Tram di Opicina, ieri in Commissione Trasparenza: la bagarre politica non si arresta

26.01.2021 – 13.25 – Continua il botta e risposta tra Giunta comunale e opposizioni sull’ormai sempre più caldo tema del Tram di Opicina. L’ultima puntata arriva a seguito della Commissione Trasparenza del Consiglio Comunale svoltasi ieri, dedicata allo stato dei lavori per il ripristino della storica trenovia che collega la città con la frazione carsica di Opicina.
“Stucchevole la bagarre politica innescata da qualche consigliere dell’opposizione” commenta in un post sui Social l’assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi, rispondendo ad alcune critiche sollevate sul tema. “La Commissione Trasparenza di ieri in Comune ha infatti chiarito ancora una volta come i ritardi non siano dovuti alla politica, bensì alle norme e alla burocrazia come il Codice degli appalti cui i dirigenti e funzionari del Comune devono attenersi per la predisposizione dei bandi.
Se qualcuno dei consiglieri e politici in questione si ritiene più esperto della materia” rincara Lodi “lo invito a partecipare ai concorsi della pubblica amministrazione…ma lo avviso che potrebbe scontrarsi con la dura realtà delle norme di questo Paese”.

In particolare, tra le osservazioni giunte dall’opposizione, quella della Segretaria del Partito Democratico di Trieste, Laura Famulari che afferma in una nota: “Dopo 5 anni di amministrazione Dipiazza e la sua Giunta al suo tramonto si trincerano dietro giustificazioni tecniche e l’unica certezza vera sono i tempi lunghissimi che bisognerà attendere prima di sperare che il tram torni a viaggiare. Vuol dire che andremo in ovovia”.

Non è da meno il consigliere pentastellato Paolo Menis che commenta in un post sui Social: “Mi sarei aspettato una dura presa di posizione dell’assessore Lodi contro la ditta che ha vinto l’appalto invece si è limitata a dire cose banali o che si conoscevano già: è un appalto inerente al campo ferroviario, c’è la volontà politica di far ripartire il tram, gli iter sono lunghissimi e complicati, sono stati ottenuti fondi dalla Regione per circa 3,4 milioni”.
“Successivamente” continua Menis, “i tecnici hanno confermato quello che ho evidenziato ad inizio gennaio, ossia che la risoluzione del contratto per grave inadempimento era ed è possibile.
Infatti i lavori sarebbero dovuti terminare il 13 gennaio; due giorni prima della scadenza l’appaltatore ha chiesto 120 giorni di proroga (dopo 118 di inerzia) motivando i ritardi con:il protrarsi della pandemia, le condizioni meteo avverse.
Il dirigente responsabile ha negato la proroga mettendo in mora la ditta. Il 18 gennaio il direttore dei lavori ha rescisso il contratto con il Comune (ci sono comunque 30 giorni di preavviso) per motivi: di natura personale, impegni di lavoro che si sono accumulati.
Come da previsione di legge” conclude “alla ditta è stato anticipato il 30% dell’importo contrattuale, ossia 230mila euro, dopo che il direttore lavori ha acclarato che i lavori erano iniziati (spostato il materiale da deposito di Trieste trasporti a Pian del Grisa)”.

“La ditta è stata messa in mora e negata la proroga richiesta di 120 giorni per il completamento dei lavori” chiarisce ancora Lodi nel suo post. “Ma a chi chiede la risoluzione del contratto vorrei ricordare che questo significherebbe solo prolungare l’inattività del Tram (come spiegato dai tecnici del Comune)… ma forse è ciò in cui sperano coloro i quali non hanno cuore uno dei simboli della città, ma solo l’interesse a minare il sindaco Dipiazza.
Infine una precisazione sui tempi di ripartenza: il RUP ha spiegato che il completamento dei lavori totali sulla linea del Tram è previsto tra circa 2 anni, ma questo non vuol dire che il servizio riprenderà tra 2 anni. Infatti” continua “le opere necessarie per rivedere in marcia il Tram sono appunto quelle sui binari e traversine: concluse queste opere i nostri tecnici comunali chiederemo all’Ustif l’autorizzazione alla ripresa del servizio e parallelamente continueranno i lavori previsti dal cronoprogramma condiviso”.
Infine, l’assessore osserva: “Ricordo al consigliere Menis che sono al Governo da 3 anni, sono andati a Genova a promettere la revoca delle concessioni delle Autostrade…”.