Covid, Zalukar (Misto): stop strategia terrore, far ripartire economia

17.02.2021 – 17.14 – “La chiusura degli impianti sciistici decisa all’ultimo minuto è paradigmatica di una strategia di gestione dell’emergenza che procede a tentoni. Diciamolo chiaramente, la strada da percorrere è stretta: da una parte la tutela della salute e dell’altra la salvaguardia di interi settori economici e produttivi. Ciò che emerge di rado è che senza la produzione al completo (tutti i settori, quindi) la sanità non si finanzia e certo i danari del Recovery Fund non saranno sufficienti”. E’ quanto scrive in una nota Walter Zalukar, consigliere regionale del Gruppo Misto. “Preoccupano le varianti del virus, i cui impatti sono ancora in fase di verifica – aggiunge Zalukar -, la complessiva efficacia dei vaccini (anche come contenimento alla trasmissibilità) è sotto esame e l’agognato effetto gregge è di là da venire. Il Sistema sanitario si trova quindi a fronteggiare problemi clinici e organizzativi non comuni e questo lavoro richiede di essere portato avanti con scientificità e lucidità, adottando misure realmente efficaci che non vadano a ledere in maniera sproporzionata altri settori economico-produttivi”.

“Venendo allo sci, ad esempio, le probabilità di contagiarsi all’aperto sulle piste è pressoché nulla. Nelle seggiovie e negli impianti di risalita al chiuso si poteva ridurre la capienza e imporre l’obbligo della mascherina FFP2, che protegge al 95%. Alberghi e ristoranti della montagna, anche a capienza limitata, avrebbero comunque preso una boccata di ossigeno e il rischio di contagi sarebbe stato minimo”, è l’opinione del consigliere.

“E’ necessario un cambio di strategia che contemperi le ragioni della salute con quelle dell’economia – così ancora Zalukar -perché queste non sono antitetiche, ma complementari e fors’anche supplementari quando, grazie alla crescita economica, si riescono a fare investimenti per migliorare la salute. Siamo vicini ai punti di non ritorno per interi settori che porterebbero a un calo del Pil strutturale, difficilmente reversibile nonostante i finanziamenti europei”.

“Certo, bisogna sforzarsi e trovare soluzioni efficaci e concrete, soprattutto mirate e proporzionate alla situazione epidemiologica e sanitaria dei diversi territori. Benché il ministro della Salute sia rimasto lo stesso – conclude la nota -, dal nuovo Governo ci aspettiamo un approccio più razionale, che superi la strategia del terrore“.
(c.s.) d.g.