L’arte del riciclo: spopolano sui Social le opere del triestino Roberto Baldin

31.03.2021 – 8.42 – Due personaggi che arrampicano, un ciclista, un pilota di moto ed un gufo: sono le passioni proprie e della sua famiglia ad ispirare Roberto Baldin, classe ’56, manutentore triestino ora in pensione che ha fatto impazzire la comunità social cittadina con le sue statuette di metallo riciclato, ormai diventate virali.
 Sempre attivo ed in movimento, sono numerose le passioni e gli interessi di Roberto, che condivide con la moglie e che gli hanno portato grandi soddisfazioni. Dalla fotografia all’arrampicata, affronta tutto con il sorriso, e proprio da uno scherzo tra amici, racconta, è nata l’idea di queste statuette.
Nell’ultimo periodo, complice la zona rossa e la limitazione dei movimenti, assieme alla sua dolce metà ha deciso di riordinare la cantinetta di casa, per lunghi anni luogo di lavoro e officina dove aggiustare la moto piuttosto che la bicicletta di uno dei figli, e nella quale si sono accumulate una grande quantità di parti di ricambio. Guardando nel mucchio è iniziato il processo creativo e così una pinza è diventata la forcella di una bici e dei cuscinetti a sfera si sono trasformati in delle chiocciole.

Le opere di Roberto Baldin, ci tiene a specificare lui stesso, non sono in vendita, nonostante le numerosissime richieste che ha ricevuto in queste ore. “È uno scherzo in famiglia” ha spiegato, “una passione, per far ridere i miei nipoti e continuare a giocare. Uno dei miei figli, appassionato di moto, ha vinto di recente una gara. Per questo gli ho voluto costruire una specie di trofeo”. Le sculture del triestino Baldin sono di certo un messaggio di gioia; che si tratti di una scena di vita quotidiana – come quella del personaggio in attesa alla fermata dell’autobus o di quello seduto sulla tazza – o qualcosa di più astratto, sono la prova di quanto la creatività vada di pari passo con amore e fantasia.

mb.r