“Inps è al collasso”: la protesta di USB

23.04.2021 – 13.28 – Un numero inadeguato di impiegati, molto spesso non correttamente formati, un aumento esponenziale nel numero di pratiche da prendere in carico ed un depotenziamento generale del settore pubblico hanno portato ad un “collasso” di Inps che, oberato, non riesce più a far fronte alle tante e diverse richieste della cittadinanza. A denunciare il quadro critico, retaggio di una gestione politica inadeguata, è USB – l’Unione Sindacale di Base – che nella giornata di oggi, venerdì 23 aprile, ha indetto una manifestazione sotto la sede dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale di Trieste. “Inps lavora con un terzo del personale necessario a sostenere il carico di lavoro, aumentato a dismisura nel contesto della pandemia” ha spiegato Sasha Colautti, di USB – Federazione di Trieste, “le pratiche per la cassa integrazione sono aumentate di quasi quaranta volte rispetto alla norma, oltre le domande che riguardano la tutela di chi il lavoro non lo ha e nel contesto pandemico vivono ulteriori difficoltà, costretti a chiedere i redditi di emergenza e di cittadinanza”. “Poi ci sono tutte le domande della normale gestione della quotidianità in capo a Inps” ha raccontato, “come domande di maternità o assegni familiari”.

All’interno dell’Istituto triestino sono attualmente presenti ottantacinque dipendenti, dirigenti compresi, “perché funzioni bene” ha detto Silvia di Fonzo, militante di USB, “Inps ha bisogno di un rapporto impiegato-cittadino di 1 a 1000, più o meno il rapporto che c’è con i medici di base. Chi c’è non ha nemmeno le competenze, perché nessuno si occupa di una adeguata formazione”. Di Fonzo ha dichiarato che “non si tratta di cattiva volontà da parte dell’impiegato Inps” né di “ideologia, abbiamo voluto andare a fondo per capire quale fosse la reale motivazione: abbiamo scoperto che Inps funziona male perché c’è un sotto organico molto evidente, condizione che si è verificata per la prima volta almeno 10 anni fa e mai risolta, ora esasperata dalla pandemia”. È per questo necessaria l’assunzione di un numero adeguato di persone, un numero che lo stesso direttore territoriale di Inps indica come circa un centinaio. A livello nazionale è stato appena bandito un concorso per assumere nuovi impiegati: si tratta di 4mila posti, quando un numero realistico sarebbe di circa 35mila unità. “I soldi ci sono” ha spiegato Silvia Di Fonzo, “è una questione di scelte: lo stesso Governo italiano si permette di sprecare 6miliardi di euro per gli armamenti, nel 2021, in piena pandemia”. “Per mettere a bando gli impiegati, e pagarne gli stipendi, sarebbero sufficienti 150 milioni di euro, è una spesa sostenibile” ha concluso.

“Quello che accade a Inps oggi non è molto diverso da quello che sta succedendo nella scuola o nella sanità” ha concluso Colautti, “falcidiate da riforme che hanno prodotto tagli enormi, non permettendo di reggere il quadro pandemico”. “È una responsabilità politica”, per questo USB chiede che “proprio quest’ultima si faccia carico di interventi risolutivi, lavoratori e cittadinanza hanno bisogno di risposte”.

mb.r