Sogno di una notte di mezza primavera con Briciole!

11.03.2021 – 13.00 – Nonostante le previsioni dei corvi e gufi in divisa d’ordinanza, io non sono uno disposto ad arrendersi al pessimismo dilagante. Questo fa sì che i miei sogni siano sempre belli. Accantonati ormai, a causa di un’andropausa accentuata dalla pandemia, i sogni erotici, restano da esaudire i secondi e terzi in ordine d’importanza: quelli culinari e quelli di socializzazione. Mi sono quindi immaginato un’uscita serale, una volta che il proibizionismo del dopo tramonto si fosse esaurito!
La frenesia di incontri e di vita mi avrebbe portato in un ristorantino del Collio Isontino, assieme a una dama, scelta tra le più belle del mio
album di “marcelline”, club di fan del congiuntivo, il cui numero di iscritte era ulteriormente aumentato, dopo l’abbandono dell’attività legislativa del mio rivale più acerrimo, il premier dalle fossette!

Dopo tempo immemore mi trovai a percorrere strade poco illuminate, tanto che non sapevo se ancora funzionassero i fari abbaglianti, visto che non guidavo di sera dal San Silvestro 2019!
Arrivammo verso le 20 nell’elegante locale dalle molteplici stelle. Dopo tanto tempo volevo fare le cose come si deve, a costo di sperperare tutti i ristori ricevuti, destinati alle Partite Iva! Oltre alla ritrovata libertà e all’abbandono del virus, che aveva deciso con sportività di non infierire e ritirarsi dalla partita, nonostante la manifesta superiorità, c’era da festeggiare il successo del mio nuovo prodotto editoriale. Grazie all’aiuto dei blogger
di Chiara Ferragni, il libro aveva superato nelle classifiche persino quello di Rocco Casalino. Egli però a sua volta, grazie all’aiuto dei blogger di Cristiano Malgioglio e alla Piattaforma Rousseau, nel frattempo era diventato il nuovo Presidente del Consiglio!

“Buonasera!” dissi… Il cameriere mi guardò stralunato, era da un po’ che non sentiva questo idioma, tanto che pensava che ormai fosse un saluto caduto in disuso o che si sentisse solamente in occasione della didattica a distanza, del turno di notte. Era da un po’ che non azzardava nemmeno un buon pomeriggio! Ci accoglieva un arredo da ultima svendita di “Poltrone & Sofà”. Non ci feci troppo caso, dopo mesi ad arrabattarci con panini e tranci di pizza, sulle bitte di scalo Legnami o sulle panchine nascoste della ciclabile, tutto sembrava fantastico. La mia donna era vogliosa! Di mangiare, si intende. Il suo sorriso, gli
occhi chiari e le lentiggini intriganti illuminavano una stanza buia, dove alcuni candelabri la facevano da padrone. Forse durante il lungo lockdown erano rimasti indietro di qualche bolletta ENEL.

Si era presentata avvolta in un tubino verde, più adatto a una serata in ambasciata, che a una mangiata pantagruelica tra le vigne goriziane. In realtà, come mi accade di solito l’emozione dell’incontro galante mi aveva chiuso un po’ lo stomaco, oltre ad aver aperto inesorabilmente quello di lei. Avrei tranquillamente preso hamburger e patatine, ma lo sguardo severo di un avo del ristoratore, che mi osservava da un quadro con tanto di monocolo, mi consigliò di non fare troppo il barbone. Ordinai allora roast beef con salsa di funghi porcini e un contorno bio di erbe selvatiche, credendo così di fare colpo. Mi ero portato da casa anche un flaconcino di vaccino Astrazeneca , che come immunizzante non era granché, ma come condimento per le verdure era eccezionale. Lei invece scelse: per iniziare una tartare di fassona piemontese, con foglioline di cerfoglio e riduzione di aceto balsamico, invecchiato in botti di rovere dei Carpazi, per proseguire poi con un filetto di mucca podolica del Gran Sasso, con glassa di bacche delle Antille, emulsione al coriandolo e salsa bernese aromatizzata al dragoncello. Il tutto annaffiato con un Friulano DOC gran riserva, invecchiato nelle grotte segrete del castello.

La serata scivolò via, come i miei contanti superstiti, tanto che fui costretto controvoglia ad estrarre la mia VISA Premium per scrittori e a pagare la differenza. Per fortuna Draghi nel frattempo aveva declassato il cashback e la lotteria degli scontrini a gioco da tavolo per Natali blindati! La cena non fu l’epilogo della serata.
Il dessert lo prendemmo a casa sua. E vi lascio solo immaginare il proseguo della nottata, libera da protocollo di coprifuoco, perché sono un signore. Vi dico solo che lei si sentiva in colpa per aver mangiato troppo e a causa di ciò le era venuta una fastidiosissima emicrania. Io al contrario mi sentivo debole per aver mangiato troppo poco, e quindi mi sono attaccato al suo frigo fino alle 3 di notte.

Insomma il mix per lo scambio di fluidi corporali tra me e lei era tutt’altro che perfetto, ma in fondo chi se ne frega! Domani era un altro giorno di fastidiosa normalità! Lei si addormentò dolcemente, nuda, nel suo letto a baldacchino, avvolta da lenzuola di raso color perla. Io mi abbioccai su una panca di legno con un addosso un pigiamone in flanella e un accenno di bavetta alla bocca. Ma non era la cosa più importante!
Ormai entrare al ristorante era molto più eccitante di entrare in camera da letto. Lì stava la vera trasgressione! Però la prossima volta proverò se va meglio con due belle pizze alla Diavola!

[m.l]