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domenica, 14 Agosto 2022

Scuola, in vigore la nuova ordinanza: Fedriga “Decisione per tutela salute della comunità regionale”

18.01.2021 – 07.15 – Non riapriranno oggi in Friuli Venezia Giulia le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, statali e paritarie, e le istituzioni che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale, che seguendo le direttive dell’ultima ordinanza regionale devono, per ora, adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata (Ddi).
Nel corso di una conferenza stampa dedicata, svoltasi ieri, domenica 17 gennaio, sul tema delle scuole, Fedriga ha ricordato come la scelta della Dad fino al 31 gennaio, ribadita dall’ultima ordinanza, rappresenti un provvedimento adottato con il consenso della grande maggioranza delle articolazioni del sistema scolastico.

“Nel limite di quello che la pandemia consente – ha affermato il governatore – dobbiamo dare delle certezze e non essere costretti a fare marcia indietro dopo aver assunto determinate decisioni”.
“Le motivazioni di carattere sanitario – ha proseguito -, legate ai contagi in ambito familiare e al ruolo in questo ricoperto dalla fascia che vai dai 14 ai 19 anni, ci hanno portato, assieme ad altre Regioni che ci hanno seguito, a una decisione che mira alla tutela della salute di tutta la comunità regionale”.
A tal riguardo il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha puntualizzato che è la tenuta del sistema ospedaliero a essere alla base dell’adozione di una politica di estrema prudenza nel passare alla didattica in presenza nelle scuole superiori, mentre l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, ha fatto presente che comunque nelle ordinanze viene conferita un’autonomia organizzativa che consente di realizzare dei momenti formativi che prevedono la partecipazione in classe degli studenti.

Infine, il governatore, riferendosi a un passaggio della sentenza del Tar che sospendeva l’efficacia della prima ordinanza regionale sulla riapertura delle scuole secondarie di secondo grado dopo il 31 gennaio, ha evidenziato, relativamente alle citate conseguenze psicologiche generate dalla mancanza di socialità, come questo fattore non riguardi solo gli studenti, o il mondo della scuola, ma l’intera popolazione, in quanto “ognuno di noi a causa del virus è costretto, con il distanziamento, a rinunciare alla socialità“.

[n.t.w]

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