maria Teresa Bassa Poropat, consigliera comunale del gruppo dei Cittadini.
“Questo sembra una nota stridente” prosegue l’esponente dell’opposizione “come se si volesse far emergere questo ottimismo di facciata. Penso che questa situazione drammatica può anche diventare un’occasione di ripensamento complesso sulla città che ci immaginiamo, anche alla luce dei nostri cambiamenti di abitudine”.

“Un ‘buon padre di famiglia’ deve avere il coraggio di comprendere che la pandemia sta trasformando le persone e trasformerà il nostro modo di vivere le città” apostrofa Antonella Grim, consigliera comunale di Italia Viva, “finita la pandemia sappiamo bene che il mondo che verrà sarà parzialmente diverso. Ci saremmo aspettati di vedere delle nuove modalità di offerta dei servizi comunali.
Nessuna idea rispetto alle sfide del 2022 e 2023, che dovrebbero invece trovarci preparati” conclude Grim.
Una situazione inedita, quella dell’emergenza Covid, che avrebbe meritato maggiore centralità anche secondo Laura Famulari, consigliera comunale del Partito Democratico, che ribadisce come “Questo documento avrebbe dovuto prendere atto della straordinarietà del momento. Non c’è nessuna scelta che possa costituire un volano per l’economia e il turismo. Di Trieste vanno favoriti tutti gli aspetti, ma quelli qualitativi potrebbero fare la differenza in un bilancio turistico”.

Tra le tematiche su cui si è soffermata l’opposizione troviamo anche le opere pubbliche, come dichiara Giovanni Barbo, consigliere comunale del Partito Democratico: “Non abbiamo assistito a una serie di rilanci: penso al mercato ittico e ortofrutticolo o al tram. Vorrei inoltre sottolineare l’importanza dei parchi e dei giardini: credo che” investire negli spazi verdi “sia un tema che ci riguarderà, sia in beve sia in lungo termine”.
In conclusione, anche Igor Svab, consigliere comunale del Partito Democratico, si è espresso sul voto contrario al Bilancio, ricordando che “Ho sempre mantenuto un atteggiamento istituzionale, perché ho creduto nella politica e nel rispetto reciproco. Purtroppo però mi sono trovato spesso a disagio, perché l’opposizione ha sempre dimostrato collaborazione”, ma è stata attaccata “con atteggiamenti che non dovrebbero mai entrare in aula istituzionale”.
Per quanto riguarda l’emendamento di più di 12 milioni, si tratta di “una vera e propria variazione di bilancio, è mancata una trasparenza su cosa sia successo: c’è stata una pulizia di conti che sta in piedi, però si poteva procedere diversamente su ulteriori specifiche di variazioni” conclude Svab.

[c.c]