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venerdì, 2 Dicembre 2022

Briciole: Vaccino… chi legge!

15.01.2021 – 13.00 – Credo sia inutile sponsorizzare il sì o il no al vaccino. Credo sia forse persino ingiusto perorare cause! Ognuno agisce e agirà con la propria testa e la propria coscienza, se nell’inventario delle rimanenze ne ha ancora una. In democrazia funziona così, sia per le cose futili che per quelle importanti. Lo trovo inutile perché, come succede già con il tifo politico o calcistico, nessuno cambierà idea. Non succederà nemmeno davanti all’evidenza, qualsiasi essa sia. Io so bene cosa farò, ma non mi permetto di provare a influenzare nessuno.
Certo…se si potesse immunizzarsi ingurgitando una teglia di melanzane alla parmigiana sceglierei questa opzione, ma non credo sia agli studi. Per quando arriverà il mio turno…chissà, mai dubitare della provvidenza!!! Se risultasse affidabile non avrei dubbi!

A Napoli sembra che qualcuno voglia farsi iniettare, al posto del vaccino, un ampolla di sangue di San Gennaro. In Padania si sceglierebbe quella dell’acqua delle sorgenti del Po, i fan di Trump quella del Potomac. A Roma una stilla di sudore di Totti. A Treviso un litro di Prosecco. A Trieste un filtrato di porzina e cren!
Trent’anni fa questa diatriba tra favorevoli e contrari non ci sarebbe stata. Lo avremmo fatto come si versa un’imposta all’Erario, magari brontolando. Certo esistono gli evasori, ma tutto sommato pochi, anche se al governo d’oggi piace descrivere gli italiani come una manica di delinquenti, pronti a fregare il prossimo e distruggere il florido bilancio di Stato, non partecipando alla lotteria degli scontrini.

Al tempo ricordo che al servizio militare di leva ti inoculavano certe bombe liquide che subito dopo nitrivi e percorrevi il piazzale delle armi in nove secondi netti, inseguito da Usain Bolt, ma nessuno osava fiatare. Ma ora sono tutti esperti: il gommista, il panettiere, la fioraia, il reduce dal GF vip, persino il Papa, che aveva già dato preziosi consigli su amore, sesso e famiglia. Dei social meglio non parlarne! Pieno di laureati all’università della vita e imprenditori presso se stessi. Tuttologi allo stato brado, guru a tempo perso.
Adesso va di moda pretendere il vaccino italiano, perché più sicuro e meno invasivo di quello Pfizer. Eppure sul Viagra non c’erano stati troppi dubbi. Anche se l’erezione ti durava una settimana e per piegare il pene lo dovevi rendere incandescente e batterlo con il martello di Thor! Al limite si rimediava con un piccolo rinforzo in lamina d’amianto per non bucare i pantaloni.
Vaccino italiano? Eppure i prodotti nostrani tanti li hanno sempre schifati! Probabilmente se la dose fosse a pagamento andrebbero a comprarla al Duty Free per risparmiare 5 euro!

Insomma anche sui vaccini stiamo rischiando il solito caos italico. Obbligatorietà? Questione di tre o quattro DPCM! C’è solo da sperare che l’anno vaccinale sia meglio di quello virulento. Sperare che ci sia più organizzazione, anche se le file che si sono viste, al freddo nel giardino dell’ospedale, appiccicati uno all’altro, non lasciano spazio a troppo ottimismo. Più lungimiranza, più sincerità, magari più modestia e coscienza dei propri limiti. Il tutto principalmente da parte della politica. Perché quello che abbiamo trascorso si potrebbe tranquillamente riassumere con “un anno di balle”!
Io non so cosa pensare sul vaccino! Non ci voglio pensare! Per quanto ne so “questo o quello per me pari son!”. Non mi sento in una botte di ferro, ma non mi sento nemmeno cavia. Certo l’assenza di dubbi totale è preoccupante, sia che si sia propensi a farlo che a non farlo. Io credo che potremmo facilmente risolvere il tutto e fugare tutte le incertezze chiedendo un sondaggio con voto finale alla piattaforma Rousseau. E se proprio non vogliono darci risposte chiare c’è sempre Barbara D’Urso con i suoi ospiti!

[M.L]

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