Istruzione, Coordinamento dei presidenti dei Consigli di istituto FVG: “Riportare la scuola al centro della politica”

07.04.2021 – 19.30 – Numerosi i temi legati al mondo della scuola nel periodo emergenziale toccati oggi in occasione dell’Audizione in VI Commissione della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame. Dall’andamento del contagio nelle scuole del Friuli Venezia Giulia, allo stato dell’apprendimento degli studenti e la formazione degli insegnanti a seguito del ricorso alla didattica digitale integrata, fino alle criticità ed i vantaggi ad essa riconducibili.
Nel complesso, ha riferito la dirigente, il ricorso alla didattica digitale integrata, secondo le rilevazioni effettuate presso gli istituti scolastici regionali, non ha portato a sostanziali differenze nella valutazione degli apprendimenti nel 2020/21, in piena emergenza pandemica, rispetto al 2019/20, ovvero prima dell’arrivo del Coronavirus. “Molte scuole” ha osservato Beltrame “considerano la didattica digitale integrata come un’alternativa importante alla didattica in sola presenza, perché ha consentito il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e spinto i docenti a innovare le metodologie”. Al fianco di queste, tuttavia, sono state diverse le criticità emerse riconducibili in particolare alla mancanza del contatto diretto tra alunni e insegnanti, patito soprattutto dagli alunni più fragili.

A seguire, le audizioni di Carlo Maria Caputi e Rachele Petrin, del Coordinamento Regionale dei Presidenti di Consiglio d’Istituto del Friuli Venezia-Giulia, e di Cristina Gregoris, referente del comitato Priorità alla Scuola di Trieste.
Il ritorno della scuola al centro della politica per costruire il futuro” è stato il punto chiave dell’intervento dei rappresentanti del coordinamento, che hanno inoltre al contempo lamentato la mancanza, all’interno dei dati illustrati dall’Ufficio Scolastico Regionale, del monitoraggio riguardante “il disagio psicofisico di allievi e docenti causato dalla prolungata chiusura delle lezioni in presenza”. Se da un lato con la didattica a distanza al 100 per cento le lezioni sono proseguite, è stato infatti osservato, dall’altro ad essersi spenta è stata una delle funzioni primarie della scuola, ovvero “quella educativa della crescita sociale e culturale attraverso il confronto e i rapporti interpersonali”.

Ad essere richiesto da parte del coordinamento è stato dunque un incremento degli investimenti della Regione tanto in termini finanziari quanto in progettualità. Tra le proposte illustrate al fine di agevolare il ritorno in presenza in sicurezza degli studenti, l’efficientamento dei protocolli e del tracciamento della comunità scolastica; l’accelerazione della campagna vaccinale nelle scuole; la programmazione e lo sviluppo di trasporti scolastici dedicati; interventi di edilizia scolastica finalizzati all’ampliamento degli spazi e al miglioramento degli ambienti interni ed esterni; il potenziamento delle infrastrutture e degli impianti (connettività e sistemi di aerazione); la formazione di qualità per i docenti sulla didattica digitale integrata.

Sul tema scuola, a fronte della fase di pandemia, abbiamo messo in campo tutte le misure, le competenze e le risorse a disposizione della Regione, intervenendo a tutela della salute di tutti e non solo dei ragazzi solo quando le evidenze sanitarie lo imponevano” ha ribadito dal canto suo l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Università Alessia Rosolen, facendo il punto sulle poste “che attestano l’attenzione prioritaria di quest’Amministrazione regionale verso la scuola”.
“La didattica in presenza è fondamentale per ogni giovane” ha evidenziato, “tutti abbiamo avuto sedici anni e lo sappiamo bene”; al contempo, ha però osservato l’assessore, va riconosciuto come l’introduzione della didattica a distanza e della didattica digitale integrata abbia permesso di fare degli enormi passi avanti sul versante dello svecchiamento e della modernizzazione, accelerando i processi di digitalizzazione all’interno della scuola: “in un solo anno più di quanto fosse stato fatto in decenni“.

n.p