Zoic, continua il restauro del mega triceratopo: ultime fasi a maggio

09.04.2021 – 11.05 – Si sta entrando nel vivo delle ultime fasi di preparazione sui resti di Big John prima di iniziare il montaggio dello scheletro. Il triceratopo di provenienza americana è in lavorazione da svariate settimane nei laboratori della Zoic, la ditta triestina che rientra nella classifica delle dieci migliori aziende al mondo per il trattamento di resti fossili, anche di grandi dimensioni. Lo staff di paleontologi guidati da Flavio Bacchia sta proseguendo nella verifica delle congruità delle ossa già estratte dalla matrice confrontandole con quanto è noto in letteratura sull’anatomia di questo dinosauro. Sono, quindi, in corso le fasi che precedono l’inizio del montaggio delle ossa dello scheletro sulla struttura metallica che ne determinerà la postura definitiva.

Per procedere con l’assemblaggio è necessario partire dal bacino, di cui buona parte è originale, per poi “allungarsi” verso il dorso e il collo da una parte e verso la coda dall’altra. “La sequenza delle vertebre cervicali/dorsali è composta da diciannove elementi, e ben quindici di essi sono originali”, spiega Flavio Bacchia nel nuovo aggiornamento sulla lavorazione dell’enorme bestione preistorico.
“È più di quanto si era ipotizzato in prima istanza da parte degli scopritori statunitensi. Dai blocchi di matrice arrivati in Italia all’interno delle camicie di gesso sono emersi infatti elementi molto interessanti, frutto di un lungo e paziente lavoro di restauro. La roccia non ha concesso sconti o facili vie d’uscita. Ad oggi più di 4000 ore di lavoro sono state assorbite dalla preparazione, a conferma della difficoltà di raggiungere un buon livello di finitura del fossile“.

Il montaggio prende le mosse dallo spezzone di ferro che regge la colonna vertebrale a partire dal bacino, che è il pilastro centrale di tutta l’intelaiatura. Poi si posizioneranno le vertebre che sono in un ottimo stato di avanzamento di preparazione, che si raccorderanno posizionando poi il cranio nel punto giusto per unirsi con l’atlante, la prima delle vertebre cervicali, e poi da lì poi si deciderà la postura della coda

“Stiamo procedendo abbastanza bene – spiega ancora Bacchia – e riusciamo a rispettare i tempi che ci eravamo prefissi. Nel mese di maggio dovremmo avere la spazialità del campione, a parte alcuni ritocchi che eseguiremo in seguito: stiamo adoperandoci per riuscire ad avere le repliche delle parti che sono sicuramente mancanti, anche se man mano che si procede si vede che le parti effettivamente mancanti sono meno di quelle che ci si aspettava, meno di quelle che chi ha scavato il dinosauro aveva individuato sul terreno”.

Si continua a lavorare sull’ingrandimento eliografico delle fattezze scheletriche dell’animale, che conferma una lunghezza complessiva di 8,2 metri, sancendo che si tratta del più grande esemplare mai ritrovato ad oggi. Su questo disegno gli esperti stanno posizionano le ossa disponibili.

[i.v.]