DdL 125, Rappresentanti d’Opposizione: “Deleterio snaturare Polizie Locali FVG”

19.03.2021 – 15:20 – Si è svolta questa mattina, per via telematica, la conferenza stampa indetta dai rappresentanti in Consiglio Regionale di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Patto per l’Autonomia, Cittadini e Open FVG, per discutere circa le numerose perplessità in merito al Disegno di Legge regionale 125 riguardante i temi di sicurezza e Polizia Locale della Regione Friuli Venezia Giulia. All’evento hanno partecipato Diego Moretti (PD), Franco Iacop (PD), Furio Honsell (Gruppo Misto), Mauro Capozzella (M5S), Cristian Sergo (M5S), Tiziano Centis (Cittadini), e Giampaolo Bidoli (Patto Autonomia).

Il DdL 125:

Con il Disegno di Legge regionale 125, l’attuale Giunta di governo del Friuli Venezia Giulia si propone di rinnovare la norma di settore, circa le politiche integrate di sicurezza e ordinamento della Polizia Locale, risalente al 2009, introducendo il concetto di “Sicurezza Integrata”; un termine, quest’ultimo, introdotto a livello normativo nazionale e che si concretizza nell’insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali, ma anche da altri soggetti istituzionali, pubblici e privati, per promuovere la sicurezza sul territorio. La Regione in particolare assume un fondamentale ruolo di raccordo di tutte le attività.

Una delle principali novità riguarda inoltre l’istituzione del cosiddetto “Osservatorio Regionale”, organismo che era stato abolito nel 2016 e che ora verrà reintrodotto incardinandolo nella “Direzione Centrale Sicurezza e Autonomie Locali”. L’Osservatorio si avvale di personale e dirigenti regionali, di università, istituti di ricerca, rappresentanti di corpi e servizi di Polizia Locale. La sua principale funzione sarà quella di analizzare i dati sulla criminalità ed elaborare le politiche regionali in materia di sicurezza.

Con questa sorta di riforma, la Giunta vuole inoltre rendere più omogenee le competenze delle diverse Polizie Locali del Friuli Venezia Giulia, specializzandole per far fronte a tutte le principali esigenze delle Città e dei cittadini del nostro territorio. Inoltre, saranno introdotti anche i cosiddetti “Addetti alla Sicurezza Sussidiaria” con i quali si riconosce agli Enti locali la possibilità di avvalersi del personale degli istituti di vigilanza privata e della figura degli “Steward Urbani”. Secondo quanto dichiarato dall’Assessore Regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, lo scorso 25 Febbraio, “i Comuni continuano a chiedere di poter avvalersi di questo servizio che stiamo sperimentando da due anni e che ora la Regione rende strutturale. Non c’è alcuna preoccupazione in merito, si tratta di figure che spesso svolgono semplicemente la funzione di risolvere conflitti”.

Nella stessa occasione, Roberti aveva difeso anche il pacchetto di norme sulla cosiddetta “Sicurezza Partecipata” la quale affida l’attività di prevenzione e controllo del territorio anche alla collaborazione dei cittadini, attraverso il “controllo di vicinato” o l’impiego di associazioni di volontariato, includendo esplicitamente tra queste le associazioni d’arma e le associazioni delle Forze dell’Ordine. A tal proposito l’assessore aveva fatto riferimento alle associazioni degli Alpini ricordando che queste già sono impegnate in attività di protezione civile. “Si tratta – aveva dichiarato l’Assessore Roberti – di disciplinare un fenomeno che esiste già basti pensare ai gruppi Facebook che esercitano controlli o prevenzione sulla sicurezza dei quartieri; credo sia meglio non chiudere gli occhi e regolamentare queste attività, come hanno già fatto l’Emilia Romagna e il Veneto”, aveva sottolineato l’assessore respingendo ogni dubbio di costituzionalità della norma.

Tra le tante novità introdotte dal DdL 125 anche il concetto di “Distretto”, l’ambito territoriale di competenza di ogni Polizia Locale, e l’istituzione di un fondo a favore degli operatori dei Vigili Urbani e delle loro famiglie per il riconoscimento di un contributo, a titolo di indennizzo, nei casi di decesso o danni permanenti, derivanti da infortunio, subiti dagli stessi operatori nello svolgimento del servizio.

Il commento di Diego Moretti (PD):

“Abbiamo deciso di indire questa conferenza per fare il punto della situazione su quanto fatto fin ora in merito al DdL 125 e sui temi che andremo ad affrontare nella prossima discussione in aula. Vista l’importanza del tema, credo sia importante convenire ad una posizione comune tra tutte le forze di opposizione”.

Il commento di Franco Iacop (PD):

“Attorno al Ddl 125 si è aperto un dibattito importante su un tema importante il quale coinvolge tanto la Società Civile quanto le istituzioni. Per risolvere la commissione in poco più di un’ora, nelle scorse settimane, in aula, ci è stato impedito di discutere sul Disegno e non si è dato corso nemmeno ad un’audizione successiva. Per questo motivo, continueremo il nostro dibattito nella prossima sessione di Consiglio”.

“Il Ddl 125 si propone di rinnovare la Legge 9 del 2009, proposta dall’allora Assessore alla Sicurezza, Federica Seganti, cambiando in maniera sostanziale il profilo d’azione delle Polizie Locali del Friuli Venezia Giulia. Così facendo si vuole dare vita ad una polizia di tipo regionale che garantisca la sua presenza attiva sul territorio 24 ore su 24”.

“Al momento nella nostra Regione non esiste un problema di criminalità diffusa ma solo di criminalità circoscritta a certe aree urbane di alcune Città. Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane maggiormente sicure e i nostri cittadini si sentono sicuri”.

“La Polizia Locale da polizia di comunità diverrebbe polizia specializzata da impiegare in ottica interventista con una regia assegnata alla Regione e al Comandante della Polizia Locale di Trieste. Nascerebbe così un’identità che andrebbe a svolgere attività di intervento in ausilio alla Polizia di Stato. Una conseguenza, quest’ultima, sulla quale il Prefetto di Trieste nelle scorse settimane si era già pronunciato dichiarando che “la questione delle sicurezza deve appartenere alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine e non alla Polizia Locale”.

Il commento di Furio Honsell (Gruppo Misto) :

“La futura legge prevede l’adozione di forme di controllo di vicinato; così facendo andremo in contro alla nascita degli “spioni di quartiere” con la conseguente distruzione di una comunità coesa. Questa legge alimenta la sfiducia nei confronti di chi ci sta attorno, se dovesse concretizzarsi nessuno si fiderà più del proprio vicino”.

“Questa legge è un cavallo di battaglia dell’attuale Giunta la quale desidera fortemente che riceva l’approvazione da parte di tutte le forze politiche ma allo stesso tempo anche che sia sminuita dall’opposizione con il fine di darle contro. Questa riforma sembra essere una mossa di propaganda.; io personalmente sono molto preoccupato”.

Il commento di Mauro Capozzella (M5S):

“Per la stesura di questa legge non sono stati interpellati nè i lavoratori del settore, né le persone esperte di questa materia; nessun comandante dei vigili urbani, nessun questore, nessun prefetto è stato consultato. Oggi, ci ritroviamo a discutere questo DdL senza conoscere i reali bisogni di chi è ogni giorno sul campo è deve lavorare, è un vero e proprio vulnus in termini procedurali”.

“Oggi abbiamo ribadito in aula che il tema della sicurezza non è una questione all’ordine del giorno; c’è imbarazzo nel affrontare un argomento come questo, del tutto fuori luogo rispetto all’attuale situazione sociale e sanitaria, dove invece bisognerebbe parlare di sanità e salute pubblica. Io per primo mi sono imbarazzato”.

“I cittadini in questo periodo hanno bisogno di ottenere rispsote su altre tematiche, altro che sicurezza; secondo le classifiche del “Sole 24 Ore”, poi, risulta che tre delle nostre quattro Province presentano la miglior qualità della vita. Se questi dati corrispondono al vero non mi sembra che il tema sicurezza sia così urgente”.

Il commento di Tiziano Centis (Cittadini):

“L’obiettivo di questa legge e di questa maggioranza è quello di spogliare la Polizia Locale dalle funzioni di controllo urbano e far nascere una sorta di 3a forza di polizia. Oggi è tuttavia impossibile pensare che i nostri vigili urbani possano garantire la sicurezza h24 in ogni Comune del nostro territorio regionale. Già oggi adesso, infatti, non è possibile avere un vigile ogni 1000 abitanti come previsto dalla norma”..

“Dobbiamo stare attenti a non far nascere forme di vigilanza civile; basti vedere cosa succede oggi sui social dove ci sono cittadini comuni dal grilletto facile. Per tale motivo, voglio fare un plauso a quanto asserito dal Presidente del Consiglio Regionale FVG, Piero Mauro Zanin, il quale ha dichiarato di essere favorevole al rispetto delle regole ma ostile alla nascita dei cosiddetti “sceriffi””.

Il commento di Giampaolo Bidoli (Patto Autonomia):

“Tutte le polizie locali del Fruli Venezia Giulia sono sotto organico e attraverso la riforma si vuole giustificare questa mancanza istituendo la “Polizia Locale specializzata”. Si vuole snaturalizzare un ruolo che è dei Comuni e questo ci mette davanti ad un ragionamento circa le precedenti riforme degli enti locali o delle UTI; dei fallimenti su tutti i fronti che si stanno riversando anche sulla Polizia Locale e sulle sue risorse”.

Il commento di Cristian Sergo (M5S):

“Chiediamo alla maggioranza un secondo passaggio in commissione dove poter approfondire i vari temi; il Ddl 125 non parla solo di Polizia Locale ma anche di Sicurezza Stradale ed altri importanti temi. Vorremmo approfondirlo e chiediamo alla Giunta un maggior ascolto delle opposizioni e del dibattito che si sta formando purtroppo solo tramite la stampa”.

“Sembra ci sia tanta fretta di portare a casa un risultato”.

“Fare marcia indietro su tutto sarebbe auspicabile ma basterebbe cambiare il messaggio che questa legge vuole dare ai cittadini. Altrimenti sembra solo una frase di propaganda per lanciare nuovi sceriffi nelle strade e su questo non siamo assolutamente d’accordo. Se si vuole intervenire sulla sicurezza bisogna solo implementare la presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio, quindi, dello Stato”.