Da Bari a Dubrovnik: nuova missione subacquea dell’OGS di Trieste

Esplorando i segreti del mar Adriatico

12.02.2021 – 13.00 – Il giuliano Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha lanciato proprio in questi giorni una nuova missione volta a esplorare il mar Adriatico svelandone gli (scientifici) misteri irrisolti; nello specifico il meccanismo di formazione delle acque dense del Sud Adriatico, responsabili di influenzare la circolazione marina dell’intero mar Mediterraneo.
La missione è avvenuta attraverso un veicolo autonomo subacqueo – un “glider“- capace di raccogliere dati dalla superficie fino a 1000 metri di profondità. Il glider è in grado di “campionare” una specifica area attraverso sensori oceanografici che registrano temperatura, salinità, ossigeno, torpidità e clorofilla.
Durante la sua missione il glider affiora in superficie quattro volte al giorno per trasmettere e ricevere i dati ed effettuare una serie di “fix” GPS. Quando invece è in immersione, il veicolo si muove zigzagando lungo la colonna d’acqua e stimando la sua rotta mediante un sistema di navigazione dotato di bussola, inclinometri e sonar. Lo strumento avanza sott’acqua mentre sale o scende di profondità sfruttando sia la variazione di assetto (riempiendo o svuotando una camera stagna) che lo spostamento di una zavorra interna che fa inclinare la prua. Non c’è pertanto un “motore” in senso proprio, con notevole risparmio dei consumi.

Il piccolo glider ha iniziato la nuova missione il 28 gennaio, pilotato da remoto lungo un percorso che si snoda dalle acque italiane di Bari a quelle croate di Dubrovnik/Ragusa.
I primi risultati mostrano un meccanismo di formazione delle acque dense mai osservato in natura, grazie alla presenza di strutture coniche, delle vere e proprie fredde e dense colonne d’acqua che ruotano in senso antiorario e che vanno dalla superficie fino a circa 700 metri di profondità. Questo particolare meccanismo fino a oggi era stato solo ipotizzato dagli studi teorici e simulazioni di laboratorio.
Il glider resterà in mare fino a metà marzo per studiare la formazione delle acque dense e valutarne la sua evoluzione, anche in relazione alle variazioni di temperatura registrate negli ultimi anni.

[z.s.]