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mercoledì, 10 Agosto 2022

Perché gli adolescenti si vergognano dei genitori? Telemaco risponde

28.04.2021 – 12.00 – Con l’arrivo del Coronavirus il mondo è cambiato e, con esso, anche noi. Catapultati da un giorno all’altro nell’emergenza, abbiamo dovuto forzatamente rimettere in discussione le nostre vite e le nostre certezze. Per cercare di dare risposta a quelle che sono le preoccupazioni, i dubbi e le domande dei lettori, Trieste.news ha deciso di ospitare una nuova rubrica a cura dell’équipe dell’associazione Telemaco di Trieste: l’obiettivo è quello di creare un luogo di accoglimento delle paure, delle incertezze e delle angosce. Un modo, in questo tempo di fatica e incognite, per essere vicini alla cittadinanza, per poter dare ascolto alle difficoltà e articolare delle risposte non normative ma che possano stimolare nuove domande.

Domanda: “Ho una domanda che forse di pongono in tanti, forse tutti, quando il proprio figlio diventa un adolescente. Mio figlio ha 16 anni e mi chiedo, perché da un po’ di tempo si vergogna di me e del papà?

Risponde Lucia Becce per Telemaco Trieste: “Cara Valeria, la vergogna, l’imbarazzo verso i genitori per quanto possa essere fastidioso, o persino doloroso, è un preciso segnale. Di cosa?
Nessun neonato, e quasi mai un bambino piccolo si vergogna dei propri genitori. Al contrario, sono visti dal bimbo come esseri perfetti e onnipotenti, e ciò che più desiderano è stare con loro: tutti abbiamo in mente la scena di un bambino che piange quando è lasciato all’asilo, o nei primi giorni di scuola. Ma quei bambini che vedevano i genitori come esseri perfetti, ora sono gli stessi adolescenti che si vergognano di loro. Di come si vestono, di come parlano, delle battute a cui prima ridevano, e guai se provano a dare manifestazioni di affetto in pubblico! L’imbarazzo infatti si manifesta molto di più quando si è nello spazio pubblico, piuttosto che privato. Sono comportamenti perfettamente normali e il mio consiglio è di armarsi di bonaria pazienza, in quanto la vergogna è una presa di posizione dell’adolescente: “non sono più un bambino” e soprattutto “non voglio essere un bambino agli occhi degli altri”. È il modo dei ragazzi di cominciare a delimitare il proprio spazio, la propria differenza, di affermare la propria indipendenza. E riguarda più la loro insicurezza, che i supposti difetti dei genitori: preoccupati del giudizio dei pari nei loro confronti, hanno anche paura di essere giudicati a partire da come i propri genitori si presentano. Gli adolescenti sono molto preoccupati per “come sono visti”, e la loro immagine è spesso studiata nei minimi dettagli, mentre non possono controllare quella dei genitori. Il tono di voce dei genitori, un loro commento, un dettaglio del loro abbigliamento, possono essere (agli occhi dell’adolescente) rivelatori di ciò che accade a livello famigliare, e che non vogliono assolutamente svelare. Vorrebbero mantenere un alone di mistero su di sé, un enigma, mentre cercano di capire loro stessi chi sono”.

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