Febbraio is back con Briciole!

04.02.2021 – 13.00 – Eccoci qua…a guardare le nuvole su un tappeto di fragole! Beh…non è proprio così, ma era per accalappiare un po’ di lettrici giovani e belle, fan di Checco del complesso dei Modà, che sono sempre meglio delle fan di Peppo del governo dei Gagà. Eccoci…dicevo! Anche i 61 giorni di gennaio se ne sono andati, con la velocità di un monologo di Saviano e la serenità di un’apparizione del professor Galli in TV.
È arrivato febbraio! Quest’anno, per una strana convergenza di eventi astronomici e astrologici, avrà 28 giorni, anche se i negazionisti insistono a dire che sarà bisesto pure questo.
In realtà sembra lo sostenga anche il senatore Ciampolillo, ormai famoso per essere il salvatore distratto e ritardatario del governo, poiché intento a debellare la xylella con il sapone, subdola malattia di un ulivo cresciuto dentro i cessi di Palazzo Madama!

Però non vorrei parlare troppo di politica! Non vorrei dare troppa soddisfazione a chi meriterebbe solo l’oblio di un dimenticatoio perpetuo, che purtroppo troppi italiani sembrano non voler loro concedere.
In questo caso mi piace ripetermi: la colpa non è di chi predica...ma di chi applaude! Non volevo farlo, ma devo, anche perché stavolta i teatranti della sceneggiata napoletana hanno sorpreso tutti, anche me.
Ero sicuro del solito “tarallucci e vino” e invece sono stato travolto dagli eventi che mi hanno costretto a cambiare il pezzo da scrivere! Insomma rompono anche quando fanno cose buone! Per la verità, al contrario di quanto successe con la caduta causata da “Matteo primo”, che tutti in maggioranza accolsero con fuochi artificiali, feste di piazza e atti di bullismo in confronto dei padani, questa volta la preoccupazione causata dalle bizze di “Matteo secondo” era palpabile!

Conte non era sicuro di farcela, tanto da scomodare ogni sera una famosa favola declamando: “Scanzi…Scanzi delle mie brame…chi è il
più bello e bravo del reame?”… e non ci crederete, ma lo Scanzi non rispondeva mai Renzi o Berlusconi, ma nemmeno Di Maio! Conte era più insicuro e meno spavaldo dell’altra volta. Anche nel colloquio con il presidente Mattarella, al momento di elencare i meriti del governo e il motivo per il quale meritasse di continuare il suo cammino aveva detto: “ma dove lo trovi uno bello come me!”. Però pensavo tutto si risolvesse con un paio di alzate di coda di pavone renziane, per poi tornare allo “status quo”, con le stesse facce, gli stessi programmi (se così osiamo chiamarli!), le stesse incertezze e la solita improvvisazione.

E invece…a sorpresa: “vota Antonio…vota Antonio…vota Antonio La Trippa…Italiani!!!!”. Beh…non volevo scomodare un mostro sacro come Totò, ma ci stava! In realtà il voto è lontanissimo e più che un Antonio
ci tocca un Mario, nome che ricorda un altro tecnico e , più che sogni e voli pindarici, richiama incubi psichiatrici. Quindi pur essendomi alzato con la musichetta carnevalesca “pepepeperepepè pepepeperepepè…a e i o u ipsilon” credo sia presto per festeggiare! Inoltre sembra brutto farlo in pandemia, anche se in guerra e in amore tutto è lecito. Evito di stappare champagne anche per rispetto al lutto delle troppe “Giuseppine” e anche a quello di un noto gruppo Facebook cittadino. In tempi di guerra fredda era stato coniato il termine “utile idiota” per descrivere chi involontariamente favoriva una causa diversa che facilitava il nemico. Non so se sia questo il caso, non mi permetto di pensarlo. Preferisco optare per l’idea che chi ha fatto cadere il governo sia un illuminato statista che riesce a mimetizzarsi perfettamente.

Comunque: “cosa fatta capo ha” quindi...”meo amigo Charlie…Charlie Brown”. Di certo i miracoli non esistono e Draghi non sarà una panacea per tutti i mali dell’Italia. Nemmeno cento di quelli di Komodo riuscirebbero a risollevarla dal torpore di questi anni. Speriamo sia il primo anno di una
piccola rinascita. Meno DPCM, meno apparizioni a tarda notte, meno fossette ammiccanti, ma più lungimiranza e concretezza! Voglio crederci!
Febbraio grazie al cielo non è solo politica, è tanto tanto altro! È Sanremo, è San Valentino, è Carnevale!
Le ultime due date si accavallano, e non so se sia un segno pure questo! È soprattutto zona gialla!

Nonostante le raccomandazioni dall’alto, il popolo non vede l’ora di sfogarsi e quindi gli input di prudenza e sicurezza cadranno nel vuoto, dando immediatamente lo spunto ai “padroni del vapore” per una nuova colorazione più intensa. I pronostici di durata riapertura bar e ristoranti sono quotati alla SNAI tra i 20 minuti e i 20 giorni! L’ultima quota risulta milionaria! Lunedì sono partiti i festeggiamenti, qualcuno ha iniziato già alla domenica, per dare al sessantunesimo giorno di gennaio una parvenza di febbraio. Anche il nostro gruppo di amici vorrebbe festeggiare adeguatamente il giallo. Io, con la mia solita sobrietà, avevo pensato a un’orgia, ma siccome tra tutti uomini sarebbe risultata indigesta ai più, anche se non a tutti, abbiamo optato per il baccanale!

La pandemia non ha frenato le immancabili polemiche sanremesi. Il divieto del ministro Franceschini al pubblico in sala e poi anche ai figuranti ha fatto imbestialire Amadeus, che ha minacciato le dimissioni sue, delle due presentatrici donne Bellaciao e Bonatti e del vice presentatore Fiorellotto. Naturalmente tutto si ricomporrà! La causa per mollare tutto stavolta era valida, infatti Amadeus giustamente si chiedeva: “no ai figuranti… perché? È un’ingiustizia! Al Festival no e in Parlamento sì!”. Credo che la cosa rientrerà, in caso contrario sono già pronti i sostituti: Sanremo sarà presentato dall’ormai ex ministro Speranza, vallette saranno Brusaferro e Arcuri, duo comico Burioni-Capua! Cantanti: tutti noi, dai balconi!

Per quanto riguarda San Valentino, invece la regola del distanziamento prevede massimo due persone, concessione simpatia dell’ex premier, nell’estremo tentativo di salvarsi, con parere contrario del professor Crisanti, che voleva festeggiamenti solitari all’interno del ripostiglio delle scope.
Per il Carnevale invece le cose si mettono male. Credo non se ne farà nulla, a meno che il nuovo governo non decida un DPCM controcorrente che istituisca 5 giornate “free no-mask”, in grado di far ripartire l’epidemia, in modo da concedere al fresco premier un discorso alla nazione che annunci: “ancora un
piccolo sacrificio oggi per salvare il Natale!”
Ah…visto che sul finale sono ricaduto nel tranello dell’argomento politico, mi concedo un ultimo appello a Draghi: “basta bancomat esasperati! la patrimoniale faccela pagare in contanti!!!”
Buon febbraio di 28 giorni a tutti!!

[M.L]