Bilancio 2020, Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin: “Forte impegno nel sociale”

28.01.2021 – 08.26 – Il 28 gennaio 1994 Marco Luchetta, Saša Ota e Dario D’Angelo, inviati della Rai di Trieste, morivano a Mostar (Bosnia-Erzegovina), nella parte est della città stretta d’assedio, mentre stavano realizzando uno speciale sui bambini vittime della guerra nella ex-Jugoslavia. La granata che interruppe le loro vite, risparmiò quella di un bambino, Zlatko Omanovic, che divenne, poche settimane dopo la tragedia, il primo bambino aiutato dal comitato di famigliari, colleghi e amici di Marco, Saša e Dario.
Da allora sono passati oramai 27 anni, Zlatko è un uomo, il mondo è cambiato, ma la condizione dei bambini, nei Paesi colpiti dalla guerra, non molto. La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin intanto ha continuato la sua attività anche durante l’anno “pandemico”, il 2020.

Nell’anno passato la Fondazione Luchetta si è infatti misurata con la fragilità delle famiglie di Trieste che ha improvvisamente investito la comunità, investendo nel “sociale”. Il servizio di banco alimentare attivo da anni è letteralmente raddoppiato davanti alla difficoltà delle persone di arrivare alla fine del mese a causa della pandemia. Le dimensioni della risposta della Fondazione Luchetta emergono adesso, tirando le somme del 2020 concluso. Dagli 8.516 chilogrammi di cibo, in scadenza o non vendibile ma ancora buono, raccolti e redistribuiti a una sessantina di famiglie assistite settimanalmente dalla Fondazione Luchetta nel 2019 (una media di 709 chilogrammi al mese), nei soli mesi della pandemia (marzo-dicembre 2020) il cibo raccolto ha superato le 17 tonnellate, con una media di 1.709 chili al mese. Sono state consegnate nel 2020 un totale di 1.500 spese, non più a 60, bensì a 130 famiglie, di cui 70 segnalate dal servizio sociale del Comune, 30 tramite la Microarea di San Giovanni e altre 30 della zona di Capofonte.

Grazie all’impegno degli operatori Gabriele Zvech e Viviana Taberni, ma soprattutto del volontario Roberto Fava, il servizio quotidiano di raccolta alimentare e consegna alle famiglie non si è mai interrotto, neppure nelle settimane del ‘lockdown’ più rigoroso. Dietro a questo sforzo però vi è una rete di associazioni e imprese che hanno collaborato insieme. Si tratta di Trieste Recupera che garantisce frutta e verdura fresca due volte a settimana, la Fondazione Banco Alimentare, il partner Bofrost, e poi i supermercati Lidl di Montebello, i Despar di viale Sanzio, piazza Libertà e viale XX Settembre, Aldi di via Coroneo, e molti altri negozi e privati sempre pronti sostenere tramite la Fondazione Luchetta le famiglie più in difficoltà.

Nonostante il Covid, nel 2020 sono continuate anche le attività ordinarie della Fondazione Luchetta nelle case Valussi e Chiadino, l’accompagnamento dei bimbi all’ospedale Burlo, e l’accoglienza e integrazione nel centro Siproimi “Casa Steffè” di Bristie (Sgonico-Zgonik), sebbene con un numero limitato di ospiti, a causa del blocco degli arrivi per la pandemia.

[i.v.]