Governo Draghi: “Al tavolo, capaci burocrati”. L’opinione

14.02.2021 – 10.11 – Abbiamo ricevuto la notizia della formazione del nuovo governo, e i nomi dei ministri che dovrebbero, in questo periodo difficile, traghettare tutti noi italiani in un futuro più sicuro e prospero. Purtroppo, io vedo nuovamente sedere ad un tavolo capaci burocrati, che con la scusa di salvare il popolo italiano continueranno a gestire i propri interessi. Persone che paiono prive di ideali, e che per poter sedere a quel tavolo sono stati disposi a sacrificare i proprio pensieri politici in nome dei quali hanno raccolto i voti dei propri sostenitori, che gli hanno permesso di sedere nel Parlamento italiano e quindi raggiungere oggi quel tavolo direttamente o nominando altri uomini definiti “tecnici”, da manovrare poi a proprio piacimento.

Una grossa responsabilità deve essere attribuita, e sarà ricordata dalla storia, a quei partiti che si sono sempre dichiarati contrari al pensiero politico dei propri avversari; oggi, seduti insieme a quel tavolo, banchettano con soddisfazione con i nemici di prima, giustificando il vile gesto con l’ipocrisia di voler salvare Italia. La coerenza non è più nelle loro gesta; l’onore non gli appartiene. Si sono legati in un sodalizio che non produrrà alcun buon frutto, proprio perché esso nasce dalla diversità, eccessiva, dei pensieri di ogni uno di loro; non produrrà frutti per l’egoismo di tutti nel voler solo assicurarsi il proprio vantaggio. Un’unica forza politica, compatta, ha deciso di voler continuare a tenere la rotta promessa ai propri elettori al momento dell’ultima campagna elettorale, sola ma rimasta quindi all’opposizione chiedendo a voce alta e con determinazione di voler sentire il giudizio del popolo attraverso l’unico strumento democratico: il voto. Tutti gli altri, consapevoli dei propri errori e del tradimento verso i propri elettori, non hanno il coraggio di accettare l’eventuale giudizio popolare.
Mi auguro, seppur non condivido e non approvo questa formazione di governo, che gli uomini che lo compongono possano trovare nuovamente l’amor di patria e quindi lavorare per il bene della nostra Italia; ma reputo che presto si accorgeranno di non essere l’un l’altro compatibili, dovendo quindi prima lottare tra loro per produrre proposte da sottoporre al Parlamento, ove poi nuovamente incontrarsi con i troppi diversi pensieri delle formazioni politiche.

Abbiamo oggi bisogno di una forza compatta, espressione della maggioranza dell’Italia, che decida una linea di strategia e che guidi il nostro paese fuori da questa epocale crisi. L’unico sistema rimane di tornare presto al voto e di dare voce alla formazione di un governo con un appoggio sincero del neo eletto Parlamento, senza più intrighi ed accordi tra fazioni nemiche politicamente fino al giorno prima. Speriamo quindi che gli interessi del popolo possano almeno per una volta nella storia essere più importante degli interessi dei “tiranni”.

[m.v.]