Tutela donne: comitato ristretto III Comm lavorerà su pdl M5S e FI

08.04.2021 – 17.49 – Un comitato ristretto con rappresentanti di tutti i gruppi politici lavorerà a una proposta di legge contro la violenza sulle donne, sulla base dei testi già presentati da Movimento Cinque Stelle e Forza Italia. Lo ha deciso la III Commissione, convocata dal presidente Ivo Moras (Lega) nell’aula di piazza Oberdan. Del comitato faranno parte lo stesso Moras, Ilaria Dal Zovo (M5S), Mara Piccin (FI), Mariagrazia Santoro (Pd), Simona Liguori (Cittadini), Furio Honsell (Misto), Edy Morandini (Progetto Fvg/Ar), Alfonso Singh (Lega) e gli esponenti che verranno indicati da Fratelli d’Italia e Patto per l’Autonomia. Oggi, intanto, le due proposte di legge sono state illustrate dai loro primi firmatari. “La pdl numero 6 – ha ricordato la pentastellata Ilaria Dal Zovo – risale al luglio 2018 ed è uno dei primi atti depositati in questa legislatura. Vuole promuovere la cultura dell’inviolabilità e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione, non solo quella contro le donne”.

Un concetto, quest’ultimo, sottolineato anche dal collega di partito Mauro Capozzella. Il testo di legge prevede, tra le altre misure, processi di formazione e informazione rivolti a studenti, insegnanti e a chi lavora nella comunicazione, sostegno e supporto alle vittime, il finanziamento di centri antiviolenza e case rifugio. E’ stata invece Mara Piccin a illustrare, da remoto, la pdl 127. “Si tratta di un testo unico sugli interventi a tutela delle donne vittime di violenza – ha spiegato la consigliera di Forza Italia – che aggiorna la legge del 2000 e riordina la materia, per evitare doppioni”. Nei 23 articoli della pdl si istituiscono un tavolo di coordinamento permanente, l’albo regionale delle associazioni contro la violenza di genere e il piano triennale degli interventi. Si parla anche di formazione degli operatori e del recupero dei responsabili di atti violenti. A livello finanziario, sono previsti tre fondi: per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza, la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, la solidarietà agli orfani.

Proprio quest’ultimo aspetto, il sostegno ai figli delle vittime di femminicidio, era al centro della pdl presentata a marzo dal gruppo dei Cittadini e bocciata a maggioranza dall’Aula. Ora anche quei temi, ha assicurato il presidente Moras, potranno essere ripresi dal gruppo di lavoro chiamato a fare sintesi tra le diverse proposte sullo stesso argomento. “Non ci guardiamo indietro e vogliamo dare un contributo leale a questa causa – ha assicurato Simona Liguori, prima firmataria di quel testo – , mettendo in primo piano il fondo di solidariet? destinato ai figli delle vittime”.

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha auspicato che le proposte di Liguori possano far parte del dossier, mentre Mariagrazia Santoro (Pd) ha posto una questione giuridica e formale sul rispetto del regolamento consiliare, facendo notare che “un oggetto su cui l’Aula si èespressa con un voto contrario non pu? essere riproposto nei suoi contenuti nemmeno sotto forma di altra deliberazione, prima che siano trascorsi sei mesi. E questo vale – ha continuato Santoro – anche per la parte della pdl Piccin in cui si parla di un fondo per le vittime di femminicidio”. “La Maggioranza chiese a Liguori di ritirare la sua pdl – le ha ricordato Piccin – e, se questo fosse avvenuto, avremmo avuto la possibilità di confrontare i tre testi. Ora, se sarà necessario, attenderemo sei mesi”. Dal canto suo Moras, preso atto dell’osservazione di Santoro, ha invitato i consiglieri “a guardare al futuro senza recriminazioni su quel che è stato”, ribadendo che tutti contenuti sul tema della violenza di genere saranno esaminati dal comitato ristretto. Antonio Lippolis (Lega) ne ha anticipato uno, e cioè “la necessità di mettere in sicurezza le persone che denunciano le violenze”.

(c.s.) d.g.