Il Museo interattivo “La stanza di Tartini” apre le sue (virtuali) porte

08.04.2021 – 10.15 – Due archetti del suo violino, testimonianza tangibile dell’attenzione di Giuseppe Tartini alla tenuta del suono: un’innovazione progettata con lungimiranza, che aprirà la strada alle sonorità preromantiche. E ancora: manoscritti che testimoniano le rilevanti ricerche teoriche in ambito acustico, spartiti tramandati in edizioni a stampa settecentesche, lettere, cimeli, oggetti personali come la parrucca e persino la maschera mortuaria che ci riporta ai suoi ultimi istanti di vita terrena.
Giuseppe Tartini, poliedrico genio dell’età dei Lumi, insigne violinista e compositore ma anche appassionato didatta, scienziato e sperimentatore di innovazioni tecnologiche sul violino e l’archetto, nei 250 anni + 1 dalla scomparsa (26 febbraio 1770) rivive attraverso il percorso espositivo allestito nel Conservatorio di Trieste che proprio a lui è intitolato.
Apre infatti oggi, 8 aprile 2021, La stanza di Tartini: un affettuoso omaggio al genetliaco del grande violinista istriano, che nasceva a Pirano proprio l’8 aprile 1692.
Concepita come uno spazio “fisico” e tangibile, una sede museale permanente e interattiva, La stanza di Tartini doveva essere inaugurata in occasione delle celebrazioni tartiniane 2020, sospese a seguito dell’irruzione pandemica. Un anno dopo il museo, in attesa di aprire alle visite in presenza negli spazi del Conservatorio Tartini a Trieste (via Ghega 12), si propone al pubblico di qualsiasi latitudine attraverso un percorso digitale accessibile a tutti, una vera e propria visita guidata, disponibile in un clic sul sito discovertartini.it
Il Museo di Trieste è a sua volta collegato in chiave di itinerario tartiniano transfrontaliero al polo di Pirano, con la casa natale del violinista, così come ai progetti tartiniani di Padova. Concepita nell’ambito del progetto tARTini cofinanziato dal Programma INTERREG V-A Italia-Slovenia 2014-2020, La stanza di Tartini è parte del Museo Diffuso Transfrontaliero e consente dunque l’accesso virtuale all’intero percorso ideato per valorizzare l’eredità tartiniana nelle città chiave della vita e dell’opera del geniale artista. La realizzazione tecnica della visita guidata digitale è a cura di Divulgando ed è stata illustrata dal direttore creativo Rodolfo Riccamboni.

Per accedere a La stanza di Tartini e proiettarsi nel microcosmo del grande violinista, alla (ri)scoperta delle sue musiche e degli oggetti che lo hanno accompagnato nel corso della vita, basterà cliccare dall’8 aprile sul link https://www.discovertartini.eu/lastanzaditartini/

I visitatori, attraverso immagini e panoramiche a 360 gradi, potranno individuare gli elementi interattivi della mostra che, di volta in volta cliccati, schiuderanno interventi video, letture, esecuzioni musicali.
Saranno i curatori del progetto, i docenti e musicologi Margherita Canale e Paolo Da Col, a guidare idealmente gli webnauti con le loro spiegazioni.
Così, rispetto ai due archetti del violino di Giuseppe Tartini, Margherita Canale evidenzierà l’interesse del compositore per il suono e i suoi studi per la modifica dell’archetto al fine di consentire una maggiore tenuta nell’esecuzione: le sue innovazioni verranno sviluppate dagli archettai francesi dell’Ottocento.
E a proposito della montatura del violino (ponticello, cordiera e bottone, capotasto, nasetto dell’arco), scopriremo che Tartini si occupava di liuteria e commerciava anche in violini (cfr Epistolario Tartini) collaborando con il liutaio padovano Bagatella. Ma dove sono finiti i violini di Tartini? Sempre Margherita Canale avanzerà alcune ipotesi esaminando il documento testamentario conservato a Pirano.

Parte significativa sarà giocata dall’Epistolario di Giuseppe Tartini, “Lettere e documenti” (EUT 2020), che per la prima volta raccoglie oltre 200 lettere, per la maggior parte inedite, a cura del Conservatorio di Trieste. Affidate alla voce dell’attore triestino Adriano Giraldi, le letture di alcune lettere getteranno un fascio di luce sulla personalità artistica di Giuseppe Tartini e sulla sua dimensione umana e quotidiana. Come nel caso della Lettera a Martini che si potrà ascoltare viaggiando nella mostra: Paolo Da Col ci spiega che Tartini aveva attenzione alla sua imagine, tanto che in una missiva a Padre Martini si lamentava per un suo ritratto, realizzato “a tradimento”, di nascosto …

Sempre con Paolo Da Col approfondiremo i due manoscritti autografi di opere teoriche di Tartini su questioni fisico acustiche: una bozza di alcune pagine del Trattato pubblicato nel 1767. Il Traité des Agreements rientra nella visita virtuale grazie all’acquisto “scoop” del Conservatorio sul mercato antiquario. Si parlerà, ancora, del “terzo suono” che Tartini pone a fondamento delle leggi dell’armonia musicale, delle edizioni a stampa settecentesche delle Sonate di Tartini con dedica agli allievi, del rapporto con gli editori e dei casi di pirateria editoriale, si esamineranno le parti d’orchestra manoscritte dei concerti di Tartini e le lettere coeve che ripercorrono le esibizioni di Tartini, la sua amicizia e il sodalizio musicale con il violoncellista Antonio Vandini.

[i.v.]